Il gioco più difficile

Edoardo Carusillo

Higurashi When They Cry Hou – Ch.3 Tatarigoroshi

Sviluppatore: 07th Expansion
Publisher: MangaGamer
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Bentornati a questo terzo appuntamento di Higurashi When They Cry. Lo scorso episodio si era concluso con un finale ancora più tragico del precedente, con il cast dei personaggi quasi del tutto sterminato – in modo atroce, naturalmente. Fortunatamente, grazie al pattern narrativo di questa serie, è possibile rivederli ancora una volta ridere e scherzare insieme, in una storyline alternativa.
Il capitolo è Tatarigoroshi, ovvero il capitolo della “maledizione assassina”, un titolo molto poco rassicurante per gli eventi narrati.
Arrivati a questo punto, il gioco dà per scontata la familiarità del lettore con i personaggi, gli ambienti e i misteri di Hinamizawa, segno che ormai si sta entrando nel cuore della storia.

La vicenda ricomincia ancora una volta nel mese di giugno del 1983, quando Keiichi Maebara si è finalmente integrato con le sue nuove compagne di scuola. A differenza dei capitoli precedenti, in cui il punto di svolta avveniva a metà del gioco, durante il Watanagashi, qui il festival diventa un evento collaterale e il dramma inizia a calare sulla vita spensierata dei ragazzi ben prima di quanto siamo stati abituati.

Se nell’episodio scorso, Watanagashi, il focus era diretto a Mion Sonozaki e alla sua famiglia, in Tatarigoroshi la co-protagonista diventa Satoko Hojo, uno dei personaggi più giovani del gruppo.

In questa parte, Keiichi inizia a sviluppare un sentimento quasi fraterno verso la bambina, mosso dal desiderio di compensare la mancanza del fratello scomparso, Satoshi Hojo.
Un giorno, però Satoko non si presenta a scuola, e la sua assenza viene susseguita dall’arrivo del detective Ooishi, che chiede al ragazzo, molto bruscamente, di portarla da lui per interrogarla. In seguito, Keiichi viene chiamato da Kyosuke Irie, l’allenatore della squadra giovanile di baseball nonché medico primario di Hinamizawa, che lo informa della situazione familiare di Satoko e di non fidarsi del detective in quanto “servo di Oyashiro”, la divinità malevola patrona del villaggio.

IL CARO FRATELLO

Tre giorni dopo, Satoko torna a scuola fisicamente debilitata, e i ragazzi intuiscono che la bambina è tenuta segregata in casa e abusata dallo zio. Preoccupato, Keiichi va a trovarla per vedere le sue condizioni, e rimane sconvolto dai lividi sul corpo della bambina; così, il ragazzo cerca un metodo per liberare Satoko dal suo aguzzino. La sua ingenuità, però, si scontra con le difficoltà materiali e legali di risolvere l’abuso di un minore.
Il giorno successivo, Keiichi incontra il fotografo Jirou Tomitake e la ricercatrice Miyo Takano, da cui apprende puntualmente la “maledizione di Oyashiro” fantomatico evento dietro gli omicidi e le sparizioni degli anni passati. Il ragazzo sceglie di giocare la sua ultima carta e decide di uccidere lo zio di Satoko, approfittando del festival del Watanagashi e della maledizione. Tuttavia, le cose non vanno nel verso sperato…

Come in Onikakushi, anche stavolta Keiichi diventa preda della sua paranoia, compromettendo la sua sanità mentale e la reale percezione delle cose in maniera molto più grave. Il detective Ooishi, che nei capitoli precedenti aveva ricoperto un ruolo di supporto per il protagonista, qui assume un atteggiamento molto più antagonistico nei riguardi del ragazzo; anche le sue amiche Rena e Mion, pur restando neutrali nella vicenda, ripropongono gli sguardi da villain dei primi capitoli, la prima con i suoi toni aggressivi di Onikakushi, l’altra con le sue occhiate compiaciute di Watanagashi.
Keiichi rimane completamente solo, e come se non bastasse, anche i personaggi come Takano e  Irie cominciano apparentemente a remargli contro.

Ho apprezzato molto lo storytelling di questo episodio, grazie al ritmo notevolmente meno fiacco della narrazione e la scelta di introdurre l’aspetto drammatico in anticipo rispetto agli altri capitoli. Ciononostante, l’impressione che ho avuto dall’intreccio della trama è stata di un susseguirsi di… cose a caso. È così: gli accanimenti di Ooishi, i discorsi bizzarri di Takano e il tradimento di Irie appaiono spinti da motivazioni incomprensibili, specialmente nei riguardi di un ragazzo giovane come Keiichi. Per non parlare delle morti, le sparizioni e le ricomparse del tutto inspiegabili dei vari personaggi, lasciate completamente nel mistero e approcciate attraverso una correlazione di causa ed effetto alquanto sciocca: pensare che delle persone siano state uccise perché qualcuno le ha maledette borbottando è davvero ridicolo.

Inoltre, benché il gioco dia per certa la conoscenza regressa degli episodi precedenti, il giocatore è costretto ancora una volta a sorbirsi le ennesime elucubrazioni di Takano sulla maledizione di Oyashiro (come se non fosse stata già sufficientemente chiara), e i soliloqui di Keiichi sul destino ultimo di Satoshi. Per quanto sia ragionevole per il ragazzo pensare a lui, soprattutto nell’episodio dedicato alla sua sorellina, il suo continuo rimuginare sul suo personaggio sta diventando tedioso, se non addirittura irritante.

A tal proposito, aggiungo una considerazione sul rapporto tra Keiichi e Satoko. Il fulcro di questo capitolo si basa sullo sviluppo di ciò che è stato presentato come una tenera amicizia in una specie di amore platonico; questo approfondimento è sensato, le loro interazioni sono piacevoli e l’affetto che condividono insieme appare puro e sincero. Ad ogni modo, non posso fare a meno di percepire il loro rapporto come un pretesto per stuzzicare un certo “complesso della sorella minore” nonché i pruriti lolitisti (per non dire “pedofiliaci”) di una particolare fascia del pubblico otaku.
Poco prima del climax, infatti, Keiichi inizia a manifestare un sentimento iper-protettivo verso la bambina, a livello quasi morboso; per di più, gli apprezzamenti da parte di Kyosuke Irie nei suoi confronti rendono la situazione ancora più disturbante: mentre è vero che tra i fan degli anime e i manga si è vagamente sdoganata l’adorazione per i personaggi prepubescenti, ascoltare un uomo adulto confessare le proprie fantasie sentimentali per un infante in canon suona davvero perverso. Infine, vedere lo sprite di Satoko completamente nuda, coperta di un solo asciugamano, non mi ha aiutato a completare ben volentieri l’epilogo.

Nonostante tutto, ho davvero gradito l’approccio con l’abuso minorile in questa storia. Ryukishi07 ha saputo dimostrare una profonda maturità nell’affrontare questa tematica, di cui già ha dato prova in Umineko When They Cry. La trama non gira intorno a elementi scabrosi né si risparmia dettagli emotivamente sensibili, ma cosa più importante, non viene raccontata in modo gratuito e spicciolo per il mero shock value. Il trascorso psicologico di Satoko viene ampiamente spiegato, e vengono menzionati i traumi e i disturbi (quali il DPTS) che possono svilupparsi in seguito ai suddetti abusi.
Infine, vi è una forte considerazione degli aspetti pratici, legali e di responsabilità per risolvere una situazione di abuso domestico

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Concludo questa recensione con un voto ancora più basso rispetto a quello precedente. Purtroppo, se i primi due episodi mantenevano un filo logico seppur nell’assurdità di alcune situazioni, qui la trama prende una piega al limite del nonsenso: d’altronde, perfino la schermata iniziale avvertiva che la difficoltà di questo capitolo sarebbe stata talmente alta da non permettere alcuna congettura.
Il prossimo episodio, Himatsubushi, sarà l’ultimo degli archi di domanda; sinceramente, non nutro molte aspettative al riguardo, ma staremo comunque a vedere.

verde

Good

  • Il ritmo narrativo accelera notevolmente.
  • Ottimo approccio con tematiche delicate.

Bad

  • Trama fin troppo inspiegabile, quasi nonsense.
  • Basta con le continue pontificazioni su Satoshi.
  • Fanservice lolicon a tratti disturbante.
6.8

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!