Grand Kingdom

Grand Kingdom

Sviluppatore: Spike Chunsoft
Publisher: NIS America
Genere: RPG Tattico
Disponibile: Digital (BETA)
Lingua: Inglese
Data di lancio: 17 giugno 2016

grand kingdom art001A volte, forse per effetto di misteriosi allineamenti astrali o magiche telepatie tra sviluppatori, succedono cose veramente strane.

Una di queste stranezze riguarda uno dei gioielli dimenticati dell’era Playstation, Valkyrie Profile, un gioco di ruolo atipico, non lineare, il cui battle system ibrido tra sistema a turni e rapidità action era decisamente lontano da qualsiasi cosa vista prima. Negli ultimi mesi, dopo più di dieci anni di completa assenza dalle scene videoludiche, questo sistema di gioco dev’essersi presentato nei sogni di più di un developer nel mondo, dal momento che non solo Tri-Ace ha annunciato uno spin off android e un futuro sequel della sua fortunata saga, ma sia Indivisible – bel progetto kickstarter a opera di Lab Zero – che questo Grand Kingdom non fanno mistero di prendere a piene mani dal ben pianificato sistema di Valkyirie Profile.

Ridurre Grand Kingdom a una semplice opera derivativa, però, significherebbe fargli un enorme torto. Discendente spirituale di Grand Knight History. validissimo titolo di nicchia sviluppato da Vanillaware che non ha mai lasciato l’arcipelago giapponese, Grand Kingdom riprende gran parte delle feature già presenti nel suo predecessore per PSP. Prepariamoci, quindi, a una montagna di elementi tattici, menù a profusione e talmente tante statistiche e variabili da far impallidire anche un gestionale.Anche perché, nell’anima, questo Grand Kingdom non è un semplice SRPG come migliaia di altri sul mercato, ma un ben miscelato cocktail di elementi lontanissimi tra loro.

grand-kingdom-artwork-11Primo, e più importante, è il pretesto su cui si basa l’interezza del gioco: dopo la caduta del prosperoso regno di Uldain, quattro nazioni sono in guerra tra loro per reclamare il dominio dell’intero continente, al giocatore – nei panni di un capo mercenario – non resta altra scelta che radunare una nuova compagnia di soldati e cercare fortuna barcamenandosi tra contratti e avventure. Seppur generica e fumosa, quest’introduzione funziona perfettamente per dare l’idea del compito che ci aspetta, non vestiamo i panni di un semplice eroe mosso dall’amore per la scoperta o dall’ideale di giustizia, ma un vero e proprio guerriero prezzolato in cerca di fortuna.

Proprio per questa ragione una particolare enfasi è posta sull’accettazione e selezione dei contratti, ma anche sul reclutamento e personalizzazione della propria compagnia di mercenari. Grazie a una comoda schermata è infatti possibile selezionare quali truppe reclutare in squadra, decidendone i canonici nome e classe, personalizzandone non soltanto le statistiche ma addirittura colore dei vestiti, dei capelli e tono vocale. Una volta completata la squadra e scelta una missione ci aspetta il vero cuore pulsante del gioco.

Il gameplay di Grand Kingdom si divide in due fasi distinte – quella esplorativa, basata sul movimento di una pedina su delle mappe che ricordano molto da vicino quelle di un gioco da tavolo, e quella di combattimento.

Il battle system di Grand Kingdom è un riuscito pout-purrì di idee già conosciute in diversi giochi, miscelato con sapienza in modo da trascendere le sue fonti d’ispirazione e dare vita a un prodotto originale. Se il piazzamento delle unità su tre file ricorda molto i giochi della serie Megaman EXE per nintendo DS, la possibilità di eseguire le combo assegnate a ogni personaggio tramite la pressione dei vari tasti è indubbiamente reminiscente del succitato Valkyrie Profile; a tutto questo, poi, si aggiunge un interessante sistema di stamina e limitazione dei movimenti che aggiunge un buon tocco di strategia al tutto.

Purtroppo però, non è tutto oro quel che luccica, e a fronte di un sistema di gameplay che pare essere solido e divertente è stato impossibile non notare alcune carenze a livello stilistico rispetto al suo predecessore.

Se Grand Knight History poteva vantare il completo supporto di Vanillaware e la inconfondibile mano di George Kamitani al character design, l’elemento stilistico di questo sequel esce inesorabilmente scornato dal confronto. La natura ibrida del battle system, poi, per quanto divertente, rischia di trasformarsi rapidamente in un onere ripetitivo in assenza di nuovi elementi capaci di catalizzare l’attenzione del giocatore. Lo stesso vale per la natura schematica e impersonale dei contratti da mercenario, divertenti in piccole dosi, adatti specialmente a una console portatile focalizzata su brevi e sporadiche partite, meno convincente per lunghe sessioni di gioco di fronte a un televisore.

Nel gioco completo, in uscita a metà Giugno su PS4 e PSVita, saranno compresi elementi multigiocatore asimmetrici che ci permetteranno di invadere i campi base nemici per razziare le loro risorse o semplicemente sfidarne le squadre.

Che Grand Kingdom diventi un successo o un estenuante esercizio di grind dipende unicamente dalla capacità di sceneggiatori e developer di creare una storia intrigante e inserire abbastanza elementi da tenere viva la voglia di continuare ad affrontare battaglia dopo battaglia, incrociamo le dita!

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.