Un gioco decente, da una serie TV indecente

Quando la prima serie di “Heroes” arrivò sulle TV mondiali, tutti pensarono che fosse il punto di partenza per qualcosa di grandioso; effetti speciali ad alto budget, trama quanto meno interessante, con “eroi” niente male e un cattivo davvero inquietante. Era praticamente X-men, ma più radicato nella realtà, e c’è da dire che dopo il rilascio, in quello stesso anno, di “X-men 3: Conflitto Finale”, serviva qualcosa che riaccendesse la fiducia in un prodotto dedicato ai meta-umani.

Tuttavia, quello che all’inizio si era rivelato un piccolo astro nascente, a partire dalla seconda stagione, iniziò una rapida ed inesorabile metamorfosi, in una creatura di lovecraftiano orrore: trame incoerenti, cambi di personalità inspiegabili, personaggi interessanti, ormai con il carisma di una saponetta da bagno e interi archi narrativi buttati al vento, il tutto per effettuare blowjobs continui alla stupidissima famiglia Petrelli…inutile dire che, basandoci sulle opinioni di pubblico e critica, questa serie ha prolungato la sua permanenza sugli schermi, per tre stagioni di troppo. A tutto ciò, possiamo tranquillamente aggiungere l’ultimo chiodo nella bara, un revival della serie dal titolo “Heroes: Reborn”, un sequel che nessuno ha chiesto, con metà del cast originale e, guarda caso, anche stavolta con una trama insensata e straziante da seguire. Fortunatamente, sembra che non andrà oltre una singola stagione, terminata di recente…attendiamo comunque con impazienza, il momento in cui verrà inevitabilmente trasmesso in Italia, per godere appieno di questo supplizio, anche nella lingua nostrana.

Perchè tutta questa doverosa e soprattutto dolorosa premessa? Perchè, incredibile, ma vero, quello che andrò a trattare nelle prossime righe è “Heroes Reborn: Gemini”, un videogame tie-in della suddetta serie sequel, sviluppato da Phosphor Games per Xbox One e PC (disponibile in futuro anche per PS4) ed è…non riesco a credere a quello che sto per scrivere…inspiegabilmente buono.

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Prima di effettuare un salto temporale, è sempre meglio controllare cosa sta accadendo, prima di apparire di fronte ad un plotone di guardie armate

Negli episodi precedenti…

2016-01-22_00001Dalla serie Heroes Reborn sono nati, per essere precisi, due giochi tie-in, che fungono da prequel del prodotto televisivo, seppur collegati ad esso in modo marginale. Il primo, “Heroes Reborn: Enigma” è un puzzle game con enigmi ambientali simil-Portal, rilasciato per dispositivi mobile e tablet, mentre il secondo, argomento della recensione attuale, “Heroes Reborn: Gemini” è un action in prima persona, per PC e console next-gen.

La trama vede come protagonista Cassandra, una ragazza che, insieme al suo amico Alex, esplorerà i ruderi di uno stabilimento abbandonato, alla ricerca di informazioni sulla sua famiglia scomparsa. Poco dopo i primi minuti di introduzione, dove un gruppo di misteriosi agenti rapirà Alex, Cass scoprirà di essere una EVO (umano evoluto, termine coniato nella serie tv) e di possedere l’abilità di controllare il flusso del tempo, cosa che le consente di saltare liberamente tra il presente e il passato. Utilizzando queste sue nuove capacità, Cass cercherà di salvare il suo amico e, ovviamente, trovare le informazioni sui suoi genitori.

Soprassedendo sulla banalità della trama, bisogna dare atto agli sviluppatori di aver voluto evitare dei collegamenti forzati con la trama della serie TV, preferendo un approccio più slegato da essa e con gli eventuali riferimenti, ristretti ad alcuni easter egg sparsi per il gioco. “Heroes Reborn Gemini” è, infatti, tranquillamente giocabile anche se non si è a conoscenza della trama della nuova stagione di Heroes, come nemmeno di quella originale. Per lo stesso principio, non è necessario aver giocato ad Enigma per godere della trama di Gemini, seppur entrambi i giochi sono ambientati nello stesso periodo e nello stesso luogo.

Naturalmente, chi ne è a conoscenza, potrà cogliere un maggior numero di riferimenti, ma non di meno, questo rappresenta un buon stratagemma per coinvolgere tutti: sia per i giocatori normali, che potranno passare 5 ore (tante ne serviranno per completare l’avventura) senza sentirsi alienati da troppi riferimenti e collegamenti, sia per i fan del franchise che potranno puntare il dito allo schermo esclamando “ah, quella cosa la conosco”.

Per il resto, non aspettatevi colpi di scena o impennate nella narrazione: la banalità regnerà sovrana dall’inizio alla fine, sia nelle situazioni che incontreremo, sia nei personaggi, fedeli ai loro stereotipi e privi di tridimensionalità; se non altro, la brevità dell’avventura contribuisce a non accentuare questo problema.

Fenomenali poteri cosmici, minuscolo spazio vitale!

2016-01-22_00008Come già accennato, le abilità di Cassandra riguardano la manipolazione temporale: con la pressione di un tasto, potremo effettuare un piccolo viaggio nel tempo, dal presente al passato (in una data precisa che, per evitare spoiler, non specifico) e viceversa. La possibilità di visitare un luogo in due periodi temporali diversi, cambierà molto il layout dei livelli: nel presente, lo stabilimento dove è ambientata l’avventura, si trova in rovina, con detriti che ostacolano il passaggio e molte piattaforme saranno distrutte e inaccessibili, mentre nel passato, quando l’edificio si trovava ancora in attività, i corridoi sono liberi e senza ostacoli naturali.

Ovviamente, quello sarà anche il periodo dove saranno presenti molte più guardie di sicurezza; in quel caso, per evitare i confronti diretti, sarà richiesto un discreto approccio stealth, anche se non sempre si tratterà di una scelta vincente, complice l’intelligenza artificiale nemica, che oscilla tra il “non ti vedo nemmeno se mi stai a due centimetri di fianco” e il “riesco a vederti dietro quella macchina, quel pilastro, quella roccia e quel barile, da 3 chilometri di distanza con i superpoteri che non ho“, senza alcuna spiegazione.

Rifugiarsi al sicuro in un’altro tempo mentre, con un’altra nelle nostre abilità, teniamo sott’occhio quello che accade nell’epoca opposta e cogliere l’occasione migliore per rientrarci, rappresenta una mossa stealth ed evasiva decisamente più efficace. Molti saranno i modi a nostra disposizione per allontanarsi dai guai, anche se, non sarà quasi mai un problema, dato che, a livello Normale, la difficoltà sarà comunque medio-bassa e i colpi nemici non saranno mai fonte di preoccupazione, grazie anche alla rigenerazione della salute che scatterà quasi immediatamente.

La manipolazione del tempo, rappresenta quindi un’ottima arma di difesa, ma per attaccare? Passati i primi momenti di gioco, Cassandra entrerà in possesso di un nuovo potere, la telecinesi, grazie al quale potrà sollevare i numerosi oggetti sparsi per i livelli e scaraventarli contro i nemici (compresi i nemici stessi). Utilizzando entrambi i poteri allo stesso tempo, si potranno creare combinazioni dal risultato interessante, compreso acchiappare i proiettili in aria per rispedirli al mittente, in puro stile Matrix; in questo caso bisogna dire che la fisica risponde in modo adeguato nella maggior parte del tempo. Da segnalare, inoltre, la possibilità di “marcare” i nemici con un indicatore, così da sapere sempre la loro posizione anche a distanza e dietro i muri, un qualcosa in più che sul lungo periodo si dimostrerà inutile, in quanto sarà sempre più facile fare piazza pulita di tutti i nemici nella zona, che evitarli, senza contare che, oltre al fattore difficoltà accennato poco sopra, non ci sono penalità di nessun tipo se si sceglierà di adottare un approccio combat, tutt’altro…e poi è un peccato avere a disposizione tutti questi poteri e scegliere di non usarli.

Purtroppo, la particolare enfasi posta sui combattimenti, ha comportato sacrifici in altri aspetti del gameplay e, come è facilmente intuibile fin dall’inizio, la principale vittima di tutto ciò è la libertà di esplorazione: i 16 capitoli che compongono “Heroes Reborn: Gemini” sono molto brevi e completamente lineari; numerose porte chiuse e detriti, delineano quello che è un percorso rigido e senza possibilità di esplorazione. Le uniche distrazioni concesse sono una trentina di collezionabili sparsi, la cui maggior parte sarà tranquillamente recuperabile senza andare a ispezionare ogni singolo anfratto del livello. E se consideriamo che questi segreti rappresentano l’unico incentivo alla rigiocabilità, data l’assenza di modalità alternative, non sono molti i motivi per cui vale la pena riprendere il gioco in mano una volta terminato.

Impossibile inoltre, non puntare il dito contro il problema principale del gioco: la mancanza di originalità. Sebbene “Heroes Reborn: Gemini” disponga di buone meccaniche di gioco, ognuna di esse trasuda di “già visto” da qualunque punto le si guardi: dai puzzle ambientali e sezioni platform, al combat system basato sulla fisica, sembra di assistere ad un incrocio tra Bioshock, Portal e Half-Life 2 (gravity gun anyone?). Con questo non intendo dire che sono state male implementate, tutt’altro…soltanto che non siamo di fronte a niente di innovativo.

Salva il tie-in, salva il mondo

2016-01-22_00006A livello tecnico, è l’Unreal Engine 4 a muovere questo gioco, il che gli assicura una grafica di buon livello, seppur non paragonabile alla media dei titoli tripla A in commercio per l’attuale generazione, con modelli poligonali buoni, ma textures non eccelse, soggette a sporadici effetti pop-in. Particolare enfasi è stata posta sugli effetti particellari, forse eccessiva…vedere un qualsiasi oggetto appoggiato lentamente sul pavimento produrre così tante scintille è un qualcosa che solleverà più di un sopracciglio.

Altri problemi da segnalare sono i, rari, cali di framerate nelle situazioni più caotiche e gli altrettanto rari casi di clipping, dove personaggi e oggetti resteranno conficcati nel terreno e nelle mura senza motivo apparente, e se a questo uniamo la fisica ragdoll degli NPC non perfetta, ne vengono fuori situazioni esilaranti, le quali comunque non danneggiano l’esperienza di gioco; quello che lo fa, invece, è quando si tratta del tuo personaggio a restare incastrato in una porzione del livello, costringendoti a riavviare la partita. Fortunatamente è capitato una volta sola.

Il doppiaggio dei dialoghi, esclusivamente in inglese, è comunque di buon livello, con attori capaci e competenti. Decisamente non di buon livello, invece, sono i sottotitoli italiani, farciti di errori di traduzione dall’inglese che spaziano da semplici sviste grammaticali, a intere frasi completamente senza senso. E, se notate l’immagine a inizio paragrafo, anche casi dove appariranno testi ancora in lingua anglofona.

Insomma, onestamente parlando, non stiamo parlando di un prodotto di elevato spessore videoludico, un indie destinato a cambiare l’industria o un prodotto AAA che setta un nuovo standard di qualità. Tuttavia, seppur con tutti i difetti sopraelencati, “Heroes Reborn: Gemini” ha qualcosa che lo salva dal baratro della mediocrità, qualcosa che, incidentalmente, è anche il motivo per cui ci è così vicino: il suo stesso nome. Diciamocela tutta, nessuno aveva fiducia in questo titolo, fin da quando fu annunciato, specialmente considerando l’abominio che si è rivelato essere il prodotto televisivo; le aspettative erano decisamente molto basse. Eppure, anche se il gioco soffre di parecchie limitazioni, è difficile non percepire l’effettivo sforzo degli sviluppatori nel crearlo: le idee ci sono e sono molte, ispirate da altri titoli e purtroppo non sempre sfruttate al meglio, questo è vero, però ci sono, si percepiscono, ed è senza dubbio più di quanto ci si potesse aspettare da un tie-in di questi tempi.

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Vedete quell’indicatore quadrato? Sta evidenziando una guardia che ho appena scaraventato nel precipizio, ma apparentemente, è ancora viva, vegeta e alla mia ricerca…normalissimo direi…

Heroes Reborn: Gemini

Sviluppatore: Phosphor Games
Publisher: Phosphor Games
Genere: FPS Action/Adventure
Disponibile: Digital only
PEGI: 16
Lingua: Testi Italiano, Voci Inglese
Versione Testata: PC (Steam)
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dove trovo posso acquistarlo?

Sito dello sviluppatore

Xbox Marketplace

Steam

Contenuti

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a…

Galleria

Heroes Reborn: Gemini non vincerà mai un premio come Gioco dell’Anno, ma riesce ad essere più interessante dell’intera serie TV dal quale è stato partorito ed è comunque un’impresa non da poco, considerando le basse aspettative di partenza. Per quello che vale (e dura), fa comunque una discreta figura, per questo ne consiglio l’acquisto durante qualche calo di prezzo, per poter passare un paio d’ore senza pretese, con quello che è un gioco senza infamia e senza lode. Di sicuro, saranno sempre ore meglio spese, che a guardare “Heroes Reborn” in tv.

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Good

  • Usare e combinare i vari poteri è molto soddisfacente
  • Graficamente buono...
  • Può essere giocato anche se non si conosce la serie TV

Bad

  • Molto, molto corto
  • ...ma con frequenti cali di frame rate e pop-in delle texture
  • La libertà di esplorazione è pari a zero
  • IA dei nemici schizofrenica
6.5

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"
  • Roberto Maurizzi

    ma LOL ^^;