Tu puoi credere?

Edoardo Carusillo

Higurashi When They Cry Hou – Ch.1 Onikakushi

Sviluppatore: 07th Expansion
Publisher: MangaGamer
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando i giapponesi si spostano in un paesino rurale dell’entroterra nipponico, sai per certo che non accadrà nulla di buono: ne abbiamo avuto testimonianza nel videogioco Project Zero 2 e nell’anime Mayoiga – The Lost Village.

A esplorare questo tropo ci ha pensato perfino Ryukishi07 della 07th Expansion, nel 2002 con la sua opera di debutto Higurashi no Naku Koro ni (noto in occidente come Higurashi When They Cry). Il successo di questo franchise permise a Higurashi di ricevere numerosi porting e adattamenti negli anni avvenire, nonché la localizzazione in Nord America nel 2009 grazie al publisher MangaGamer e nel 2015 sulla piattaforma di distribuzione digitale Steam. 

Esistono anche una serie di adattamenti animati curati da Studio Deen.

A differenza del sequel Umineko, pubblicato in un bundle comprendente gli “archi di domanda”, in questo caso, i capitoli sono rilasciati separatamente e a cadenza periodica, coerentemente nel modo in cui la 07th Expansion li distribuiva agli inizi del 2000. Cominciamo quindi ad analizzare questo primo arco, e ad indagare gli oscuri misteri di Hinamizawa.

COME CLANNAD (MA SCRITTO MEGLIO)

La storia inizia nel giugno del 1983, un mese dopo il trasloco di Keiichi Maebara nel villaggio di Hinamizawa. Qui il ragazzo stringe amicizia con Rena, Mion, sue coetanee, e due bambine di nome Rika e Satoko, con le quali trascorre i pomeriggi a giocare a carte e a cercare tesori nella discarica.  Le giornate passano tranquillamente, finché la pace idilliaca di quell’ambiente georgico non viene interrotta dal festival del Wataganashi, una celebrazione religiosa verso il dio protettore Oyashiro. In quell’occasione, Keiichi apprende un fatto inquietante: durante ogni festival, una persona viene misteriosamente uccisa e un’altra viene fatta sparire. Inoltre, questi omicidi e scomparse sembrano tutti correlati al piano di costruzione di una diga che avrebbe potuto allagare il villaggio anni prima. Ad aumentare la paranoia di Keiichi ci penserà il detective Ooishi, quando lo informerà che tutte le sue amiche sono in qualche modo coinvolte con i suddetti omicidi.

Higurashi ha avuto l’importante compito di presentare al mondo delle visual novel un approccio al medium completamente differente rispetto alle produzioni dell’epoca. Il saga di When They Cry, infatti, per quanto la sua trama del tutto lineare la renda tecnicamente una kinetic novel, in realtà è universalmente riconosciuta come “sound novel”, a causa dalla sua enfasi sulla musica e la storia. Sfortunatamente, i fan di Umineko è meglio che non si aspettino una soundtrack superlativa come quella del sequel: la maggior parte delle tracce segue infatti una melodia ripetitiva e poco ispirata, incapace di avvicinarsi ai fasti dei “Seacats”. Tuttavia, la direzione del suono dimostra il proprio valore nei momenti più salienti grazie a una colonna sonora inquietante, basata su rumori “rurali” come campanelli e versi di cicala – per appunto, le “higurashi”.

Come dichiarato da Ryukishi07 stesso, la narrazione si ispira agli stilemi tipici dello studio Kei, al tempo noto per le visual novel Kanon e Air: la prima metà del gioco infatti, ha un’impostazione sul genere “slice of life”, dove protagonisti passano il tempo nelle attività extra-curriculari del club, organizzano picnic, e in cui vengono delineati i caratteri, i quirk e i rapporti tra i vari personaggi. Insomma, “ragazze carine che fanno cose carine”. Tuttavia, ci vorranno cinque ore prima che la storia si sposti completamente sul genere horror, il che potrà risultare frustrante, soprattutto se si aspettava un’esperienza di puro orrore non-stop à la Saya no Uta; purtroppo, prima che la trama diventi uno “stream of counsciousness” ansiogeno, bisognerà sorbirsi delle interminabili scene di noia atroce, che metteranno a dura prova la pazienza del giocatore. D’altra parte, però, proprio a causa di questa “vuotezza”, è possibile skippare tali scene senza inficiare l’economia della storia.
In compenso, alla fine di ogni capitolo, verranno resi disponibili dei suggerimenti, ovvero delle informazioni che evidenziano alcuni aspetti chiave della trama.
Superato questo scoglio, Higurashi ingrana finalmente in quarta e si rivela in tutto il suo orrore psicologico. Dalla seconda metà del gioco, ovvero in seguito alla scoperta del magazzino degli strumenti di tortura, la sceneggiatura prende una piega macabra, e l’atmosfera allegra e spensierata diventa ipertesa e inquietante. Ogni volta che il detective Oiishi informa Keiichi delle sue indagini, il ragazzo appare sempre più diffidente verso le persone intorno a lui, arrivando a compromettere la sua sanità mentale. In questa parte, la storia diventa molto più coinvolgente, al punto da rendere il giocatore partecipe alla risoluzione dei misteri: a un certo punto, si finirà perfino a speculare sugli eventi futuri tanto quanto il protagonista, a dimostrazione dell’abilità di storytelling di Ryukishi07.

Lo stile di scrittura riesce ad essere enigmatico ma allo stesso tempo incredibilmente efficace; ogni elemento non è mai lasciato al caso, a parte alcune situazioni che passano dalle conversazioni più banali e innocenti alla perversione mentale più contorta – in cui bisogna sospendere forzatamente  la propria incredulità. Ad ogni modo, è proprio nelle scene di tensione in cui si nota la qualità della sceneggiatura, grazie alle descrizioni dettagliate e un’introspezione emotiva avvincente, soprattutto nei momenti di ultra-violenza; è raro che un medium del genere mi abbia impressionato a tal punto.

In merito alla grafica, ho particolarmente apprezzato i nuovi sprite dei personaggi, che ho trovato molto più gradevoli, dettagliati ed espressivi rispetto alle versioni precedenti. Per i puristi della novel, inoltre, è possibile sostituire i disegni nuovi con quelli vecchi, anche se, sinceramente, li reputo assolutamente ridicoli, e lo dico io che ho amato gli sprite davvero grotteschi di Umineko. Tuttavia, mentre il character design è stato rinnovato, lo stesso non si può dire dei fondali, rimasti fedeli alla versione classica; tutto ciò crea un contrasto disturbante tra personaggi in stile anime e foto di paesaggi reali alterati da un filtro scadente, ma per chi volesse un’esperienza visivamente  più appagante, c’è un’apposita mod per sostituire gli sfondi originali con quelli del porting per PS3.

Contenuti

  • Fan Service
  • Fruibilità Gaijin
  • Linearità
  • Interazione

Dove posso acquistarlo?

In conclusione, il primo episodio “Onikakushi” rappresenta un’introduzione interessante ai misteri di Hinamizawa. Come dice la schermata di inizio partita, il livello di difficoltà di questo capitolo è “estremamente difficile”, per cui è ancora del tutto impossibile capire qualcosa da questo bandolo inestricabile. Si può dire che questo preludio ha avuto l’arduo compito di presentare le basi di una storia che diventerà man mano più complessa di episodio in episodio, e di fornire le informazioni necessarie senza scadere nell’info-dumping gratuito. Il costo di 5,99€ è più che ragionevole come antipasto al mondo di Higurashi When They Cry.

verde

Good

  • Seconda parte super-inquietante.
  • Character design molto curato.
  • Buona direzione del suono.

Bad

  • Prima parte troppo inconcludente.
  • La qualità degli sfondi cozza con gli sprite dei personaggi.
  • Musiche monotone e ripetitive.
7.2

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!