THERE MUST ALWAYS BE A LICH KING…

Hearthstone – Cavalieri del Trono di Ghiaccio

Sviluppatore: Blizzard Entertainment
Publisher: Activision Blizzard
Genere: Card Game
Disponibile: Digital
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC

Come ormai da tradizione, agosto è il mese della seconda espansione annuale di Hearthstone. Dopo il successo dell’avventura giurassica nel cratere di Un’Goro, siamo chiamati ad inoltrarci nelle terre di Nordania e destinati a compiere una delle imprese più ardue ed emblematiche della storia di Warcraft: sconfiggere il Re dei Lich.

Questa sarà la missione principale ne “Cavalieri del Trono di Ghiaccio”, la nuova espansione di Hearthstone che porta con sé 135 nuove carte – di cui buona parte di tipo “non-morto”- e nuove meccaniche di gioco. La portata principale è costituita dai cavalieri che danno il titolo dell’espansione, infatti ogni classe vanta un’esclusiva carta eroe che trasformerà il nostro in un Cavaliere della Morte. In termini di gameplay questo significherà, oltre a beneficiare di un bonus di 5 punti armatura, un nuovo potere eroe e devastanti Gridi di Battaglia che consentiranno di avere un impatto immediato sul campo. Gli effetti sono tra i più disparati: passiamo dalla rianimazione di massa dei demoni deceduti di Gul’dan il Razziasangue alla possibilità di assemblare una Zombestia (una fusione di effetti, statistiche e costo di due carte bestia) di Rexxar il Predamorte. Uno dei cavalieri più interessanti è la nuova leggendaria del ladro, Valeera l’Empia, che può contare su un turno di furtività, così da renderla inattaccabile, e su un potere eroe passivo che ci permetterà di copiare l’ultima carta giocata, effetto che si sposa alla meraviglia con la tendenza del ladro di giocare numerose magie.
Altra “nuova” meccanica di gioco è Furto Vitale, i servitori o le magie che presentano questa parole chiave, trasformano i danni inflitti in altrettante cure per il nostro eroe. Le virgolette sono d’obbligo in quanto esistevano già carte come Bronin Trincafiamme, leggendaria del Paladino, che presentavano questa meccanica ma non si trattava ancora di un parole chiave; in qualsiasi caso ora lo è, ed è anche piuttosto popolare.
Tra le carte neutre sarebbe ingiusto non ricordare la carta del Re dei Lich: un 8/8 con Provocazione che ci donerà alla fine di ogni turno una carta Cavaliere della Morte, questa non è una delle carte eroe sopracitate ma una potente magia tra le otto a disposizione, tutte ispirate ai poteri della classe in World of Warcraft.

UN’AVVENTURA GLACIALE

Questa new entry segna anche il ritorno delle missioni in single player tipiche delle avventure, abbandonate in favore di tre espansione annue. Scelta che non aveva fatto gioire gli utenti free-to-play di Hearthstone, timorosi di non riuscire più a star dietro alla mole di carte rilasciate annualmente; ricordiamo che una volta acquistata un’avventura, in soldi reali o con la valuta del gioco, si avevano a disposizioni tutte le carte di essa, ora sarà molto complicato ottenere tutte le carte di ogni espansione, anche comprando decine e decine di pacchetti.
Per compensare questa scelta, Blizzard ha regalato alcune buste come premio delle Risse delle settimane precedenti alla release dell’espansione, ai quali si aggiungono quelli ricevuti in premio per aver superato le nuove missioni. In aggiunta, concludendo il simpatico prologo, si è ricompensati con una Carta eroe casuale tra le nove disponibili – scelta che personalmente ho estremamente apprezzato -, dando così la possibilità a tutti di utilizzare un Cavaliere della Morte; probabilmente si tratta di una decisione presa in seguito alle numerose lamentele di utenti che non avevano trovato nei pacchetti le carte Missione, nuova tipologia di carta presentata nella precedente espansione Viaggio a Un’Goro.

Il prologo non rappresenta nessun tipo di sfida essendo totalmente scriptato, risulta comunque molto simpatico e pieno di quelle trovate meta-videoludiche a cui Hearthstone ci ha abituato: in particolare mi ha strappato un sorriso un servitore nemico chiamato “A. F. Kappa” incapace di attaccare.
Concluso il prologo e ottenuta la Carta eroe di cui sopra, mi sono avventurato nella prima ala, dove finalmente mi sono potuto misurare con delle sfide degne di tal nome.

Il primo boss è il Sire Ossamorte, un avversario non particolarmente ostico ma che mi ha obbligato a mettere in campo – no, non quello di gioco – una buona dose di pazienza, visto che può curare totalmente la sua salute grazie al suo potere eroe: per batterlo ho dovuto aspettare che terminasse le carte del suo mazzo e che i danni da fatica lo finissero. In tal senso, mi è corso in soccorso un classico mazzo Guerriero Controllo.
Avanzo velocemente nell’ala sconfiggendo il secondo boss, immune da qualsiasi tipo di danno eccetto quelli provocati da armi – un buon mazzo pirata ha reso lo scontro veloce ed indolore – per poi trovarmi davanti alla Dama Soffiamorte “prima che venisse nerfata” come ci annuncia goliardicamente il Re dei Lich in persona. Non mi faccio intimorire e libero la prima ala, nonostante i 90 punti armatura dell’ultimo boss.

La seconda ala si rivela molto più facile della precedente. Tra i tre avversari risalta il Professor Putricidio in un incontro diviso in tre fasi, come il più classico dei boss di Zelda. Si fa ben presto a capire che si tratta solo della quiete prima della tempesta: il Re dei Lich mi attende.
La sfida con Arthas è estremante ardua e varia in base alla classe che si deciderà di usare: proprio questa caratteristica era stato rivelata sin dalla presentazione dell’espansione, ma francamente speravo in qualcosa di più articolato. Itutto si limita alla prima magia giocata dal signore dei non-morti, che comunque obbliga a scelte oculate in fase di costruzione del mazzo. Sconfitto il temibile avversario con ogni classe, si è premiati con un nuovo ritratto del Paladino, ritraente proprio il Principe Arthas.
Lo ammetto, pur trovando alcuni boss significativamente più semplici di altri, il livello di sfida medio è abbastanza equilibrato, e sono soddisfatto. Risulta lievemente frustrante solamente il boss finale che obbliga a ricominciare più volte la partita qualora non fossero disponibili le carte perfette per iniziare il match. Il tutto risulterebbe particolarmente ostico se non si dovesse disporre di una collezione di carte particolarmente ampia, ma considerando che per avere il pacchetto premio basta battere il Re dei Lich una volta, non è un aspetto che mi sento di penalizzare pesantemente.

Naturalmente non posso esimermi dall’analisi dell’impatto delle nuove carte sul metagame attuale, probabilmente l’aspetto più importante e anche quello su cui iniziano ad esserci dei problemi. Nonostante la riduzione dell’uso di carte con effetti casuali – l’aspetto più criticato dalla community di Hearthstone – non ci troviamo davanti ad un’evoluzione particolarmente virtuosa. Infatti, dopo un paio di giorni di meta abbastanza vario, con i vari giocatori che sperimentavano nuovi mazzi e, soprattutto le nuove carte eroe, il palcoscenico standard è stato cannibalizzato dai mazzi Druido, lasciando poca scena alle altre classi. Questo a causa di davvero troppe carte sbilanciate date alla classe mutaforma, tra cui risultano Malfurion l’Infetto, carta eroe della classe che adatta i suoi effetti a seconda delle necessità, e soprattutto la nuova epica Infestazione Totale che, al costo di ben 10 mana, infliggerà cinque danni ad un bersaglio, ci farà pescare cinque carte, fornirà 5 punti armatura ed evocherà un servitore -neanche a dirlo- 5/5. La forza della carta è indiscutibile, si potrebbe parlare di un buon bilanciamento considerando il costo della carta, ma questo sarebbe un discorso valido solo se si parlasse di un’altra classe, invece è caratteristica dei mazzi Druido velocizzare – rampare, per chi mastica il gergo – l’acquisto di cristalli di mana riuscendo a giocare questa carta a turno sei-sette e indirizzando l’andamento delle partite.
In aggiunta, se normalmente i mazzi druido più utilizzati – Jade e Ramp – soffrivano i match-up contro mazzi aggressivi, questo non avviene più grazie ad una nuova magia, Diffusione della Piaga, carta a costo cinque che evoca uno scarabeo 1/5 finché non si ha lo stesso numero di servitori dell’avversario, estremamente utile per arginare i mazzi più veloci.

La situazione attuale in standard – nella modalità Selvaggia la varietà è maggiore – è quasi oppressiva, la scelta dei mazzi per scalare la modalità classificata si limita tra i vari archetipi Druido e i – pochissimi – mazzi che hanno un buon match-up contro di essi. Gli sviluppatori hanno affermato che stanno monitorando la situazione ma non sono ancora intervenuti in quanto l’espansione è stata appena rilasciata e vogliono osservare l’andamento del metagame, se la situazione non dovesse migliorare saranno pronti a nerfare alcune carte.
Dubito che si tratti di una situazione risolvibile senza un intervento “dall’alto” ma spero che questa problematica venga risolta in fretta, permettendo a Cavalieri del Trono di Ghiaccio di esprimere il suo pieno potenziale che, come avrete intuito da questo fiume di parole, è davvero ottimo.

Cavalieri del Trono di Ghiaccio si presenta come un’espansione di ottima fattura, riuscendo a bissare il successo dell’ottima Viaggio a Un’Goro, se non a superarlo, grazie di una nuova tipologia di carta nettamente più riuscita rispetto alle carte missione, cadute presto nel dimenticatoio. Pollice verso l’alto anche per il ritorno delle missioni single player, diversificate a dovere ed impegnative, riuscendo a risultare un ottimo mezzo per staccare dagli scontri PvP, dove lo strapotere del Druido limita la sperimentazione di nuovi mazzi e mina la salute del meta.

verde

Good

  • Nuova tipologia carta eroe .
  • Sfide single player divertenti e impegnative…
  • Voice Acting e animazioni.

Bad

  • Bilanciamento del Druido da rivedere.
  • …picco di difficoltà per il Re dei Lich.
7.5

Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.