J-RPG standard no. 4529

Ilya Muromets

I am Setsuna

Sviluppatore: Tokyo RPG Factory
Publisher: Square Enix
Genere: J-RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

i am setsuna art000Il successo planetario dei JRPG è qualcosa che mi ha sempre lasciato a dir poco esterrefatto, sin dai tempi delle vecchie e osannate glorie che vent’anni fa erano solite stazionare per settimane sulle console di amici e compagni di scuola. Da quando ha origine la mia memoria di videogiocatore non ricordo di essere mai riuscito a spingermi oltre le prime due ore di un qualsiasi titolo appartenente alla suddetta categoria. E per quanto mi venga assicurato dalla regia che il genere, nel corso del tempo, ha saputo rinnovarsi e rinascere più volte dalle proprie ceneri, affidare un JRPG nelle mie mani equivale a condannarmi a interminabili sessioni di noia granitica.

Ma siccome noi di GeekGamer amiamo le imprese masochistiche, ecco che il sottoscritto, momentaneamente a secco di titoli più congeniali causa inedia augustana, si trova alle prese con questo I am Setsuna (già Project Setsuna): un vero e proprio divertissement a basso budget targato Tokyo RPG Factory e Square Enix, che si rivolge precisamente ai nostalgici della cosiddetta “età dell’oro” dei JRPG – leggi Chrono Trigger e compagnia bella. In altre parole, una sorta di incubo di mezza estate.


UN GIOCO CHE SI SPOILERA DA SOLO

Come è ormai abitudine delle sempre più diffuse operazioni di revival videoludico, I am Setsuna si configura subito come un titolo fondato quasi esclusivamente su un piano di marketing formalista: molto più attento, cioè, a rassicurare il pubblico di riferimento attraverso linguaggi familiari e riconoscibili, piuttosto che a confezionare un gioco dotato di una propria autonomia identitaria. I am Setsuna, in sostanza, non avrebbe ragione di esistere senza che uno specifico gruppo di fruitori ricordasse con nostalgia retroattiva un tipo di produzione del passato, attribuendo ad essa un plus-valore sentimentale che eccede il valore effettivo, e sovente ne inquina il giudizio.

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i am setsuna art003Square Enix naturalmente conosce bene i propri polli, e con il minimo delle risorse mette in scena una rappresentazione che è, dal punto di vista diegetico e ludico, poco più che l’algoritmo base del “perfetto JRPG”, così come esso è iscritto nella memoria collettiva dei fruitori di cui sopra. Rinunciando a ogni possibile variatio che possa far divergere l’attenzione (minigiochi, quest secondarie, achievement in-game etc.), I am Setsuna procede spedito verso la sua meta, percorrendo binari che più rettilinei non si potrebbero immaginare. La vicenda ruota attorno alla giovane Setsuna del titolo, una fanciulla che, in virtù di una tradizione ormai di lungo corso, è destinata ad essere immolata allo scopo di salvare le proprie terre da un’invasione di demoni. Ad accompagnarla lungo il viaggio che la separa dal luogo del sacrificio interviene un cast di personaggi tratti di peso dalla più tradizionale commedia dell’arte dei JRPG: vi è un protagonista taciturno, al quale la casta e indifesa Setsuna finisce per affidarsi totalmente; vi è una tomboy scontrosa, che guarda con sospetto il vostro personaggio salvo poi ricredersi poco dopo; vi è un potente guerriero solitario in cerca di redenzione da un fatale errore commesso nel suo passato, e così via.

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Avviando il gioco, insomma, si ha l’impressione di stare iniziando un viaggio lungo una tratta ferroviaria già affrontata decine di volte, e che non può né deve riservare alcuna sorpresa significativa. I dialoghi rapidi e scarni, l’assenza totale di deviazioni nel percorso, l’indifferenza totale nei confronti dei temi sociali e collettivi in favore dell’esaltazione dei rapporti interni al micro-cosmo del party, rendono I am Setsuna la perfetta sinossi di un JRPG, più che un JRPG vero e proprio. Una sorta di centone accademico da ripassare prima dell’interrogazione.

 

 

 

 

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La seconda opinione

I Am Setsuna è la “piccola” opera prima di Tokyo RPG Factory, un team interno di Square Enix che nasce per riportare in auge il classico genere dei cari J-RPG di una volta. Al di là di una storia e di un cast di protagonisti non particolarmente memorabili, l’atmosfera che ho respirato nelle 20 e rotte ore di gioco mi ha convinto a ritenerlo un prodotto consigliabile, soprattutto ai giocatori più attempati e in cerca di omaggi al genere videoludico popolarissimo nei primi anni ’90. La bontà del sistema di combattimento e la commistione di modernità e classicismo riescono a tenere alto l’interesse fino alla fine del viaggio di Setsuna e co.. Senza ombra di dubbio una dose di coraggio maggiore da parte dello staff creativo e una sceneggiatura più incisiva avrebbero potuto rendere I Am Setsuna un prodotto memorabile. E no, Bravely Default è ben altra cosa.

7.5/10 Majkol “Zaru” Robuschi

UNA SOLIDA CONFEZIONE ESTETICA

i am setsuna img008Messa volutamente da parte ogni pretesa di originalità autoriale, resta da capire se questo I am Setsuna regge come gioco in sé. La risposta è in linea di massima affermativa. A livello di gameplay, il titolo scorre senza traumi, potendo contare su espedienti semplici e di ormai collaudata efficienza, quali un battle system ATB funzionale e ampiamente personalizzabile, un menu abbastanza esauriente e un sistema di progressione dei personaggi fondato sulla combinazione di accessori di equipaggiamento piuttosto che sull’accrescimento delle statistiche vere e proprie. La difficoltà nell’effettuare vendite e acquisti presso i commercianti – a causa di una superfetazione di sottomenu francamente non necessari – nonché gli episodici problemi di bilanciamento nel sistema di battaglia non inficiano il buon funzionamento dell’impianto ludico.

Scarnificato com’è nelle sue strutture portanti, il gioco non può che fare affidamento sull’aspetto estetico, che è invece piacevolissimo. Sfruttando appieno l’ambientazione innevata che riduce e smorza automaticamente la tavolozza cromatica, gli sviluppatori hanno allestito scenari soffusi ed eleganti entro i quali far muovere le graziose miniature dei protagonisti. Alcuni trovate visive efficaci, quali la caduta della neve dai rami appesantiti degli alberi, contribuiscono a rendere più realistico e vivace un palcoscenico con il quale – a causa degli intrinseci limiti del genere di riferimento – l’interazione è purtroppo ridotta al minimo indispensabile. La colonna sonora, di ottima qualità, gioca con partiture low-tempo e con strumentazioni molto classiche, aiutando a rallentare adeguatamente un ritmo ludico che di per sé sarebbe sin troppo asciutto e concitato.

Giunge ora il momento della valutazione, e con essa i dolori. Per chi come il sottoscritto è allergico ai JRPG valutarne uno che vuole intenzionalmente esserne la summa theologica risulta quantomeno arduo. Diciamo allora che I am Setsuna funziona quasi esclusivamente entro i limiti dello scopo che si proponevano gli sviluppatori. In sostanza, coloro che ricordano con nostalgia i vari Final Fantasy, Chrono Trigger, Dragon Quest etc., e che sperano di poterne rivivere oggi le caratteristiche salienti, ameranno incondizionatamente anche questo titolo Square Enix. Quanto a me, al netto della mia idiosincrasia per il genere, sono solito rimanere sempre molto freddo di fronte ai perfetti compitini scolastici di maniera, e le operazioni di revival non mi sono simpatiche. Un’interrogazione preparata sui bignami, a scuola, merita poco più della sufficienza stretta. E sufficienza sia anche per I am Setsuna. Ma i nostalgici di cui sopra aggiungano pure un intero punto e mezzo in più, se credono.

giallo

Good

  • Esteticamente appagante.
  • Colonna sonora di buon livello.
  • Breve, asciutto e semplice.

Bad

  • Personaggi stereotipatissimi.
  • Completamente lineare.
  • Poco più che un esercizio di stile.
6

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.