Corse off-road in salsa puramente arcade

Antonio Izzo

Gravel

Sviluppatore: Milestone
Publisher: Milestone
Genere: Corse
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 3+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Avevo molte aspettative su Gravel. I ragazzi di Milestone sfornano titoli ad un ritmo invidiabile, che siano su due o su quattro ruote. Tutti, sempre, di ottima fattura, altrimenti non staremmo ancora a parlare dei talentuosi ragazzi milanesi, che portano avanti la baracca da oltre vent’anni. Eppure, non sono mai riusciti a compiere un vero e proprio salto di qualità. Dai loro studi non è mai uscito un titolo capace di ridefinire il genere o di scuotere il mercato. Solo prodotti confezionati con cura da abili mestieranti, che i giochi di corse li hanno ormai cuciti nel proprio DNA. Non mi sto certo lamentando (o meglio, non più di tanto) ma sono sicuro che quel colpo lì, quello grosso, ce l’hanno in canna, e io credevo (e speravo) che fosse proprio questo Gravel. Liberi da una licenza ufficiale e messo da parte quel mix tra arcade e simulazione che tanto va di moda oggi, Milestone è tornata all’arcade puro e crudo, quello di Sega Rally e delle sale giochi, quello che ti permette di mettere di traverso un bolide da 400 cavalli su un pendio fangoso facendosi largo a colpi di sportellate. Quello adrenalinico, che ignora volutamente le leggi della fisica per pompare adrenalina nei cuori dei videogiocatori. Gravel ci riesce a meraviglia per la maggior parte del tempo, ma poi perde colpi in più di un’occasione.

Il modello di guida funziona molto bene. Com’è ormai tradizione, può essere liberamente personalizzato dai giocatori, ma il mio consiglio è quello di disattivare tutti gli aiuti a disposizione. Sono sostanzialmente inutili, poiché anche senza di essi Gravel rimane un arcade puro che non sconfina mai nei territori della simulazione. Da questo punto di vista è stato svolto un lavoro eccellente, poiché le auto sono davvero piacevoli da guidare, che è uno dei migliori complimenti che si possano fare ad un titolo del genere. Il modello di guida restituisce il giusto senso di pesantezza mentre il comportamento dei veicoli, nei limiti del genere, è ben differenziato. Rettilinei, salti, sgommate, tornanti, i bolidi di Gravel si comportano egregiamente in tutte le situazioni. A meno che non si urti qualcosa, poiché in questi casi la magia rischia di rompersi.

SOLIDO, MA NON ECCELLENTE

La sensazione è che nella gestione delle collisioni non è stata risposta la stessa cura riservata alla progettazione del modello di guida. Queste sono imprevedibili, e fin troppo spesso gli esiti degli urti con le altre auto non sono commisurati all’angolazione e alla forza degli stessi. Il problema più grave l’ho invece riscontrato in alcune piste, quando strisciando sul guardrail l’auto si è letteralmente inchiodata, come se avesse urtato un paletto invisibile. Sia chiaro: non è un problema frequente, in 20 ore di gioco mi è capitato solo qualche volta, ma da questo punto di vista Milestone avrebbe potuto fare un lavoro migliore al fine di valorizzare ancora di più il riuscito modello di guida e le tante auto a disposizione.

Il parco veicoli non è vastissimo e non può competere con quelli dei titoli di punta di Sony e Microsoft, ma è perfettamente in grado di appagare tutti gli appassionati dell’off-road. Dalle immancabili leggende del Gruppo B, ai bolidi degli anni’90 come la Subaru Impreza, la Toyota Celica Turbo 4WD e la Lancia Delta Integrale Evoluzione, fino ad arrivare alle protagoniste dello Speed-Cross, tra cui Mini Countryman e la Ford Fiesta ST. Le vetture più ambite, chiaramente, vanno sbloccate, e ciò è reso possibile dalla più classica delle progressioni lineari, che prevede l’accumulo di esperienza per aumentare di livello, possibile in ognuna delle modalità messe a disposizione, come Gara Singola e Time Attack. Il cuore della produzione è tuttavia la carriera, presentata al giocatore sotto forma di un fittizio show televisivo, l’Off-Road Masters, con tanto di presentatore interamente doppiato in italiano. Nulla di articolato, solo una serie di eventi che si susseguono uno dietro l’altro in maniera decisamente lineare e ben poco avvincente. Non c’è un team da gestire, sponsor da scegliere, o un qualsiasi altro orpello aggiuntivo in grado rendere più varia la progressione ed eliminare la sensazione che la carriera non sia altro che una lista di eventi. Così fatta, non è altro che un semplice pretesto per spedire i piloti a gareggiare in quattro differenti specialità – Cross Country (tracciati punto a punto), Wild Rush (gare a giri in location naturali), Speed Cross (in circuiti reali) e Stadio – nelle innumerevoli location sparse per il globo. Dai deserti della Namibia alle assolate spiagge dell’oceano pacifico, passando per i paesaggi innevati del Monte Bianco al circuito tutto italiano di Franciacorta. In quanto a varietà, almeno, Gravel batte a mani basse molti dei suoi diretti concorrenti ed è anche in grado di appagare lo sguardo grazie all’ottima realizzazione dei tracciati, merito in larga parte dell’Unreal Engine 4 che ha valorizzato appieno l’ottimo lavoro degli sviluppatori. Milestone ha cominciato ad adottare il potente e versatile motore di Epic Games dall’anno scorso, con MXGP 3. Mai scelta fu più azzeccata! Grazie ad esso i milanesi sono riusciti a fare un salto di qualità anche dal punto di vista grafico, che mancava da tanto (troppo) tempo. I veicoli sono riprodotti con cura, le ambientazioni sono ricche di dettagli e il tutto è valorizzato da effettistica di buona fattura e illuminazione di qualità. Su PC, inoltre, è ottimizzato benissimo ed è estremamente scalabile. L’ottima realizzazione tecnica, purtroppo, non riesce a nascondere il pessimo design di una tipologia di tracciati in particolare, quelli punto a punto. Questi sono noiosi da percorrere, poiché non offrono nessuna sfida di rilievo al giocatori.

Basta percorrere il tracciato della Namibia per rendersene subito conto: chilometri e chilometri di strada larga e dritta, interrotti da sporadiche curve in cui spesso non c’è neppure bisogno di alzare il piede dall’acceleratore o di frenare. Un aspetto che francamente mi ha lasciato basito, poiché i designer avrebbero potuto letteralmente sbizzarrirsi nel creare le configurazioni più diverse, non dovendo adeguarsi a nulla di realmente esistente. Un vero peccato. Fortunatamente, il problema non si presenta nei circuiti e negli stadi, che invece sono piacevoli da percorrere, oltre che belli da vedere. Completa l’offerta il comparto multiplayer, decisamente povero. Oltre alle classiche gare, offre le modalità Cattura la Bandiera e Re, che non riescono tuttavia ad essere molto avvincenti. Non a caso, le partite sono spesso semi-vuote e su PC non sono mai riuscito a gareggiare con una griglia al completo

Gravel, in ogni caso, rimane un buon titolo, anche se nulla di ciò che offre raggiunge l’eccellenza. Con una carriera più articolata ed ambiziosa, una gestione delle collisioni più curata e un design dei tracciati più oculato, sarebbe stato un titolo eccezionale. Ed invece è solo un altro buon gioco nel curriculum dello studio milanese, che però rappresenta una solida base di partenza per i lavori futuri, nella speranza che prima o poi arrivi il colpaccio.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE


Gravel - PlayStation 4 (Videogioco)


List Price: EUR 69,99
New From: EUR 38,60 In Stock
Used from: EUR 39,00 In Stock
Release date February 27, 2018.

Gravel - Xbox One (Videogioco)


List Price: EUR 69,99
New From: EUR 38,90 In Stock
Used from: EUR 30,00 In Stock
Release date February 27, 2018.

Gravel - PC (Gioco per computer)


List Price: EUR 49,99
New From: EUR 45,99 In Stock
Used from: Out of Stock
Release date February 27, 2018.

Liberi da una licenza ufficiale, i ragazzi di Milestone si sono avventurati nell’arcade nudo e crudo con la solita abilità che li contraddistingue. Gravel è un prodotto solido, con un modello di guida appagante e un’offerta ludica di tutto rispetto, varia e corposa allo stesso tempo. Di tanto in tanto, però, lascia l’amaro in bocca a causa delle collisioni mal calibrate, del design di alcuni tracciati troppo elementare e di una progressione troppo ingessata che svolge il suo lavoro senza appassionare. Resta un prodotto consigliato a tutti gli amanti del genere alla ricerca di un’esperienza perlopiù single-player, meglio però se a prezzo ridotto.

giallo

Good

  • Modello di guida arcade ottimamente realizzato.
  • Comparto tecnico di qualità grazie all’Unreal Engine sfruttato a dovere.
  • Parco auto non sterminato, ma completo.

Bad

  • Progressione della carriera troppo lineare.
  • Design dei tracciati punto a punto troppo elementare.
  • Gestione delle collisioni da rivedere.
  • Multiplayer povero e semi-deserto su PC.
6.9

Antonio Izzo
Videogiocatore da più di vent'anni, passa senza soluzione di continuità da una piattaforma all'altra e da un genere all'altro. Dategli un pad e vi solleverà il mondo.