Dai libri alle botte.

Simone

Koihime Enbu

Sviluppatore: Unknown Games
Publisher: Degica
Genere: Picchiaduro 2D
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il panorama dei picchiaduro è da sempre ricco in Giappone ed offre ai fortunati appassionati un’ampia scelta: tra prodotti indie e titoli ben più noti come le serie BlazBlue e Guilty Gear, c’è davvero di che tenersi impegnati tra attacchi speciali e super-combo. Il paese nipponico da sempre unisce il videoludo alle opere del settore anime e manga, e nel caso di Koihime Enbu questa regola è più che mai vera. Tratto da una serie di visual novel a forte tasso di erotismo (dal titolo Koihime Musou) questo picchiaduro ad incontri ricorda la già citata serie BlazBlue come impostazione generale, ed arriva in Europa tramite la piattaforma Steam per mostrarsi in tutto il suo provocante splendore: riuscirà a tener testa ai titoli “rivali”?

Koihime Enbu presenta un’ambientazione molto interessante ripresa dal capolavoro dello scrittore cinese Luo Guanzhong “Il romanzo dei Tre Regni” scritto nel XIV secolo. L’opera narra gli eventi accaduti nel periodo storico che ha segnato la fine della dinastia Han, il cosiddetto Periodo dei Tre Regni: il testo originale è qualcosa di enorme, che racchiude 120 capitoli, circa 800.000 parole ed un migliaio di personaggi di libera ispirazione oppure storicamente presenti nelle vicende narrate. Nonostante l’ambientazione originale drammatica e quasi leggendaria, Koihime Enbu rivisita l’opera cinese e la rielabora in modo decisamente più scanzonato, leggero e permeato da fan service tipicamente nipponico. Le fazioni in guerra sono rappresentate da un buon numero di ragazze che combattono per la supremazia della propria famiglia, con qualche tocco di “amor saffico” accennato durante le numerose cutscene. Infatti poco o nulla è rimasto dell’originale impostazione hentai/erotica: la trasposizione videoludica, probabilmente per allargare il più possibile la fetta di utenza interessata, rimuove quasi completamente i contenuti per adulti limitandosi a mostrare qualche accenno di amore lesbo tra le ragazze in lotta durante i dialoghi. Il menù principale introduce il giocatore alle differenti modalità che spaziano dal classico binomio story mode/arcade mode al gioco multiplayer, training mode immancabile fino alla gallery che contiene video/cutscene/immagini da sbloccare man mano che si avanza nel gioco.

I TRE REGNI

Va precisato che la versione arrivata in occidente di Koihime Enbu è l’ultima prodotta cronologicamente parlando, dato che le precedenti versioni sono state create solamente per il mercato giapponese in versione coin-op, PS3 e PS4. Purtroppo il cross-play non è possibile e questo rende la versione Steam (unica giocabile liberamente da noi) afflitta da una certa penuria di giocatori nel multiplayer online, principale ed unico difetto della modalità in questione. Koihime Enbu è ovviamente ottimizzato per supportare praticamente ogni periferica USB di input, sia esso controller o arcade stick, e questa opportunità è chiaramente da preferirsi alla tastiera visto il genere di gioco.

Tecnicamente Koihime Enbu è davvero bellissimo da vedere sotto tutti i punti di vista: forse a cercare il pelo nell’uovo si può lamentare un po’ di staticità nei fondali, ma si tratta di inezie trascurabili che non scalfiscono minimamente la bellezza estetica di questo titolo; splendide animazioni, ottimo chara design, mosse speciali arricchite da numerosi effetti di gran pregio. Anche a livello sonoro nulla da eccepire con temi musicali davvero superlativi, doppiaggio originale giapponese ed effetti sonori d’impatto: un “must have” per qualunque fan del brand e più generalmente per chi apprezza lo stile anime/manga nipponico. Qualche magagna arriva puntuale quando ci si appresta ad esaminare il gameplay nelle sue sfaccettature e tecnicismi: è chiaro fin da subito che non era nei pensieri degli sviluppatori creare qualcosa di davvero competitivo che rivaleggiasse con mostri sacri del settore.

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Koihime Enbu vuole essere semplice da padroneggiare, utilizzando impostazioni molto classiche a tre tasti, combo relativamente semplici da agganciare e supermosse attivabili da un paio di mezzelune affiancate. Di fatto il gioco presenta un “more of the same” per chi è veterano di questo genere, anche se la sua semplicità rende i giocatori in grado di mettere da parte i tecnicismi spesso inutili ed affrontarsi più direttamente ed in modo intuitivo, soprattutto nella modalità multiplayer locale che è da sempre la dimensione naturale di questi prodotti. Le procaci combattenti possono utilizzare il supporto di un personaggio secondario, in grado di scatenare effetti aggiuntivi sul campo di battaglia al prezzo di una cella della barra “Tactics” presente nella parte bassa dello schermo e che si riempirà come sempre durante la lotta. La stessa barra è ovviamente utilizzata per colpire duramente gli avversari con le super-combo, spettacolari a vedersi e ben realizzate, che danno un vero senso di “colpo brutale” inferto al nemico. A livello generale Koihime Enbu si presenta quindi come un picchiaduro senza eccessive pretese, che punta molto al fascino del brand ma che al tempo stesso riesce a rivelarsi piacevole da giocare proprio grazie alla semplicità con la quale permette anche a chi non è particolarmente esperto di picchiaduro di difendersi adeguatamente. Le collisioni sono perfette, le mosse sono belle da vedere e semplici da realizzare: il tutto starà come sempre nelle mani (e nei riflessi) dei contendenti.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Koihime Enbu si ritaglia uno spazio di tutto rispetto nel mondo dei picchiaduro con la sua formula vincente, che unisce l’immediatezza nell’apprendimento delle meccaniche di base ad un ampia curva di miglioramento. Un binomio decisamente funzionale che permette ai neofiti di accedere al genere, ed al tempo stesso ai veterani di trovare degno livello di sfida durante gli scontri in multiplayer locale. L’unico vero problema del titolo targato UNKNOWN GAMES è l’assenza di un vero e proprio tratto distintivo, unito ad una scarsità generale di contenuti: niente di particolarmente grave comunque, considerata la componente fan service piacevole ed il tratto “giapponesissimo” di cui il gioco è permeato. Con qualche aggiustatina qui e là, un eventuale seguito potrebbe far girare la testa a molti appassionati del genere.

verde

Good

  • Grafica e sonoro raggiungono picchi splendidi.
  • Gameplay intuitivo, immediato e fruibile.
  • Fan service a palate, ma non troppo invadente.

Bad

  • Un po' anonimo a livello di contenuti veri e propri,
  • Multiplayer online quasi deserto.
7

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta