Quando le fan fiction prendono vita

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JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Sviluppatore: Cyberconnect2
Publisher: Bandai Namco
Genere: Picchiaduro a squadre
Disponibile: Digital+Retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Copia del gioco regolarmente acquistata dalla redazione di GeekGamer.it

JoJo's Bizarre Adventure Eyes of Heaven art000Alla fine degli anni ’80, in Giappone, il mondo del fumetto viveva il suo periodo di massimo splendore.
Tra la serializzazione di un certo Dragon Ball (che sicuramente avrete già sentito da qualche parte) e Ranma ½, tra Saint Seiya e Berserk, veniva pubblicato anche il primo numero di un manga decisamente fuori dagli schemi, destinato a diventare un’opera cult in patria e una gemma nascosta nel panorama internazionale: Le Bizzarre Avventure di Jojo. Descrivere la trama di quello che tra gli appassionati viene semplicemente chiamato “Jojo” è incredibilmente difficoltoso, un po’ a causa delle numerose “serie “che compongono l’opera, ognuna legata alla precedente ma caratterizzata da nuovi protagonisti, ambientazioni ed elementi sempre diversi, un po’ per lo stile sempre più eccentrico e lisergico che caratterizza la sceneggiatura di Hirohiko Araki.

Se la prima parte del manga, ambientata nel 1890, si mantiene sugli standard piuttosto canonici di molti fumetti d’avventura narrando le gesta dell’eroico Jonathan Joestar contrapposto al vampiro Dio Brando, le serie successive si sviluppano nell’arco di più di un secolo prendendo in esame le vite dei discendenti dei protagonisti originali in ambientazioni inedite, spaziando da storie di mafia napoletana a folli corse di carovane nell’America incontaminata, il tutto condito dai curiosi poteri – comunemente chiamati Stand – di cui sono dotati i personaggi principatli

“ORA MI HAI FATTO ARRABBIARE”

Creare un videogioco in grado di rendere giustizia a una serie così variegata e fuori da ogni canone non è per niente facile e la quasi totalità dei giochi usciti fino a ora si è limitata a cercare di riproporre su schermo solamente la natura “battagliera” di Jojo tramite la formula del picchiaduro. Cyber Connect2, già responsabile della fortunatissima serie Naruto Ultimate Ninja Storm, ma anche di Jojo All Star Battle, “papà” spirituale di questo Jojo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven, tenta nuovamente di riportare su console le avventure dei discendenti della famiglia Joestar tramite una formula rivista, abbandonando il classico formato da picchiaduro uno contro uno per sperimentare con quella dei cosiddetti arena brawler.

Gli scontri infatti non sono più dei furiosi testa a testa tra due personaggi, ma vedono quattro guerrieri divisi in due coppie contrapposte, affrontarsi in scenari ampi e ricchi di elementi sfruttabili a piacimento per infliggere maggiori danni agli avversari o sviluppare strategie che utilizzino al meglio le abilità peculiari di ogni protagonista.
Le spaziose arene di gioco, infatti, sono disseminate di oggetti da lanciare contro i nemici, ma anche di potenziamenti in grado di aumentare attacco e difesa del personaggio o ancora di zone in cui è possibile piazzare trappole o ottenere armi che possono far volgere la battaglia a nostro favore.

Jojo's Bizarre Adventures Eyes of Heaven img000

Le dinamiche dello scontro a coppie, poi, sono decisamente più interessanti e variegate del semplice scambio di attacchi visto in All Star Battle, e grazie a un sistema di combo di coppia e attacchi speciali combinati la sinergia tra i vari personaggi è sempre posta in primo, senza mai dare la sensazione che l’altro membro della squadra sia un elemento irrilevante. A fare da cornice – e pretesto – per gli innumerevoli scontri del gioco è la modalità Storia, uno dei “punti deboli” di Jojo All Stars Battle e indubbiamente l’elemento che ha goduto di maggior attenzione in questo nuovo capitolo.
Se poche settimane fa mi lamentavo della brevità e della poca attenzione dedicata alla modalità storia di One Piece Burning Blood nella recensione, questo Eyes of Heaven si pone in modo diametralmente opposto al titolo Spike Chunsoft, regalando ai giocatori una modalità in singolo tanto ricca di contenuti quanto di fanservice. 

Eyes of Heaven infatti non si limita, come fanno moltissimi giochi su licenza, a riproporre la trama originale permettendoci di riviverne i combattimenti, ma mischia sapientemente le varie linee temporali e narrative che compongono la saga di Jojo grazie a un ingegnoso stratagemma, mischiandole e intrecciandole in una storia inedita, supervisionata dallo stesso Araki, che pur non raggiungendo i livelli narrativi a cui ci ha abituati il manga, riesce a mantenere il livello di fanservice altissimo, facendo incontrare personaggi appartenuti a serie e addirittura epoche diverse, costruendo così rapporti e dinamiche di gruppo altrimenti impossibili. Le sequenze narrative del gioco, inoltre, non si limitano a semplici box testuali o lunghe sequenze di fermi immagine, ma vengono sviluppate tramite intermezzi “fumettistici” animati grazie al motore di gioco stesso e inframezzate da sequenze “esplorative” dove i personaggi a nostra disposizione si muovono liberamente per gli ambienti di gioco dove saranno disponibili conversazioni bonus, scontri opzionali e gli “squarci di luce” che permettono di proseguire nella trama.

Contenuti

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La seconda opinione

Con JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven Bandai Namco e CyberConnect2 volevano evidentemente provare qualcosa di nuovo, ma quanto mostrato dai papà della serie .hack fatica a ritagliarsi un posto di tutto rispetto fra i tie-in videoludici tratti da anime degli ultimi anni, soprattutto se lo si confronta con la loro stessa serie ispirata a Naruto. Apprezzabile dagli appassionati, specie per il buon tasso di fan service, Jojo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven è destinato a diventare uno di quei picchiaduro che spuntano fuori quando arrivano gli amici per poi sparire nell’anonimato all’uscita di un sequel o di qualche altra produzione decisamente più completa e attraente. E, credetemi, non ci vuole molto a trovare di meglio con cui divertirsi.

6.0/10 Majkol “Zaru” Robuschi

YARE YARE DAZE!

A condire il tutto, Cyber Connect2 ha inserito un sistema di esperienza e sviluppo molto corposo, che permette di sviluppare le abilità di ogni personaggio man mano che lo stesso guadagna livelli tramite i combattimenti, sbloccando abilità e statistiche migliori tramite un sistema molto simile alla sferografia vista in Final Fantasy X. Un buon metodo per mostrare una “crescita” dei protagonisti e per dare la sensazione che il proprio personaggio si stia evolvendo man mano che il gioco progredisce, ma forse eccessivamente macchinosa e convoluta per un gioco che, alla fine dei conti, rimane un semplice picchiaduro a squadre.

L’elemento estetico, pur non facendo gridare al miracolo – soprattutto a causa di modelli e animazioni ereditati direttamente dal predecessore last gen – fa bene il suo lavoro, con texture in cel shading ben fatte che riprendono in modo ottimale lo stile ibrido, a metà tra manga e comic americano, a cui Araki ha abituato i suoi lettori. Come per All-Star Battle, purtroppo, molti dei nomi di personaggi e relativi stand, quasi sempre ispirati al mondo della musica, sono stati alterati per non andare incontro a possibili ritorsioni da parte degli artisti.

Jojo Eyes of Heaven è costantemente in bilico tra colpi di genio e vizi di forma: se riportare su schermo la formula dell’arena brawler è sicuramente una buona trovata, Eyes of Heaven la rende un’esperienza macchinosa e confusionaria, se l’immenso cast farà il piacere di ogni giocatore, il fatto che quasi tutti i modelli siano semplicemente riciclati dal gioco precedente non può non far storcere il naso. In definitiva si tratta di un gioco pensato e costruito per strizzare l’occhio a chi è già appassionato della serie ed è disposto a ignorare qualche piccolo grande difetto pur di vivere un’avventura inedita di Joestar & co.

giallo

Good

  • Trama originale pensata per i fan .
  • Un roster di personaggi giocabili immenso.
  • Interessante sistema di crescita e personalizzazione.

Bad

  • Troppi elementi riciclati.
  • Gameplay spesso caotico.
  • Multiplayer poco bilanciato.
  • Assenza del multiplayer locale.
6

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A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.