Pixel art? Si grazie!

Simone

Hyper Light Drifter

Sviluppatore: Heart Machine
Publisher: Heart Machine
Genere: Action RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando si tratta di dover guardare con occhio critico ad un prodotto indie capita spesso di avere a che fare con personaggi/luoghi/filmati realizzati con la tecnica della pixel art, tanto immortale da non perdere mai il proprio fascino. I ragazzi del team indipendente Heart Machine puntano ad una tecnica sopraffina per catturare l’interesse del giocatore e coinvolgerlo in un’avventura strana, inedita e per certi versi inquietante. Nonostante il nome ricordi più il titolo di una simulazione di corse ad altissima velocità nel futuro, Hyper Light Drifter è un action/RPG che sembra inizialmente strizzare l’occhio alla saga di Zelda, ma che si rivela dotato di un’incredibile personalità unica.

Un cataclisma tremendo portato da alcune creature misteriose e terribili ha sancito la fine del mondo: un passato quasi dimenticato continua ad affiorare in una terra misteriosa. I Drifters, avventurieri che si aggirano nelle lande selvagge, cercano e custodiscono tesori del passato, tentano di dare una risposta agli enigmi irrisolti: studiosi e guerrieri, sono rispettati per la loro forza e determinazione. Il protagonista senza nome di Hyper Light Drifter soffre di una strana malattia incurabile e tenta di scoprire tra le rovine del passato una cura per il suo male: una trama semplice eppure di fortissimo impatto visivo grazie allo stile adottato per caratterizzare l’estetica che accompagna le ore di gioco.

UN MONDO MISTERIOSO

Hyper Light Drifter porta il concetto di pixel art a livelli altissimi: per certi versi simile allo stile visto nel titolo intitolato Titan Souls, prodotto indie targato Acid Nerve, questo gioco dimostra chiaramente quanto una direzione artistica ben fatta possa donare una personalità unica ad un mondo creato tramite minuscoli quadratini monocromatici. Le terre desolate, futuristiche eppure così malinconiche sono una meraviglia per gli occhi, realizzate con cura minuziosa e “condite” con temi musicali di grande impatto: nulla di roboante o ritmato, ma bensì un susseguirsi di melodie ambientali lente e quasi sussurrate in certe zone, create per donare un senso di mistero e di lontananza per identificare gli spettri del passato. Ottimo voto anche per le animazioni del protagonista e dei numerosi nemici/NPC, realizzate molto bene e fluide quanto basta per inserirsi in un mondo creato in pixel art.

Perchè quindi Hyper Light Drifter? Il nome lascia intuire qualcosa di incredibilmente rapido e dotato di enorme destrezza: il protagonista della storia infatti, seppur debilitato in buona parte dalla malattia di cui soffre, è un Drifter e come tale dispone di uniche abilità che lo rendono temibile in combattimento. Attorno al personaggio si può notare una freccia che indica la direzione verso la quale i colpi di spada vengono indirizzati oppure si può effettuare lo scatto: il “drift” serve sia per superare ostacoli quali pozzi senza fondo e trappole, sia per schivare i colpi dei nemici e portarsi quindi alle loro spalle per un immediato contrattacco. Il combat systema action utilizzato in Hyper Light Drifter risulta dinamico e molto piacevole da utilizzare, sebbene necessiti di un po’ di pratica prima di venir compreso adeguatamente.

Hyper Light Drifter img (7)

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Infatti non si tratta solamente di padroneggiare il sistema di combattimento, ma anche di affrontare una lunga serie di scontri decisamente difficili da superare: alcuni direbbero che Hyper Light Drifter è “il punto d’incontro tra Zelda e Dark Souls” per spiegare il senso di tensione che si prova durante alcune battaglie, mentre ci si ritrova circondati da un’orda di nemici e pochi HP rimasti. Il protagonista può contare sull’aiuto di medikit sparsi un po’ ovunque (potrà conservarne fino a 3 nell’inventario) per recuperare punti  ferita ed ovviamente non manca l’occasione per utilizzare la fidata pistola laser. Un’arma che si ricarica man mano che i nemici vengono colpiti o abbattuti con la spada, e che si rivela davvero indispensabile per indebolire alcuni degli avversari delle fasi avanzate oppure per sfoltire le fila di gruppi ostili. Chiaramente si può anche contare sull’aiuto di diversi allenatori presenti nel villaggio, che saranno ben lieti (una volta raggiunti determinati obiettivi) di insegnare tecniche di combattimento avanzate come il colpo caricato, il drift a spada tratta per infliggere danni durante il movimento e così via. Il mondo di gioco è vasto, ma per fortuna la mappa è di facile consultazione e viene anche utilizzata per far si che il protagonista possa teletrasportarsi da un punto di controllo all’altro, agevolando notevolmente gli spostamenti più lunghi. Un totale successo a livello di gameplay quindi? Certamente si, eccezion fatta per un piccolo difetto che viene introdotto come scelta di design/trama ma si rivela a volte un’arma a doppio taglio in grado di confondere le idee al giocatore: non esistono infatti dialoghi né scritti né parlati in Hyper Light Drifter, e sia la storia che i vari suggerimenti vengono rappresentati a schermo come immagini in sequenza. L’idea è molto interessante a livello estetico ma a volte porta a non comprendere completamente ciò che accade, con conseguente disorientamento. Fortunatamente è un problema che si verifica solo occasionalmente, quindi nulla di veramente grave.

Hyper Light Drifter è un gioco davvero eccellente sotto tutti i punti di vista: nonostante l’assenza di una spiegazione chiara con testo a schermo possa più volte confondere il giocatore, l’atmosfera tiene incollati alla sedia ed il gameplay scorrevole armonizza l’esperienza. Difficile quanto basta per giocatori esperti, il titolo targato Heart Machine si distingue per uno stile grafico splendido e la capacità di creare un mondo tanto misterioso quando interessante da scoprire nei panni di un protagonista assai originale.

semafori indie-03

Good

  • Tecnicamente e graficamente eccelso.
  • Atmosfera intrigante e misteriosa.
  • Ottimo bilanciamento del livello di difficoltà.

Bad

  • L'assenza di spiegazioni scritte a volte confonde un po' le idee.
8.5

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta