Se non credi ai tuoi occhi...

Edoardo Carusillo

Higurashi When They Cry – Ch.5 Meakashi

Sviluppatore: 07th Expansion
Publisher: MangaGamer
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Si chiude un ciclo, comincia un’altro. Finalmente, dopo tanto tempo, mi appropinquo a recensire questo primo capitolo degli Archi di Risposta, sequel de facto della prima “serie” di Higurashi When They Cry. La serie, nota come When They Cry 2, è stata rilasciata in Giappone col nome di Higurashi no Naku Koro ni Kai, il cui ideogramma “Kai” (解) significa “soluzione” in riferimento alla soluzione dell’enigma. Sono davvero contento di essere arrivato a questo punto, perché mentre alcuni capitoli degli Archi di Domanda sono stati un po’ difficili da digerire (soprattutto gli ultimi due), questa seconda parte si è rivelata un’autentica soddisfazione.

L’adattamento animato di Studio Deen rimane, ancora una volta, poco consigliato.

Dopo l’esperienza con Umineko no Naku Koro ni Chiru, appena uscito su Steam, ho capito che Ryukishi07 sa a dare il meglio di sé proprio nei suoi cicli risolutivi, e se un adattamento animato mediocre del quinto arco è riuscito  a coinvolgermi emotivamente, il materiale originale ha superato le mie aspettative.
Il capitolo è Maekashi, ovvero il capitolo di “aprire gli occhi”. Da qui in poi si scende nel baratro della follia.

A differenza dei primi capitoli, ambientati ogni volta in una storyline alternativa, Maekashi appare piuttosto come un “retelling” del secondo episodio Watanagashi, in modo da “rispondere” ai quesiti lasciati in sospeso. Questa scelta asimmetrica di voler risolvere i misteri dietro agli omicidi di Mion Sonozaki prima di quelli di Onikakushi potrebbe disorientare qualcuno, ma vi assicuro che alla fine della storia capirete il motivo di questa disposizione.

A TALE OF TWO SISTERS – PART 2

Il gioco si suddivide in due parti, una ambientata nel 1982, l’altra nell’anno successivo, ovvero il tempo di “Watanagashi”. In questo capitolo, novità delle novità, il ruolo di protagonista e la voce narrante vengono affidati a Shion Sonozaki, appena evasa dal collegio cattolico di Santa Lucia e riaccompagnata a Hinamizawa dal suo body-guard personale. La ragazza era stata “esiliata” per quasi tutta l’adolescenza dalla famiglia in quanto fardello per il clan Sonozaki, ma visto che il suo animo ribelle non poteva sopportare di rimaner rinchiusa in una “scuola per signorine”, decide di sua iniziativa di ritornare nella città natale, tra il dissenso dei parenti. Nel villaggio, conduce una vita discreta, e si mantiene da vivere lavorando come cameriera nel maid café Angel Mort. Inoltre, in questo periodo si viene (finalmente) a conoscenza di Satoshi Hojo, il fantomatico fratello di Satoko, di cui Shion di innamora. Sfortunatamente, come due moderni Romeo e Giulietta, la loro relazione non è ben vista dalla famiglia di lei, che per farsi perdonare, si fa strappare tre unghie. Nonostante ciò, il ragazzo sparisce improvvisamente e la sua scomparsa viene contata tra le vittime della maledizione di Oyashiro.

Passa un anno, e la storia ritorna agli eventi del secondo capitolo. Qui si scopre che per quasi tutto  il tempo, Shion e Mion si erano scambiate di posto, e quella che è stata sempre spacciata per Mion in realtà era Shion travestita. A un certo punto, però, la ragazza origlia una conversazione tra Mion  e l’anziana capofamiglia, da cui scopre che dietro le morti e le sparizioni attribuite alla maledizione c’è sempre stato il clan Sonozaki; Shion fa due conti, intuisce che la scomparsa di Satoshi è stata molto probabilmente opera della sua famiglia, e allora decide di attuare una sanguinosa vendetta.

L’elemento più affascinante di Meakashi è stato quello di rivisitare la parte antagonistica che Mion (o meglio, Shion) aveva interpretato in Watanagashi, e presentare la ragazza come un’anti-villain.  In questo modo, è possibile comprendere meglio le ragioni dietro i suoi atroci crimini, empatizzare con i suoi sentimenti e, come direbbe un certo detective di Umineko Chiru, avvicinarsi al “cuore” del mistero. In un certo senso, si potrebbe dire che la linea morale tra il ruolo anti-antagonistico di Shion e quello anti-eroico di Keichi Maebara mostrato in Tatarigoroshi sia assai più labile di quello che sembra, tuttavia, è innegabile come la discesa nella follia di lei sia stata decisamente più spettacolare rispetto al ragazzo.
E’ interessante notare poi come Rena Ryuugu, che nel secondo capitolo sembrava così tranquilla e supportiva, sia apparsa di fronte a Shion con la stessa espressione diabolica palesata in Onikakushi  e Tatarigoroshi, segnando il suo “lato oscuro” come fattore costante in tutti gli episodi. Se è vero, come dice Shion, che il “demone interiore” di Rena è ancora più spaventoso del suo, credo proprio che questa ragazza ci rivelerà (s)piacevoli sorprese in futuro. Rika, infine, ha manifestato ancora una volta il suo alter ego, in continuità con gli eventi di Himatsubushi.

Per quanto riguarda la regia e la sceneggiatura, Rykishi07 è riuscito a portare la narrazione su un livello radicalmente differente. Partiamo innanzitutto del layout del menu principale: di per sé non ha nulla di speciale, ma chi in passato ha giocato a Umineko lo troverà piacevolmente familiare.
Il prologo, poi, ha una direzione quasi cinematografica, con i nomi dei protagonisti sovraesposti come se fossero attori di un film; per non parlare dei giochi metatestuali tra un capitolo e l’altro! Parole sullo sfondo in costante ingrandimento per esprimere sbalordimento, linee di testo digitate roboticamente per comunicare un flusso di coscienza teso e concitato, sono tutte soluzioni il cui scopo è trasmettere le emozioni più intime di Shion.
Ma parliamo adesso dello stile di scrittura: come già premesso, la voce narrante è stata spostata da Keiichi Maebara a Shion Sonozaki, così come il punto di vista e la cronaca della vicenda. Inoltre, come si suppone che uno scrittore intelligente faccia, non è soltanto la posizione spazio-temporale ad esser cambiata nell’intreccio, ma anche la percezione delle cose, il modo di agire, di parlare, di pensare, eccetera… Per di più, a inficiare di questo cambiamento vi è anche il ritmo narrativo; rispetto alla prima serie, le scene sono molto più immediate, i dialoghi più incalzanti e i pensieri più coincisi e coinvolgenti. Non a caso, Keiichi e Shion sono due personaggi completamente diversi: se il primo è un ragazzo più riflessivo, titubante e ingenuo, l’altra invece è una persona pragmatica, calcolatrice e spietata.
Assistere al tracollo mentale di Shion è un’esperienza macabra e perversa, perché è come trovarsi capovolti dal proprio comodo cantuccio da spettatore alla claustrofobica prigione della grotta dei Sonozaki. È un’overdose di dolore, agonia e disperazione, nonché una sensazione emotivamente e moralmente logorante.

Infine, perfino la direzione del suono ha fatto un salto di qualità. In questo capitolo c’è molta più enfasi sugli effetti sonori, la nuova soundtrack conta tracce in grado di evocare un’atmosfera più opprimente nelle scene di tensione, o commovente in quelle più catartiche – grazie anche a una composizione musicale molto più elaborata. Menzione speciale a “Dear Your”, un brano semplice  ma non per questo meno toccante, che immagino diventerà una theme song ricorrente nella serie.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Dopo un finale sottotono come quello di Himatsubushi, Higurashi è riuscito a ripartire alla grande con un capitolo che ha totalmente cambiato le carte in tavola.
Benché lo storytelling sia stato generalmente lineare ed esplicito, e le motivazioni di Shion siano apparse esaustive e lampanti, la schermata iniziale avverte ancora un livello di difficoltà “alto”, e che il movente del “perpetuatore” non è ancora ben chiaro.
Che ci stia sfuggendo qualcosa? Che esista un secondo assassino oltre a Rena, Shion e Keiichi? Chissà a quante domande verrà data risposta nel prossimo imminente capitolo, chissà, chissà…

 

verde

Good

  • Sviluppo caratteriale sorprendente.
  • Ritmo narrativo molto accelerato.
  • Direzione rinnovata e piacevole.

Bad

  • Trama naturalmente prevedibile.
7.5

Edoardo Carusillo

Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!