La leggenda di Zelda incontra i guerrieri della Dinastia

Majkol

Sono anni ormai che Koei Tecmo ci propone spin-off della sua ormai famosissima serie Dynasty Warriors, ma forse, paradossalmente, non tutti se ne sono accorti. D’altronde, parlare di titoli basati su famosi nomi provenienti dall’industria dell’animazione giapponese non è tanto incisivo quanto citare spin-off di serie blasonate come Dragon Quest The Legend of Zelda.

Non sorprende di certo, quindi, che gran parte del pubblico, specie quando si parla di quello occidentale, si sia accorto dell’esistenza della serie, in seno al team di sviluppo Omega Force ormai da anni, solamente negli ultimi mesi, con il viavai di video pubblicitari dedicati proprio a Hyrule Warriors. Il richiamo della fortunata serie di videogiochi Nintendo è tale da aver fatto avvicinare gran parte dei suoi appassionati al nuovo capitolo della serie hack’n’slash. La speranza di gran parte di questi era quella di trovarsi di fronte a un capitolo della serie su Wii U finalmente capace di dare lustro all’elegante character design dei personaggi protagonisti della serie da più di vent’anni. Basterà il carisma di Zelda e Co. per reggere l’intera operazione?

Partiamo con il presupposto che Hyrule Warriors è uno spin-off di Dynasty Warriors e non della serie The Legend of Zelda. Una frase che di per sé non dice molto, ma che in realtà dovrebbe chiarire fin da subito l’aderenza del titolo Koei Tecmo ai canoni ludici e stilistici del brand Nintendo.

Ecco un elemento assolutamente inedito nei passati giochi Nintendo. Ci stiamo ovviamente riferendo a Cia, cosa avevate capito?

Ecco un elemento assolutamente inedito nei passati giochi Nintendo. Ci stiamo ovviamente riferendo a Cia, cosa avevate capito?


Impa è sicuramente uno dei personaggi che maggiormente ha beneficiato del redesign di Koei Tecmo e Team Ninja.

Ambientato in un universo narrativo originale dove Zelda è una regina guerriera che preferisce lanciarsi in battaglia e lasciare le reclute al sicuro dietro le mura del suo castello, Hyrule Warriors presenta un intreccio fatto di stratagemmi narrativi per inanellare la presenza del più vasto numero di partecipazione di personaggi tratti dalla serie. Come tutti i cross-over “buttati lì”, anche Hyrule Warriors scioglie le proprie premesse (o promesse?) narrative nella più becera realizzazione possibile, dove la storia raccontata nei lunghi – e ben realizzati – filmati in cgi può essere accantonata in qualsiasi momento, decidendo di saltare i filmati per tornare al martellante ritmo di gioco. E forse è solo un bene che Koei Tecmo e Nintendo abbiano destinato al titolo in questione una narrativa fatta di pretesti, poiché il tutto riesce a funzionare senza doversi perdere in strampalati spiegoni insensati tipici dei cross-over di altre serie videoludiche visti in passato (chi ha detto Final Fantasy Dissidia?). In un solo colpo vediamo quindi apparire su schermo diversi volti noti agli appassionati del genere, fra cui personaggi di The Legend of Zelda Ocarina of TimeTwilight PrincessSkyward Sword e altri volti completamente nuovi creati appositamente per il gioco in questione.

Ocarina of Skyward Princess

Pare che il numero di personaggi provenienti da altri episodi della serie sia destinato a crescere con i prossimi aggiornamenti (si vocifera dell’inclusione di alcuni personaggi di Majora’s Mask nei prossimi mesi) e con i DLC che verranno lanciati in un secondo momento, ed è mirabile la dedizione degli sviluppatori nei confronti del prodotto in questione. Benché i personaggi utilizzabili, infatti, siano al momento solamente 13 (un valore ben al di sotto della media dei titoli DW), la software house nipponica si è impegnata ad aumentare il roster di protagonisti in via parzialmente gratuita con i prossimi aggiornamenti.

Hyrule Warriors vede i giocatori alle prese con vaste mappe esplorabili letteralmente invase da soldati alleati e nemici da sconfiggere. Come ogni hack’n’slash che si rispetti, anche questo titolo fa ampio uso di tutti quegli elementi tipici dei giochi d’azione, come combo da concatenare, super mosse da caricare e sfoderare nei momenti di massima tensione e via dicendo. Alcuni elementi ludici provenienti dal brand Nintendo fanno capolino, ma in sostanza il gameplay non si sottrae dalla monotonia di un qualsiasi Dynasty Warriors pubblicato in precedenza.

Dove i personaggi virtualmente utilizzabili finiscono, la passione di Team Ninja per le fanciulle arriva in soccorso, ed ecco che un personaggio secondario di Twilight Princess come Agitah si ritrova a essere utilizzabile in Hyrule Warriors!

Dove i personaggi virtualmente utilizzabili finiscono, la passione di Team Ninja per le fanciulle arriva in soccorso, ed ecco che un personaggio secondario di Twilight Princess come Agitah si ritrova a essere utilizzabile in Hyrule Warriors!

hyrule_warriors img000Di base è necessario seguire le missioni proposte dalla modalità avventura e dalle altre modalità a singolo giocatore seguendo l’avanzamento delle truppe sulla mappa visualizzata in alto nello schermo e agire di conseguenza. Proteggere i propri avamposti e avanzare contro quelli nemici è grosso modo la spiegazione di quello che il titolo richiede di fare per tutta la sua durata, né più, né meno.

Sporadicamente verrà chiesto di eseguire missioni in cui sarà necessario, oltre a mazzuolare allegramente qualsiasi cosa si muova sul campo di battaglia, scortare obiettivi fragili da un punto A a un punto B. Tutte divagazioni che non vanno a modificare il core gameplay tipico della serie e che, anzi, fanno tornare alla mente il recente Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition, ultima iterazione del brand su PS4, rimpiangendone la quantità davvero strabordante di contenuti. Sarebbe tuttavia ingiusto confrontare i due titoli in questione, considerando anche come DW 8:XLCE sia una versione riveduta e ampliata di un titolo uscito in precedenza, ma è comunque doveroso far presente che al momento, sul mercato, c’è di meglio fra cui scegliere nel campo dei Musou/Dynasty Warriors.

Oltre alla modalità storia sono presenti una modalità avventura, dove viene richiesto di portare a termine missioni sotto determinate condizioni, una variante della stessa, che permette di giocare all’infinito fino a giungere al game over, e una modalità libera, che permette di giocare ai livelli visti in precedenza nei panni di uno qualsiasi dei personaggi sbloccati nelle altre modalità.

Al di sopra di ogni modalità è possibile accedere a un bazaar dove è permesso spendere le rupie – la valuta della serie Zelda – per evolvere i personaggi o creare pozioni di potenziamento sfruttando i materiali recuperati sul campo di battaglia. L’idea di gestire la crescita dei personaggi al di fuori di qualsiasi modalità di gioco è sicuramente ingegnosa, poiché a ogni partita, sia veloce in compagnia sia protratta nella cinematografica modalità storia, si ha l’impressione di crescere e migliorare le proprie statistiche.

Come prima, più di prima

hyrule warriors art000Permangono, invece, tutti i difetti tipici della serie in questione. Manca, ad esempio, un’ottimizzazione tecnica capace di non far crollare completamente la veste grafica del titolo durante le missioni a due giocatori. In questi frangenti un giocatore vedrà l’avventura attraverso lo schermo del gamepad, mentre l’altro sfodererà le sue mosse più potenti sul televisore. Se sulla carta il sistema non solo funziona, ma sfrutta anche (per una volta!) il bistrattatissimo controller di Wii U, non si può dire lo stesso una volta in gioco, dove, a un evidente downgrade grafico, si aggiungono problemi piuttosto gravi sul fronte del gameplay, come nemici che appaiono solo quando ci si para loro davanti e una gestione del loot ai limiti della deficienza: giocando in cooperativa durante la storia, ad esempio, solo il giocatore principale potrà avere accesso agli scrigni di ricompensa, spezzando l’azione su schermo con una cutscene che, sì, sarà anche in stile “Zelda”, ma poco ha a che fare con la filosofia ludica della serie Koei Tecmo. Quella che potrebbe apparire come una semplice svista tecnica finisce per obbligare il giocatore principale a fare avanti e indietro sulla mappa per raggiungere un tesoro sbloccato dal secondo giocatore.

Fortunatamente, Hyrule Warriors può vantare una direzione artistica solida. Certo, fa un po’ strano vedere personaggi come Cia, la provocante maga cattiva che sembra uscita da un capitolo della serie Dead or Alive, con la pura e casta Zelda, ma superato il trauma iniziale ci si abitua facilmente al redesign spiccatamente stile anime di tutto il cast di personaggi. La realizzazione poligonale è pregevole in particolare quando si guarda a personaggi e a boss specifici (tutti tratti dalla serie Nintendo), nella media per quanto riguarda il resto. Come anticipato poco sopra, nella modalità multiplayer effetti di luce, aliasing e shader spariscono improvvisamente per permettere al titolo di girare senza compromettere troppo il frame rate, ma di base il gameplay ne esce talmente stravolto che non possiamo davvero consigliarne l’esperienza. Colonna sonora e adattamento riprendono quanto visto negli episodi passati della serie Nintendo, con riarrangiamenti rockeggianti e sfarzo dei temi più famosi di Koji Kondo e Co., mentre la traduzione italiana assicura la fruibilità del titolo a grandi e piccini.

hyrule warriors coverHyrule Warriors

Sviluppatore: Omega Force (Koei Tecmo)
Publisher: Nintendo
Genere: Hack’n’slash
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano

Hyrule Warriors non è un titolo ufficiale della serie The Legend of Zelda, né una killer application imprescindibile per chiunque possegga Wii U. Rimane un esperimento sicuramente interessante dedicato agli appassionati della serie e per chi, come noi, adora il fascino terapeutico delle blande carneficine a schermo a cui la serie Dynasty Warriors ci ha ormai abituato da anni. Non è consigliabile (almeno non a prezzo pieno!) a chi preferirebbe un titolo impegnato o comunque dotato di un’identità ludica maggiormente sfaccettata.

prezzoridotto

Good

  • Buon redesign dei personaggi
  • Tanto fan service
  • Colonna sonora pregevole
  • In continuo aggiornamento

Bad

  • Multiplayer ingestibile
  • Formula di gioco blanda
  • Viene a noia in poco tempo
  • Pur con tante modalità di gioco si ha l'impressione di fare sempre le stesse cose
6.5

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.