Oggi ha vinto lo Sport

Monica Neddi

Gran Turismo Sport

Sviluppatore: Polyphony Digital
Publisher: Polyphony Digital
Genere: Gioco di corse
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 3+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4 – PS4 Pro
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Inizio anche stavolta andando al sodo: questo non è Gran Turismo 7. Quello SPORT tutto maiuscolo nel titolo sullo store cerca disperatamente di farsi notare, ma l’entusiasmo dei più che hanno atteso per anni un Gran Turismo su questa generazione di console è cieco, ed è bastato sapere che è un nuovo titolo della serie per preorder e hype smodato. Per poi scoprire amaramente che, appunto, non si tratta di Gran Turismo 7.

Lo Sport del titolo è la modalità online competitiva, che nel cuore ha la collaborazione con la Fédération Internationale de l’Automobile: si tratta di tre gare giornaliere (diventate davvero giornaliere solo dal 31 ottobre, a un paio di settimane dal lancio), in categorie diverse, e del campionato vero e proprio, ed è la grande scommessa di Polyphony.

In questo periodo in cui gli esport raccolgono sempre più consensi, con tanto di avvicinamento del comitato olimpico internazionale, la decisione di dedicare un Gran Turismo interamente alla competizione online, quando l’automobilismo e la stessa serie col suo susseguirsi di gare sono naturalmente protesi in quella direzione, non sarebbe un azzardo se non fosse per il fatto che tradizionalmente il giocatore medio di Gran Turismo è abituato a un altro tipo di gioco, in solitaria lontano dalla rete. Se pure il sistema di guida si mantiene lo stesso, senza sorprese, si tratta di un progetto innovativo sulla falsariga della GT Academy, con conseguenze reali per i più bravi (in questo caso si parla della possibilità di prendere una patente reale “FIA Gran Turismo Digital Licence”) e tutto il peso viene spostato sulla parte online (che ovviamente richiede il Plus), creando una bella spaccatura rispetto alle abitudini.

YES I’M GONNA BE A STAR

Viene richiesta dedizione e costanza, nel migliorare i propri tempi di qualifica, nel connettersi ogni giorno, nell’adattarsi alle piste offerte, nell’usare qualsiasi auto venga presentata, un po’ come nelle patenti dei giochi precedenti – già, non sempre saranno le auto del nostro garage a essere utilizzate. Come premio per questo, per la correttezza nella guida, per il miglioramento dei tempi, per la capacità nelle gare, si avrà la possibilità di competere ad alti livelli, fino a contendersi, per i top player, un trofeo che per questo primo anno è basato su una replica di Forme uniche della continuità nello spazio di Boccioni (sì, quella scultura futurista che sta sui 20 centesimi).

In particolare, una guida corretta regola il valore di sportività (Sportsmanship Rating), che influisce direttamente sul Driver Rating e quindi permette di accedere a gare di livello superiore, ed entrambi i valori sono visibili sul profilo dei piloti e nelle griglie di gara. Il sistema sulla carta funziona bene, ma nella pratica, in questi prime settimane, ha sofferto di problemi non da poco, non distinguendo in alcun modo tra i responsabili dei comportamenti scorretti e chi si è visto arrivare addosso un bolide, punendo entrambi allo stesso modo.

L’educazione alla guida viene demandata a due video, per un totale di meno di 5 minuti, nei quali viene accennato il più genericamente possibile che cosa costituisca una guida corretta e cosa no: non fate cose che vi mettano in cattiva luce (don’t do things that make you look bad)! Polyphony ritiene questi video talmente importanti che se non li si guarda non si può accedere a tutto il gioco online, peccato che al termine non vi sia nessun tipo di test a risposta multipla o altro: si può avviare il primo, mettere su il caffè, avviare il secondo, fare una capatina in bagno, e ok, siete pronti per andare a sfidare il mondo senza realmente aver visto mezzo fotogramma. E guadagnate anche un’auto. E un trofeo. Wow.

Eppure esiste una Driving School (il centro patenti sempre uguale a se stesso sin dall’antichità), accanto alla Mission Challenge (una serie di diverse missioni che vanno dal “rimonta tutti e vinci la gara” al ”raggiungi questa velocità prima del traguardo”) e alla Circuit Experience (le piste vengono divise in sezioni da imparare fino al giro completo), cioè un sistema già esistente e ben collaudato di prove atte a migliorare le capacità di guida, in grado di insegnare grazie alle sue lezioni brevi ed efficaci le basi dei racing a persone che non ne hanno mai giocati. Viene da chiedersi come mai questa parte non sia stata espansa in modo da offrire dei casi reali per imparare la Racing Etiquette, così fondamentale in Gran Turismo Sport sia per scelta degli sviluppatori che hanno puntato il focus su di essa che proprio, di base, indispensabile per avere un multiplayer divertente che non finisca in un gigantesco autoscontro.

La modalità Campagna del titolo stavolta è costituita solo dai suddetti Driving School, Mission Challenge e Circuit Experience. Per quanto i giocatori possano venire spinti a migliorarsi poco a poco e a completare queste sfide anche per vincere le auto al termine di filotti di completamenti, per ottenere l’oro in ogni evento e dei tempi migliori rispetto a quelli dei propri amici, si tratta per lo più di sfide già viste nei titoli precedenti della serie, quindi non credo possano essere davvero fattori che invitano all’acquisto ed è anzi possibile che molti giocatori esperti decidano di saltarle.

In ogni caso scordatevi di giocare la campagna senza essere connessi al server di Gran Turismo Sport: per la volontà di preservare la corretezza della competizione online promossa dalla FIA, si è deciso di limitare enormemente le funzionalità del gioco offline. Così, è disponibile la modalità Arcade – ma senza la possibilità di salvare i progressi, intesi come crediti e punti guadagnati, e tutti i numerini che concorrono al raggiungimento degli achievement interni (chilometri percorsi, benzina consumata, punti in derapata, eccetera), che permettono di ricevere crediti e Mileage Point (da investire in un apposito store per comprare modifiche estetiche e auto speciali).

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store


Gran Turismo Sport - PlayStation 4 (Videogioco)


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Release date October 18, 2017.

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SOGNO LE STRADE VUOTE, SOGNO MACCHINE USATE

Non sono disponibili offline gli editor di livree delle automobili, di caschi e di tute, tool non eccessivamente complessi – sufficientemente solido quello delle carrozzerie – e buon passatempo in attesa che ritorni la comunicazione col server, così come il museo dell’automobile (e di Gran Turismo e di TAG Heuer) incluso nel Brand Central e pure esso indisponibile offline, con la timeline che accosta eventi di presunta importanza mondiale (il concerto per il Bangladesh al Madison Square Garden, la pubblicazione di Supernatural di Santana, tutti gli scioperi delle leghe professionistiche americane come MLB o NHL e il 250° anniversario della nascita di Mozart) alle tappe delle singole case automobilistiche.

L’accento posto sul museo e sulla storia (la Storia, anche, volendo, almeno quella più pop), insieme al primo filmato introduttivo (ce ne sono due…) che celebra i pionieri dell’automobile con musica nostalgica, crea un’aspettativa irrealizzata giacché poi all’interno del gioco si trovano auto anziane al massimo un paio di lustri. Il boss di Polyphony Kazunori Yamauchi ha rivelato che in futuro verranno aggiunte auto, anche d’epoca, tramite DLC, andando a mettere una pezza a quello che viene percepito come un parco macchine inadeguato, con ben meno di 200 bolidi disponibili.

Altra illustre mancanza in assenza comunicazione con il server è la modalità Scapes, che permette di inserire le auto del nostro garage, fino a un massimo di 3 per volta, all’interno di fotografie di varie parti del mondo, e poi di giocare con impostazioni della macchina fotografica virtuale e filtri  per ottenere delle foto che volendo si possono condividere con amici e con l’intera community. La condivisione richiede bizzarramente di inserire un titolo (preimpostato è il nome dell’auto) e una descrizione – finora i risultati sono stati risibili, evidentemente c’è poco interesse almeno al momento nello scatenare le doti dantesche – per incentivare la creazione di una community di fotoamatori, con tanto di cuoricini, commenti e hashtag per saltare da una foto all’altra. Lo stesso editor è disponibile per scattare foto delle nostre gare, direttamente dai replay.

La modalità Arcade comprende la corsa classica contro la CPU, la gara versus in split screen, un evento drift in cui derapare per guadagnare punti su sezioni precise di piste, e una sezione di realtà virtuale.

La VR è estremamente limitata, da un lato c’è uno showcase in cui possiamo ammirare il dettaglio delle auto come se fossimo al concessionario ma senza potere interagirci e dall’altro c’è una gara contro un’unica altra auto a difficoltà meno che nulla, come a voler suggerire di limitare la velocità per evitare il motion sickness (che per me è stato inferiore rispetto alla demo di Driveclub VR) e per avere il tempo di ammirare la ricostruzione dettagliata dell’abitacolo e di guardarsi in giro. Se non si possiede un volante, consiglio di impostare il pad sul controllo di movimento in modo da aumentare il senso di immersività: non essendoci sfida né bisogno di precisione è perfetto.

Per quanto riguarda il resto dell’Arcade, la parte più fastidiosa è che si può giocare solo con quanto si ha sbloccato in precedenza, e all’inizio si ha a disposizione solo una manciata di piste. Nelle gare contro il computer ci si può fare strada a sportellate, speronare gli avversari e mandarli in tribuna, il tutto senza che l’esperienza diventi educativa in preparazione ai campionati online. In più, la CPU stessa ha l’abitudine di guidare per la sua traiettoria incurante del fatto che la macchina del giocatore possa trovarsi in mezzo, ed è quindi la prima a mettersi in cattiva luce (cit.). Andando sulle corse custom si può decidere di renderle il più rigide possibile, aggiungendo anche dei danni massicci: peccato che anche dopo 7 frontali la macchina presenti solo qualche graffio sulla carrozzeria e continui a essere controllabile e guidabile, seppure con limitazioni – tira fortemente da un lato, va poco oltre i 100 all’ora. Non c’è modo di non finire la gara per incidenti, e dire che questa poteva essere un’altra strada da praticare per insegnare la Racing Etiquette.

Già, perché in realtà Gran Turismo Sport è composto da due anime: quella prettamente competitiva e quella tradizionalista, che riprende i caratteri del Gran Turismo che tutti conosciamo. Il limite maggiore del gioco è che non decide bene cosa essere e al tempo stesso attrae e repelle ilgiocatore. Cerca di creare dipendenza regalando un’auto al giorno in cambio di pochi km percorsi e inserendo un’Instagram per la pornografia a quattro ruote, ma non trova impieghi soddisfacenti per tutte le auto che si accumulano nel garage. Forza la connettività perenne per convincere i giocatori a migrare verso le Daily Races e i campionati, ma suggerisce nel menu il culto sfrenato dell’oggetto auto statuario e immobile in scenari iperrealistici. Fa bene tutte le cose importanti ma è pieno di piccoli fastidiosi bug, come i crash quando si visitano i profili degli amici, le miglia percorse che non si riazzerano nel giorno nuovo fino a quando non si corre, l’achievement che non si sblocca quando l’ultimo login avviene giocando oltre mezzanotte e viene indicato come quasi completato per sempre, gli indicatori del completamento degli achievement disallineati. Continua nonostante tutto a proclamarsi “the real driving simulator” ma ora aggiunge un “driving is for everyone” nel filmato introduttivo, insieme alla possibilità di controllare la vettura sfarfallando il pad nell’aria e una serie di aiuti alla guida molto importanti se non si gioca in modalità esperto, però il focus è sull’esport. È goffo come i banneroni religiosi blurrati sulla facciata della chiesa di Santo Spirito in Sassia.

Gran Turismo Sport è un gioco potenzialmente interessante che però fallisce per il suo essere indeciso e per il portarsi appresso la palla al piede della connessione obbligatoria per fare, in pratica, qualsiasi cosa. Manda messaggi confusi ai giocatori, come se non fosse sicuro di se stesso, e ora come ora è impossibile prevedere come evolverà nel corso dei prossimi mesi, in quale direzione. Sicuramente verranno risolti dei problemi e dovrebbero arrivare DLC. Il mio consiglio è insomma di procurarsi già adesso una copia svenduta da chi pensava di trovarsi davanti Gran Turismo 7 e godere delle gare, o per chi fosse interessato a portarsi a casa PlayStation VR di approfittare del bundle (ricordandosi che l’esperienza VR di questo titolo è estremamente limitata). O di ripassare l’anno prossimo.

giallo

Good

  • La modalità Sport è interessante.
  • Tecnicamente solido.
  • Si guida come un Gran Turismo.

Bad

  • Always online anche per i contenuti che non lo dovrebbero richiedere.
  • La scuola non insegna educazione stradale.
  • Al di fuori della gare giornaliere non c’è molto da fare.
  • Non adatto a tutti.
5.5

Monica Neddi
"se non editi sei inutile" cit.