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Majkol

Little Briar Rose

Sviluppatore: Elf Games
Publisher: Mangatar
Genere: Punta e clicca
Disponibile: Digital
PEGI: 3+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

L’origine di Little Briar Rose, opera prima del team indipendente italiano Elf Games, è legata a quella pratica piuttosto popolare nell’ambiente dello sviluppo Indie di creare progetti videoludici nel più breve tempo possibile, sfidando la creatività e la versatilità degli avversari a suon di concept roboanti, soluzioni ludiche imprevedibili e scelte artistiche di sicuro impatto. Nel caso del videogioco in questione, la solidità dell’impianto ludico, reminescente delle più classiche avventure punta e clicca, è arricchita da una graziosa direzione artistica che cerca di riproporre, nell’elegante forma di mosaici di vetro, la storia di principesse dormienti e di principi dal petto ricolmo d’amore, tratteggiando al contempo un mondo sognante, popolato da creature fantastiche fra rovi appuntiti e… gnomi dall’insulto facile.

Date le sue origini legate al popolarissimo tool RPG Maker e alla velocità in cui è stato realizzato, è quasi incredibile che questa produzione sia stata finanziata e distribuita con successo; al momento è acquistabile sia per piattaforme mobili android e iOS, che, ovviamente, per PC. La forza di Little Briar Rose, insomma, risiede nell’estetica, curata personalmente pixel per pixel da Fabiola Allegroni, illustratrice che con il titolo ha chiaramente messo a dura prova la propria pazienza, asservendo la sua abilità creativa alla genesi di un universo che potrebbe essere tranquillamente considerato il palcoscenico per future iterazioni nel campo delle fiabe. Come anticipa lo stesso titolo, il gioco è chiaramente ispirato alla Bella Addormentata, qui dipinta seguendo le parole della versione “adulta” firmata dai Fratelli Grimm. Proprio per questo non deve stupire se il titolo riesce a risultare simpatico e interessante anche agli occhi dei giocatori più attempati, da sempre in prima linea quando si tratta di dare un’occhiata all’ultimo ritrovato dei punta e clicca, genere da tempo bistrattato e incapace di riprendersi dalla profonda crisi creativa che lo vede protagonista da qualche anno a questa parte.

NELLE PROFONDITA’ DEL BOSCO

Come anticipato, il debutto nel mondo dei videogiochi di Elf Games è un’avventura dai toni fiabeschi che mette i giocatori nei panni dei “molti principi” impegnati nell’arduo compito di salvare la Principessa Aurora dal suo sonno mortale. Una premessa che, durante lo svolgimento (di cui non voglio assolutamente anticiparvi nulla, per non togliervi la sorpresa) si rivelerà ben meno banale di quanto possa sembrare in prima analisi. La versione giunta su Steam mutua l’interfaccia grafica da quella mobile, di cui probabilmente è un porting diretto, e permette di interagire con le ambientazioni con un cursore che simula in tutto e per tutto l’interazione tattile dei dispositivi touch screen. Considerando anche il tema che dà il nome a Little Briar Rose, l’esperienza si presta senz’ombra di dubbio ad essere proposta soprattutto ad un pubblico di giovanissimi, motivo per il quale ho considerato giustificata l’estrema semplicità degli enigmi e la costante possibilità di richiedere “indizi” per la risoluzione dei piccoli problemi che assillano gli abitanti del bosco: che sia un troll in cerca di amore o un tritone minacciato di sfratto, le soluzioni ludiche pensate dal team italiano annoverano la presenza di diversi minigiochi in cui tempismo, memoria e attenzione sono messi alla prova, senza mai risultare ostacoli insormontabili.

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Chiaramente, come ogni rosa, anche Little Briar Rose presenta le sue spine: il primo difetto più evidente è sicuramente quello di obbligare il giocatore ad una continua interazione con gli abitanti del bosco nel vano tentativo di trovare una soluzione alle diverse “fatiche” che gli avventurieri dovranno fronteggiare prima di raggiungere il più classico dei lieto fine; se i minigiochi funzionano nella loro immediatezza, molto spesso ci si troverà obbligati a ricorrere agli indizi per riuscire a superare alcuni passaggi senza un’apparente soluzione logica. Si procede a tentativi, interagendo con tutti gli elementi dell’ambientazione, e vista la ridotta portata dell’avventura (si parla di un videogioco completabile in poco più di un’ora), viene quasi da tirare un sospiro di sollievo. Dal suo canto, il titolo propone una semplificazione praticamente totale delle meccaniche del genere d’appartenenza, non permettendo di scegliere il tipo di azione da compiere sui punti di interazione, con l’unica eccezione dell’utilizzo degli oggetti raccolti, presenti in un inventario circolare richiamabile in ogni momento selezionando un’icona apposita nel lato superiore dello schermo. Anche i minigiochi seguono la stessa filosofia, a volte stupendo per semplicità di esecuzione (penso a quello della pesca), a volte ricordando le sfide di un numero qualsiasi della Settimana Enigmistica. Promosso il profilo artistico, con un mondo bidimensionale e stilizzato pregevolmente caratterizzato per prendere la forma di mosaici di vetro in movimento, ispirazione che mi ha ricordato più volte la sequenza introduttiva del classico Disney “La Bella e la Bestia”. Duole ammettere, tuttavia, che le animazioni sono ridotte all’osso, ma quelle presenti dimostrano carattere e riescono a donare voce agli altrimenti muti dialoghi testuali che inscenano le peripezie dei principi intenti nel salvataggio della Principessa Aurora. Meno incisivo, invece, il comparto sonoro, con una raccolta di brani ridotta ai minimi termini e l’assenza di un doppiaggio che, forse, sarebbe stato più che indicato per coronare al meglio questa avventura fiabesca, anche solo per avvicinare il pubblico di giovanissimi.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Little Briar Rose, pur con i suoi limiti tecnici, riesce nel difficile compito di trasportare i giocatori in un universo fiabesco, colorato e nemmeno troppo banale, dove le meccaniche punta e clicca rappresentano un mero lasciapassare per lasciarsi incantare dal pregevole comparto artistico. La durata ridotta e lo scarso livello di sfida rendono il titolo d’esordio di Elf Games consigliabile soprattutto ad un pubblico di giovanissimi, ma ammetto che, come è successo al sottoscritto, anche i più grandi potrebbero rimanere sorpresi.

semafori indie-03

Good

  • Stile grafico pregevole.
  • Atmosfera sognante magistralmente ricreata.
  • Meno banale di quanto potrebbe sembrare.

Bad

  • Problematiche non sempre risolvibili grazie alla logica.
  • Comparto sonoro lontano dall'essere memorabile.
7

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.