Attenti alle notti di luna piena

Hearthstone – Boscotetro

Sviluppatore: Blizzard
Publisher: Blizzard Entertainment
Genere: Gioco di Carte
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC

Sono passati già quattro anni dal rilascio ufficiale di Hearthstone, e da quel lontano 2014 il gioco di carte Blizzard ha saputo evolversi ed innovarsi di continuo, fino a diventare il titolo di riferimento tra gli appassionati del genere. Boscotetro, l’espansione che analizzerò oggi, inaugura l’Anno del Corvo, la nuova stagione Standard di Hearthstone, che va a sostituire l’Anno del Mammut, la stagione che ha introdotto più novità all’interno del gioco. Infatti, nel 2017 i giocatori hanno visto fare capolino nei loro mazzi nuove tipologie di carte: le missioni, le carte eroe e le armi leggendarie, capaci di portare una ventata d’aria fresca con le loro meccaniche inedite. In Boscotetro, non abbiamo nessuna nuova tipologia di carta – come sempre sono state introdotte nuove abilità, ma ci tornerò in seguito – ma comunque gli sviluppatori hanno scelto di mantenere due carte leggendarie per classe. Da un lato, questa decisione ha fatto storcere il naso a molti giocatori, preoccupati di non riuscire a completare il proprio arsenale, ma ritengo sia una scelta comprensibile se si pensa nell’ottica della diversità dei mazzi. Recentemente carte leggendarie neutrali quali il Principe Keleseth e Sghigno il Pirata hanno invaso quasi tutte le nove classi di Hearthstone, dando l’impressione di aver a che fare con sempre lo stesso mazzo ma con un potere eroe e una manciata di carte diverse.

MANNARI ECHI E CACCIATORI

Pur non vantando una nuova tipologia di carta, Boscotetro risulta molto interessante per le meccaniche introdotte. La più importante è senza dubbio Assalto, nuova parola chiave che permette ai servitori di attaccare appena entrati nel campo di battaglia, ma con una differenza fondamentale rispetto a Carica. Il servitore in questione può scontrarsi solo con altri servitori, rendendo questa meccanica orientata verso tipologie di mazzo Tempo o Midrange, piuttosto che Aggro. Carica è sempre stata una meccanica problematica, diverse carte con questa abilità sono state nerfate per ridurne l’esplosività: Sghigno il Pirata sopracitato è solo l’ultimo esempio di una lunga lista. Per questa ragione non sorprende vedere un’abilità – che almeno in teoria – potrà sostituire in futuro Carica, rendendo il gioco molto più equilibrato. Eco è l’altra nuova abilità introdotta nell’espansione, e permette di giocare la stessa carta più volte in un turno, naturalmente a patto di pagare il suo costo di mana. Queste carte hanno saputo dare nuova linfa a mazzi quali Taunt Warrior e Quest Rogue, che ora riescono a completare molto più velocemente l’obiettivo delle missioni e di conseguenza ottenere le potenti ricompense. In un’espansione a tema spettrale come Boscotetro potevano mancare i Worgen, i mannari di Warcraft? Assolutamente no, e infatti diverse carte si trasformano in mano ai giocatori, cambiando effettivamente l’illustrazione dei servitori tramutandoli da umani a Worgen e viceversa, e invertendo le statistiche di attacco e salute. Nonostante queste carte non siano riuscite ad ottenere un grande successo, si tratta di una scelta di design molto azzeccata, che mi auguro di vedere ancora in futuro.

Già viste in Coboldi & Catacombe ritornano anche le Dungeon Run, la modalità di gioco in single player roguelike che permette di sfidare l’I.A del gioco con un mazzo personalizzabile con carte extra dopo ogni vittoria. In Boscotetro si chiamano Caccia ai Mostri e invece di avere tutte le nove classi di gioco, sono a disposizione quattro eroi provenienti dalla nuova espansione. Al momento dell’annuncio, non avevo apprezzato l’idea di avere solo quattro personaggi con cui affrontare questa modalità, ma mi sono velocemente ricreduto giocandoci. Il numero ridotto è giustificato dal lavoro fatto per ognuno dei quattro personaggi, che vanta un potere eroe inedito, nuove carte e possibilità di personalizzazione specifiche con i tesori ottenibili dopo aver sconfitto gli avversari. Una volta portate a termine le cacce con tutte e quattro le classi disponibili, si sbloccherà la sfida finale contro Hagatha la Strega, carta eroe leggendaria dello Sciamano e, all’interno della lore dell’espansione, la colpevole della maledizione che tormenta Boscotetro e i suoi abitanti. Non voglio anticipare nulla di questa sfida, lasciando tutta la sorpresa ai cacciatori più abili e temerari.

Come per la scorsa espansione (qui la mia recensione), la componente single player è ancora l’elemento più riuscito di Boscotetro, risultando una modalità estremamente rigiocabile e un’ottima alternativa alle sfide contro gli altri giocatori, che ancora una volta hanno diverse problematiche.

Parlando del metagame standard di inizio anno è necessario fare una premessa: il ristretto numero di carte a disposizione dei giocatori in questo periodo della stagione, difficilmente permette di avere uno scenario competitivo sano e variegato, ma con Boscotetro è diventato ancora più chiaro il problema principale di questo gioco. La community si è lamentata a più riprese della troppa casualità del gioco di carte di Blizzard, ma la problematica che nuoce il cuore di Hearthstone è la scarsa interattività. I primi giorni dopo il rilascio di Boscotetro sono stati teatro dei turni infiniti causati dall’effetto di Ciciazampa, leggendaria dello Stregone che ripete tutti i Gridi di Battaglia che l’utente ha giocato durante la partita. Questa carta era al centro di una combo che causava turni interminabili, che riuscivano a durare quasi 10 minuti a causa dei tempi di animazione della carta leggendaria. Blizzard ha annunciato che i tempi di animazione della leggendaria saranno raddoppiati e che verrà messo un limite al numero di Gridi di Battaglia riprodotti (stabilito a venti), tuttavia il mazzo ha smesso di registrare velocemente successi, risultando troppo debole contro i mazzi aggro. In particolare, le due varianti del Paladino, la classe che ha giovato maggiormente degli effetti di Genn Mantogrigio e Baku la Mangialune, che agiscono sul potere eroe; il primo riducendone il costo a uno a patto di avere un mazzo di sole carte dal costo pari, e la seconda potenziandolo come avveniva con Giustiziera Cuorsincero, ma solo se si dispone di un mazzo contenente solo carte dispari. Il festival della scarsa interattiva continua con il ritorno del Quest Rogue, che non lascia scampo a quasi tutti i mazzi controllo, e lo Spiteful Druid, capace di giocare un servitore a costo dieci nei primi turni di gioco grazie all’Evocatrice Astiosa. Si spera in un intervento del team di sviluppo, attualmente lo stato del metagame in standard non è sano, costringendo molti giocatori a migrare in modalità selvaggia, dove la situazione è meno grave.

Boscotetro riesce ad introdurre nuove meccaniche di gioco molto varie e che avranno un impatto sicuro sul futuro del card game di Blizzard, in particolare Assalto, la versione rivista e corretta di Carica. La modalità Caccia ai Mostri migliora quanto visto nelle Dungeon Run e risulta essere la componente più riuscita dell’espansione. Ancora problemi, invece, per lo stato del metagame del panorama standard, condizionato da sempre dalle stesse problematiche, ma messe in risalto con le nuove carte introdotte da questo nuovo set.

semafori indie-03

Good

  • Le nuove meccaniche introdotte sono molto interessanti e riuscite.
  • La Caccia ai Mostri è un ulteriore passo in avanti per la componente single player.

Bad

  • Il metagame continua avere problemi di eterogeneità e interattività.
7

Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.