Battiterra si nasce, ma in HD si diventa!

Majkol

Con il lancio di Xbox One su scala mondiale, Microsoft ha sancito in un modo o nell’altro l’inizio di una nuova era per la sua divisione gaming, portando nelle case di milioni di giocatori una console che, a detta di molti, fatica a tenere il passo con la diretta competitor marchiata Sony. Non solo un divario evidente di mera potenza hardware (incolmabile, secondo molti, senza l’utilizzo “de il fu cloud computing” sul quale doveva basarsi il successore di Xbox 360), ma anche tante esclusive perse a favore dell’utenza PC e tutta una serie di circostanze hanno portato il colosso di Redmond a rivedere i propri piani, svelando così nuove strategie offensive con le quali contrastare lo stradominio di Sony in Europa e in Giappone.

Quel che al momento Microsoft vuole fare è offrire qualcosa che sulla piattaforma avversaria non si possa facilmente rintracciare, come la piena compatibilità con i maggiori videogiochi pubblicati nella scorsa generazione videoludica o la possibilità di poter competere in rete con giocatori provenienti dal sempre più florido mercato PC. In quest’ottica, non stupisce che dopo la riproposizione in pompa magna dell’IP che da sempre porta alto lo stendardo di casata Xbox (chissà di chi sto parlando), anche la seconda serie più rappresentativa del multiplayer online per console made in USA sia tornata a farsi viva grazie ai ragazzi di The Coalition i quali, esattamente come è successo con Bungie e 343 Industries, hanno raccolto l’eredità di Epic Games e si sono messi a lavoro sul primo esponente della celebratissima serie Gears of War.

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Gore-Drama

Gears of War: Ultimate Edition non vuole tuttavia rappresentare ciò che la Halo: The Master Chief Collection ha significato per i fan della serie FPS sci-fi,  bensì proporsi come una sorta di assaggio in alta definizione di quella formula tanto semplice, quanto assuefacente che ha fatto il successo della saga su console di scorsa generazione e che ha dato vita a un universo in grado di espandersi su ben 4 episodi pubblicati su Xbox 360, una serie a fumetti, romanzi e via dicendo. Ladies and Gentlemen, inchinatevi di fronte al precursore dei moderni sparatutto in terza persona. Coperture permettendo, ovviamente!

Una piccola, ma doverosa premessa: in sede di recensione mi limiterò a parlare delle componenti single player dell’ultima fatica di The Coalition. La scelta nasce dalla convinzione che che gran parte degli sforzi dello sviluppatore siano stati dedicati proprio al potenziamento della modalità multigiocatore online, e proprio per poter assicurare la maggiore aderenza del voto finale alla qualità effettiva della produzione, voglio potere dedicare il mio tempo a far “amicizia” con i giocatori quando i server saranno pubblici e raggiungibili da neofiti e aficionados. Giusto per non farmi mancare nulla fra un headshot subito e una lancer-ata laggiù dove non batte il sole.

Per chi avesse dormito sotto una pietra negli ultimi dieci anni, gli eventi di Gears of War sono ambientati su un pianeta gemello del nostro geoide preferito chiamato Sera. Qui, umani e entità mostruose chiamate locuste se le danno di santa ragione per la supremazia, ma solamente la squadra di soldati protagonisti capitaneggiata dal soldato dal passato tormentato Marcus Fenix è in grado di sferrare il colpo decisivo che metterà fine al conflitto che l’umanità porta avanti da ormai 14 lunghissimi anni. Non ci vuole un appassionato di cinema d’essai per comprendere che la linea narrativa che muove le redini della campagna single player del TPS Microsoft non è esattamente un concentrato di ricercatezza e sperimentazione. I capitoli aggiuntivi della versione PC, originariamente pubblicata successivamente all’edizione per console, sono stati inseriti nella modalità storia e finalmente resi disponibili a chi li chiedeva a gran voce sulla propria Xbox. Nulla che elevi la narrazione del titolo ai livelli degli ormai impegnatissimi film-d’azione-interattivi di nuova generazione, questo è chiaro, ma è sicuramente una buona notizia per chi non si volesse perdere un solo attimo delle gesta di Dom, Marcus e gli altri componenti della squadra Delta.

La sceneggiatura è stata comunque rivista e i dialoghi parzialmente riscritti per donare alla modalità a giocatore singolo un feeling più cinematografico, ma gran parte del “lore”, ovvero la storia raccontata da elementi architettonici e di sfondo alle infinite sparatorie e spargimenti di interiora digitali di cui il titolo pare volersi fregiare, è solamente accennato e mai davvero approfondito. Fortunatamente il team di The Coalition ha voluto mettere una pezza a quella campagna single player che tanto indispettì chi si aspettava un titolo a tutto tondo e soprattutto un’esperienza di gioco dall’ampio respiro, ed è ora possibile sbloccare approfondimenti, fumetti e documentazioni opzionali con il sommarsi dei collezionabili raccolti e di obiettivi di gioco sbloccati.

Sangue Antico

Gears of War Ultimate Edition img04Dopo nove anni dalla pubblicazione è ancora possibile parlare del capostipite della serie come di un titolo ancora attuale? La risposta è un “nì” accennato dove la struttura TPS, all’epoca all’avanguardia e con tutti i suoi meriti del tempo, deve lasciare spazio ad oltre dieci anni di produzioni AAA in cui la stessa filosofia della sparatoria a copertura è stata ampiamente analizzata, destrutturata, riciclata e riscritta da molteplici sviluppatori. Sistema di controllo meccanico e appesantito dalla corpulenza del protagonista? C’è. Feeling delle armi, meccanismo di ricarica, targhette militari da collezionare e scialbi enigmi ambientali dell’edizione originale? C’è tutto. Un po’ come se fosse un cimelio da proteggere, un’eredità intoccabile, il gameplay di Gears of War: Ultimate Edition è sostanzialmente quello dell’edizione Xbox 360, alti e bassi compresi. Sarebbe stato lecito aspettarsi l’opportunità di vedere inserite nella prima grande avventura di Epic Games tutte le limature e le novità delle iterazioni più recenti del franchise, come Judgment e Gears of War 3, ma a quanto pare la scelta di The Coalition è stata quella di rispettare la visione autoriale di Epic Games e Cliff Bleszinski (vi dice niente Unreal Tournament?). Nel bene e nel male.

Gears of War Ultimate Edition art02Se a joypad in mano si percepisce una certa stanchezza, lo stesso non si può dire per tutto ciò che concerne il lato visivo. Artisticamente la serie ha sempre potuto contare su un team di concept e level designer all’avanguardia, senza mai sacrificare il fascino delle illustrazioni sull’altare di una realizzazione tecnica approssimativa. Si può infatti affermare senza alcuna remore che all’epoca di pubblicazione il primo Gears of War fu il titolo per console dalla potenza visiva più devastante mai visto sul mercato, settando un vero e proprio standard per tutti i prodotti AAA da lì a seguire. Allora si parlava di un Unreal Engine 3.3 capace di flettere i muscoli di un poly counter fino a quel momento mai visto su console, oggi questa riedizione che gira su Unreal Engine 3.8 a 1080p per 30 FPS (questi, a detta degli sviluppatori, scelti per poter regalare il miglior dettaglio possibile) rimane tuttora una vera gioia per gli occhi. Il cambiamento più vistoso è sicuramente quello che riguarda i cromatismi e in generale la palette cromatica, ora finalmente accesa e non più limitata a quelle scale di marroncino e di grigio che divennero per diversi anni a seguire un sinonimo di gioco per “nuova generazione di console”. Non è da intendere come la rivoluzione a colori che rappresentò Bulletstorm, ma se non altro i grafici del team dietro questo remake sono stati in grado di dimostrare che non serve privarsi del colore per poter creare la giusta atmosfera “gritty” tutto sangue e budella. La modellazione poligonale di personaggi e ambientazione è stata rivista avvicinando la qualità grafica in-game a quel colpo d’occhio che all’epoca ci fece sognare nel celebre filmato promozionale accompagnato dalla versione di Gary Jules di “Mad World”, sequenza che divenne un vero e proprio classico della pubblicità contemporanea.

Gears of War Ultimate Edition coverGears of War: Ultimate Edition

Sviluppatore: The Coalition
Publisher: Microsoft Studio
Genere: Sparatutto in terza persona
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Si presenta come un titolo del 2015, ma si gioca esattamente come un videogioco del 2006, questa è la duplice natura di Gears of War: Ultimate Edition, primo passo della serie nella sempre più affollata ottava generazione di console. Una lettera d’amore per i fan della serie che potranno finalmente contare sulla versione definitiva del leggendario primo episodio.

Il mio consiglio è quello di coinvolgere degli amici, procurarsi un paio di birre e lanciarsi letteralmente in un’avventura in cooperativa a difficoltà maggiorata, così da poter assaporare la vera essenza del titolo che The Coalition ha voluto tirare a lucido rispettando ciò che Epic Games creò, ormai, quasi dieci anni fa.

verde

Good

  • Comparto tecnico e artistico come tradizione della serie al top
  • Extra dell'edizione PC inclusi nella campagna a giocatore singolo
  • Prezzo ridotto

Bad

  • È un gioco del 2006 venduto in pieno 2015 e il genere TPS con coperture è ormai affollatissimo
  • Non stupisce quanto fece l'originale all'epoca
  • La durata campagna è, nonostante le aggiunte, ancora piuttosto esigua
8

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.