Libri che uccidono

Sarò sincerò: il proliferare degli horror games nella scena indie mi ha un po’ stancato. Sia perché spesso ci si ritrova di fronte a semplici esercizi di RPG Maker sin troppo amatoriali, sia perché l’alternativa ai detti esercizi è in genere un copycat di Slender. Molti di questi titoli inoltre sono privi di anima, e sembrano essere stati realizzati al solo scopo di alimentare i canali YouTube dei vari creatori di “Let’s play” di giochi horror.

Dall’angolo più remoto dell’indie gaming

dora_libretta_3Trovandomi fra le mani questo Libretta, non nascondo di essermi impegnato a ripulire il pensiero, accendendo un bastoncino di incenso e tentando  di affrontarlo senza troppi pregiudizi.

Certo, però, che si presenta davvero male: la homepage del sito web è scarna e minimale, con un logo che sembra essere stato prodotto in due minuti scarsi. Ricordo anche a me stesso che si tratta di un gioco totalmente indie e freeware, di quelli che spesso non possono nemmeno godere di una pagina internet dedicata. Dunque, dobbiamo accontentarci. Il sito da cui è possibile scaricare il gioco appartiene a tal vgperson. Di chi si tratta?

Costei è nota principalmente per aver tradotto numerosi giochi dal giapponese, principalmente a tematica horror, ma il suo curriculum mostra anche un’attività di traduttrice poliedrica che spazia da Twitter a interviste live. Il suo portfolio presenta anche diversi altri titoli più o meno completi, spesso giochi in versione alpha o persino dei prototipi.

Apparentemente, dopo aver tradotto i testi di molteplici giochi da cardiopalma, ha voluto tentare anche lei di entrare nel mondo dello sviluppo, e Libretta è il risultato dei suoi sforzi: sforzi compiuti in solitaria, e che hanno coinvolto ogni singolo aspetto del gioco, da quello grafico a quello sonoro. In base alla mia esperienza da sviluppatore indie riconosco che questa è un’impresa spesso titanica, non necessariamente destinata al successo. Bisogna bilanciare gli sforzi, essere armati di costanza e passione, e soprattutto avere il coraggio finale di chiudere il gioco e pubblicarlo, in una forma pronta per essere provata e anche criticata.

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LE PAGINE SONO BIANCHE

La storia di Libretta prende vita nel salone di una biblioteca. Libra, la protagonista principale affetta da albinismo, muove i primi passi in questo ambiente, popolato da banconi e scaffali pieni di libri. Dopo aver parlato un po’ con tutti i personaggi che la circondano non scopriamo niente di interessante. La bibliotecaria cade in un sonno profondo, che ci permette di accedere al piano superiore. Attraverso un dialogo con un’amica, veniamo a conoscenza del nome della protagonista , e troviamo altri libri da ispezionare.

Uno però è fuori posto, abbandonato aperto sul pavimento, come una trappola per orsi. “Libretta” è riportato sulla sua copertina. Libra lo sfoglia per qualche istante. Le pagine sono bianche…
E proprio quando mi aspetto succeda qualcosa da un momento all’altro, tutto piomba nel silenzio. Non è cambiato niente. Giusto un disturbo statico tipico dei televisori di un tempo inizia a farsi spazio tra i suoni. Percorro il corridoio per uscire dalla stanza, e il rumore si fa assordante, la luce diventa fioca sino a spegnersi. Buio totale. Quando la tensione ha raggiunto ormai l’apice, dei fuochi fatui iniziano a illuminare scorci ombrosi di scaffali pieni di libri. Cerco di farmi strada in un percorso dai muri invisibili, quando ecco comparire la bibliotecaria, addormentata, il busto inerme poggiato su una superficie invisibile. L’unica uscita è verso l’alto…

Forse sono ancora nella biblioteca, ma cammino nel vuoto cosmico. Per terra fanno la loro comparsa dei libri aperti, dai contenuti sibillini. I fuochi fatui sono scomparsi, ma mi appresto a leggere le pagine di questi volumi misticamente illuminati…

Sino a questo punto sono coinvolto ed incuriosito. Decido così di addentrarmi meglio nella storia.

“No one read my story. No one cared for it. And that is where it ended.”

Libretta IMG004LIBRI CHE UCCIDONO

Libretta presenta l’impostazione classica delle avventure create con RPG Maker. Visuale dall’alto, mappe realizzate con tile ripetuti, personaggi che si muovono su una griglia di quattro direzioni, con quattro frame per ogni animazione di movimento, camminata a sinistra speculare rispetto a quella destra. Un sistema di dialoghi e un piccolo inventario. Soluzioni tecniche presenti anche in titoli come Gone Home, tranne per il fatto che qui tutto è stato realizzato in GameMaker 8.0. In alcuni punti potremo salvare i progressi di gioco e, se non staremo attenti, il ritorno al desktop su Windows produrrà un crash spettacolare.

I disegni sono in linea con lo standard di quanto ragionevolmente fattibile da una sola persona. Sprite abbozzati in pixel art con un solo livello di shading, e un aspetto generale  piuttosto piatto e anonimo. Le musiche fanno il loro dovere, come pure gli effetti sonori dal retrogusto 8bit. Qualche effetto speciale di distorsione dello schermo farà capolino di tanto in tanto, talvolta anche fastidiosamente, visto che andrà a sovrapporsi anche all’interfaccia dell’inventario.

Libretta IMG007Ma veniamo al dunque. Se dal punto di vista tecnico e artistico ho descritto un prodotto di fattura appena sufficiente, non posso negare di aver terminato il gioco in tutti i modi possibili, e di aver provato molto piacere nel farlo.
La narrazione la fa da padrone. Ci rapisce sin dai primi istanti e non ci molla più, trascinandoci attraverso una moltitudine di situazioni diverse sempre nuove, e capaci di mantenere vivo l’interesse a progredire. Incontreremo nuovi personaggi nel nostro cammino, pronti ad accompagnarci lungo 3 sottotrame principali. Il racconto è perlopiù ben strutturato, anche se finisce con l’incrinarsi verso la fine, quando il susseguirsi di un’eccessiva quantità di riferimenti e rivelazioni renderà davvero difficile seguire il filo logico della trama. Io personalmente mi sono perso, non ho ben capito la conclusione, né il senso della sovrastruttura narrativa che vorrebbe rendere coese le tre sottotrame di cui sopra.

Ho però apprezzato gli enigmi, i dialoghi, la ricercatezza della scrittura dei personaggi. Le cutscene sono ben realizzate e mai noiose, e non mancheranno momenti di vera tensione. Certo, talvolta le soluzioni degli enigmi seguono delle logiche molto “laterali”, un po’ come capitava nel secondo capitolo di Simon the Sorcerer, ma è veramente raro rimanere “bloccati” per troppo tempo su un enigma.
Molto più facile è invece morire. Già: il nostro viaggio è letteralmente intessuto attraverso i racconti di parecchi libri, e talvolta continuare a leggere il volume sbagliato potrebbe anche finire con l’ucciderci se non azioneremo in tempo il tasto di “panico” che ci farà uscire dalla modalità di lettura.

I libri sono un elemento chiave di tutta la narrazione, dunque, e se non vi piace fermarvi a leggere probabilmente avete scelto il gioco sbagliato. La sola lettura non basta: non di rado le pagine dei volumi conterranno utili indizi utili per il proseguimento della storia.

Libretta

Sviluppatore: vgperson
Publisher: vgperson
Genere: Horror/Puzzle/Adventure
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese

Dove trovo posso trovarlo?

Sito dello sviluppatore

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a

Giocare a Libretta è un po’ come guardare un bambino mentre disegna e colora. C’è tanta innocenza nelle forme, e nutriamo una forte curiosità per i contenuti, un gran desiderio di sapere cosa andranno a delineare quei tratteggi, anche quando il risultato generale si fa inquietante. In Libretta tutto nasce come per gioco, ma procede con toni sempre più cupi, coinvolgendo in modo crescente l’attenzione del giocatore. Colori sempre più scuri iniziano via via ad affollare il quadro, che ci illustra storie di emarginazione, discriminazione e depressione profonda, conducendoci infine a una terrificante visione d’insieme. L’esperienza di gioco è a tratti grezza, persino cruda, ma decisamente saporita.

semafori indie-03

Good

  • Narrazione piacevole ed emotivamente coinvolgente
  • Ottima curva della difficoltà
  • Finali multipli
  • Ottimo esempio di indie prodotto da una singola persona

Bad

  • Tremendamente lineare
  • Alcuni bug e sbavature grafiche e nei controlli
  • Grafica estremamente cruda
  • Trama dell’epilogo caotico
7.5

Sotto il nick di Neatwolf, sono sviluppatore di giochi indie, programmatore, VFX artist, Unity3D publisher, con una buona infarinatura in tutti i campi dello sviluppo giochi.
Mi piacciono gli anacardi, gli orsi, le cose pucciose e i videogiochi.
La mia vita è completamente basata sui videogiochi e sulla loro creazione, sin dai tempi del Commodore 64 e del Sega Genesis.
Dopo esser rimasto per una vita nell’ombra, ho deciso di recente di fare il mio “coming out” come sviluppatore su Steam, e passo volentieri il mio tempo giocando, sviluppando giochi per me o per altri, e recensendo titoli indie di altri colleghi di disavventura :)