Un buon inizio

Ilya Muromets

Ken Follett’s The Pillars of the Earth – Book 1: From the Ashes

Sviluppatore: Daedalic Entertainment
Publisher: Daedalic Entertainment
Genere: Punta e clicca
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nel 1989 Ken Follett, fino ad allora noto esclusivamente per il suo vasto catalogo di thriller di successo, pubblicava The Pillars of the Earth, voluminoso romanzone storico ambientato nell’Inghilterra del XII secolo, una specie di risposta yankee al medievalismo pop sdoganato qualche anno prima in Europa da Umberto Eco. L’operazione, veicolata da un’aggressiva campagna di marketing, risultò fortunatissima: furono venduti milioni di copie, altrettanti milioni di lettori rimasero conquistati dalle facili e accattivanti atmosfere dark tratteggiate dall’autore, e si assistette persino a un’improvvisa impennata di una sorta di “turismo a tema” a caccia di vestigia medievali nelle isole britanniche.

Seppure facente parte di una categoria merceologica – quella dei bestseller letterari – votata naturalmente al ricambio continuo, I Pilastri hanno tuttavia resistito piuttosto bene nella memoria collettiva, tanto da rappresentare ormai un piccolo classico della narrativa popolare, ispirando la produzione di svariati giochi da tavolo e di una miniserie TV piuttosto kitsch. Nell’anno del Signore 2017, tuttavia, non si può certo affermare che si tratti di un soggetto “di tendenza” come un Game of Thrones qualsiasi, tale da incoraggiarne cioè lo sfruttamento intensivo su ogni possibile medium. La recentissima pubblicazione di un’avventura grafica firmata dagli sviluppatori tedeschi di Daedalic Entertainment ha dunque sollevato una certa curiosità, e ha destato in alcuni la speranza di trovarsi di fronte a un prodotto dalle velleità quantomeno parzialmente genuine e autoriali – non dettate cioè dalla mera intenzione di speculare sulle mode del momento. Seppure Daedalic abbia reso disponibile soltanto il primo dei tre capitoli previsti, il minutaggio a disposizione è comunque più che sufficiente per farsi un’idea chiara della qualità del titolo.

DALLE CENERI

La trasposizione videoludica di The Pillars of the Earth segue da vicino il materiale narrativo d’origine, affidando agli stessi protagonisti della controparte cartacea il compito di portare avanti la trama. Il giocatore si trova così a controllare in parallelo tre differenti “unità”: da un lato abbiamo padre Philip, devoto priore del monastero di St. John in the Forest, invischiato suo malgrado nelle delicate vicende della politica religiosa locale dopo la morte senza eredi del sovrano Enrico I; troviamo poi la famiglia del mastro costruttore Tom, costretta a peregrinare senza sosta per cercare un luogo che possa assicurare lavoro al padre; c’è infine il piccolo, selvaggio Jack, che conduce una vita da fuorilegge insieme all’inquietante madre Ellen, nascondendosi in una grotta silvestre. In tempi e in modo diversi, questi tre gruppi finiscono per convergere attorno al priorato fittizio di Kingsbridge, che da molti anni versa in stato di semiabbandono e la cui cattedrale, irreparabilmente danneggiata, minaccia il crollo. Le vicende che caratterizzano la ricostruzione dell’edificio segnano dunque il ritmo della trama, che si dipana attorno alle ambizioni – a questa fase non ancora del tutto trasparenti – dei vari personaggi coinvolti.

L’impalcatura ludica su cui poggia The Pillars of the Earth è molto semplice: l’interazione con gli ambienti e la manipolazione di oggetti sono infatti ridotte al minimo indispensabile, allo scopo di eliminare ogni eventuale dubbio o perplessità nel giocatore. Decisamente più importante è invece la gestione dei dialoghi, costellati di scelte multiple la cui selezione sembrerebbe comportare effettivamente alcune importanti modifiche nelle linee narrative secondarie. Da questo punto di vista, gli autori di Deadalic danno buona prova dell’esperienza accumulata nel settore, manipolando con una certa perizia i contenuti d’origine di modo che la trama resti essenzialmente invariata, e allo stesso tempo fornendo una certa libertà interpretativa al giocatore, che ha a disposizione diversi pattern comportamentali per i protagonisti. Interessante la scelta – anch’essa fedele al romanzo – dell’approccio corale alla materia trattata, di per sé non originalissima nel genere, ma qui elaborata in modo piuttosto curioso. Nel gestire in stretta sequenza i personaggi di Philip, Tom e Jack, infatti, ci si trova talvolta a dover prendere delle decisioni per uno dei tre nonostante si sia consapevoli che tali decisioni rischierebbero di compromettere la riuscita del lavoro degli altri due. Dopo un attimo di smarrimento, il giocatore si vede costretto ad abbandonare le strategie interpretative consuete (ossia l’immedesimazione “totale” con il personaggio) e a rivestire piuttosto il ruolo di narratore onnisciente, preoccupandosi cioè di selezionare le opzioni più consone al corretto avanzamento della trama. Quanto tale espediente risulti efficace per la riuscita complessiva del prodotto lo si potrà valutare solo in seguito alla pubblicazione dei restanti capitoli.

A un gameplay collaudato e funzionale, The Pillars associa un comparto artistico di notevole impatto, grazie soprattutto a una selezione di sfondi di ottima qualità. Le atmosfere rurali dell’Inghilterra medievale sono ricostruite con l’impiego di una tavolozza dai toni sommessi ma suggestivi e ben diversificati, tanto che si perdonano facilmente i piccoli anacronismi che ogni tanto possono emergere di fronte a un occhio allenato, o qualche eccessiva deformazione prospettica nei campi larghi. Molto buoni anche il design e le animazioni dei personaggi, caratterizzati da un tratto opportunamente stilizzato che non scade mai nel cartoonesco. Felice è stata anche la scelta di smussare elegantemente la resa su schermo di alcuni degli episodi più violenti e sanguinosi del romanzo: gli artisti sono riusciti infatti a suggerire l’implacabilità della vita quotidiana nel Medio Evo senza tuttavia pregiudicare la fruizione del gioco da parte di un pubblico più giovane. Si auspicano invece decisi miglioramenti su alcuni aspetti tecnici – primo fra tutti la responsività dei comandi, non sempre puntuale soprattutto nelle fasi di skip dei dialoghi.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

A giudicare da questo primo episodio, insomma, The Pillars of the Earth appare come il risultato di un’operazione condotta con cognizione di causa. Non si tratta di un prodotto rivoluzionario né di un capolavoro imprescindibile, ma vale sicuramente la pena concedergli una possibilità.

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.