“Sai distinguere le bugie dalla verità?”

Edoardo Carusillo

I fan del genere horror ricorderanno probabilmente il boom nel 2012 dei JRPG horror brevi, come Ib, The Witch’s House e Mad Father. Giochi che, nella loro breve longevità e semplicità grafica, riuscivano ad offrire un’esperienza coinvolgente grazie a espedienti narrativi memorabili e all’abile direzione artistica degli sviluppatori. Purtroppo, pochi altri titoli seppero salire alla ribalta negli anni successivi, mentre altri ancora vennero ben presto dimenticati o bellamente ignorati.

Una fiaba di umani, draghi e bugie


lieat img000Un titolo degno di nota che recupera consapevolmente la suddetta tradizione è questo LiEat – The Lie-Eating Dragon, gioco composto da una trilogia di capitoli usciti nel 2014 e creati dallo sviluppatore giapponese Miwashiba. Sebbene si tratti di un prodotto orientato prevalentemente sull’avventura, non mancano i temi tipici dell’horror: mostri, ambienti tenebrosi, e più in generale un clima di tensione palpabile soprattutto nell’ultimo capitolo. La storia racconta le vicende di Teo, una spia e un truffatore che viaggia di città in città per cercare e rivendere informazioni compromettenti, sempre accompagnato da una creatura di nome Efina. Nonostante quest’ultima appaia nelle vesti di una bambina comune, in realtà è un drago dotato del potere di materializzare le bugie delle persone sotto forma di mostriciattoli, ed è pure capace di divorarle! In ogni capitolo, i due soggiornano in una città diversa risolvendo i problemi delle persone che incontrano, e svelando poco a poco l’oscuro passato di Teo nonché il segreto dietro la misteriosa nascita di Efina.

La prima cosa che salta agli occhi è senza dubbio la veste grafica estremamente curata. Le ambientazioni, così come gli sprite dei personaggi e dei mostri sono caratterizzate con grande perizia, e riescono ad avvincere lo spettatore fornendo un contrasto efficace tra il loro design “kawaii” e il sapore dark della vicenda narrata. Ogni capitolo, inoltre, è caratterizzato da una palette di colori dominanti: caldi e autunnali per il primo, freschi e primaverili per il secondo, chiari e luminosi per l’ultimo. Ad impreziosire ulteriormente l’estetica del gioco intervengono le varie illustrazioni presenti nel corso della storia, insieme a brevissime quanto splendide sequenze animate. Infine, le introduzioni ai capitoli, raccontate da una voce narrante, riescono a evocare un’atmosfera fiabesca che ben s’intona col character design a volte infantile dei personaggi. In poche parole, una gioia per gli occhi.

Ogni capitolo s’incentra sulle indagini di Teo ed Efina riguardanti i misteri delle città che visitano: il vampiro della Città Vermiglio, il drago mangia-sogni della Città Azzurra e il ladro mascherato della Città Dorata. I primi due capitoli mantengono un formato episodico autoconclusivo, nel quale vengono introdotti i protagonisti, si accenna al loro passato e sorgono le prime domande sulla loro identità. Il punto debole di questi episodi sta proprio nella schematicità fin troppo prevedibile degli eventi: immancabilmente, Teo ed Efina arrivano in una città, parlano con gli abitanti, passano la notte, accade un fatto inaspettato, si avvia un’indagine investigativa, si verifica un plot twist e si assiste alla risoluzione finale attraverso la sfida contro il boss di turno. Fortunatamente, questa formula viene leggermente variata all’interno dell’ultimo capitolo, nel quale tutti i nodi vengono al pettine e i protagonisti affrontano i propri trascorsi in una sequenza di eventi quasi psichedelica.
Se soddisfatte determinate condizioni, il gioco può terminare in tre diversi epiloghi, un Bad Ending, un Neutral Ending o un True Ending. Quest’ultimo, corrispondente al finale canonico, è senza dubbio quello più lieto, ma il modo un po’ troppo sbrigativo in cui la vicenda viene risolta lascia un senso di incompletezza purtroppo non trascurabile.

 lieat img003

Non all’altezza delle aspettative


Il gameplay, molto simile a The Gray Garden e Wadanohara and the Great Blue Sea, si fonda sulla risoluzione di puzzle estremamente semplici intervallati da alcune battaglie altrettanto facili.
Per quanto il sistema di combattimento sia un elemento chiave del gioco, esso risulta davvero troppo scarno, dotato com’è di pochissimi strumenti con cui equipaggiare i personaggi e di un numero decisamente esiguo di abilità speciali. Sconfiggendo gli avversari si guadagna esperienza molto velocemente e, raggiunto un certo livello, i personaggi diventano praticamente imbattibili. Perfino l’esplorazione è ridotta al minimo, e sebbene le città siano costellate di aree da visitare, gli elementi con cui interagire sono pochissimi e spesso irrilevanti ai fini del gioco. Una menzione particolare va al primo capitolo: su dodici edifici solo quattro sono effettivamente abitati, cosa che conferisce all’ambientazione l’aspetto di una città fantasma, il che è bizzarro visto che a un certo punto del gioco si vedono le strade cosparse di NPC. Un’altra grave pecca del primo capitolo (ma per fortuna corretta in quelli successivi) è la costante sensazione di smarrimento che costringe il giocatore a vagare senza sapere cosa fare o dove andare. La durata complessiva della trilogia si aggira sulle 5 ore, ma la totale assenza di bivi, se non verso le battute finali, non riesce a stimolare a una seconda partita. Un’occasione sprecata.

Lieat

Sviluppatore: Miwashiba
Publisher: Playism
Genere: RPG
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dove trovo posso acquistarlo?

Sito dello sviluppatore

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a…

Galleria

In conclusione, LiEat è un titolo graficamente appagante, con un comparto sonoro d’alto livello, e un cast di personaggi davvero interessante. Il gran finale, tuttavia, non sa compensare una storia che probabilmente poteva essere gestita meglio. Il gioco è disponibile in una versione gratuita, con capitoli scaricabili separatamente, e in una a pagamento acquistabile su Steam, con capitoli raccolti in un unico bundle e ben 30 achievement da sbloccare. Consiglierei di scaricare il primo capitolo gratuitamente come assaggio del gioco, e poi, se si vuol supportare lo sviluppatore, di acquistare gli altri due.

semafori indie-02

Good

  • Grafica molto curata
  • Personaggi carini e carismatici

Bad

  • Storia a volte ripetitiva
  • Esplorazione ridotta all'osso
  • Combattimenti troppo facili
6.8

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!