Come far finta di avere stile, in trenta ore e più

Riccardo

Sono sicuro che nel 2008 G-senjou no Maou fosse una bellissima visual novel. Tutto sommato la trama ha un suo perché e la componente visuale è discreta. Ma da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e persino qui in occidente sono arrivate perle di rara bellezza. Purtroppo all’alba di un 2016 promettentissimo questo titolo non mi sembra minimamente in grado di reggere il confronto la concorrenza e, dall’inizio alla fine, puzza tremendamente di amatorialità.

Funzionare solo a cervello spento

G-Senjou no maouIl problema principale del gioco è indubbiamente la storia, unico elemento davvero imprescindibile e capace – soprattutto in una visual novel – di fare la differenza tra il capolavoro e la spazzatura. G-senjou no Maou vorrebbe porsi come un thriller, ma per poterlo essere appieno dovrebbe anche rispettarne le regole. Purtroppo su questo fronte il fallimento è quasi totale, tanto che la trama può funzionare solo finché il lettore non decide di ragionare un attimo su quanto succede e scoprire all’istante gli evidenti problemi: se buona parte della narrazione è giocata sulla vera identità di Maou, perché tutti gli elementi più convincenti usati per indirizzare i sospetti del lettore vengono come dimenticati nel momento in cui si palesa la verità, senza nemmeno accennarne una spiegazione? E se ogni capitolo è incentrato sulle strategie di Haru per contrastare i piani di Maou, è davvero possibile che il cattivo vinca sempre e soltanto perché l’eroe indugia nel momento clou?
Non mancano poi insensati intermezzi comici assolutamente fini a se stessi, rotture della quarta parete usate totalmente a caso solo per strappare un sorriso, premesse di scena che cambiano a posteriori a seconda della scelte compiute e flashback che, anche quando si protraggono per quasi un’ora, non aggiungono assolutamente niente alla psicologia dei personaggi.

Se c’è una pistola, prima o poi deve sparare

G-Senjou no maouEcco, i personaggi, altro punto debole del gioco. Tra protagonisti e comprimari assistiamo a una bella carrellata di cliché: partendo dal protagonista sono troppo cool per stare con la gente ma poi scopro l’amore e mi digievolvo, passando per la spalla comica – inutile nel disegno generale – Eiichi e atterrando sulle eroine perfettamente inquadrate nei classici ~dere giapponesi, per non parlare dell’immancabile ragazza-imouto, non c’è una volta in cui qualcuno si azzardi un attimo ad andare oltre, uscire dai margini e lasciare che la storia abbia qualche influenza sulla propria personalità (tranne il protagonista, per l’appunto, ma anche quello è tutto perfettamente nei canoni e spesso completamente out of the blue).
A questo punto viene da chiedersi perché ci si sia presi la briga di rendere Haru una violinista e Kyosuke un amante della musica classica (a parte la banalissima questione del “destino”): scelte di questo tipo devono andare oltre il semplice “rendere un personaggio particolare” e se le capacità dei due esulano completamente dalle proprie passioni, tanto che lei poteva tranquillamente essere una ciclista e lui un amante dei tramonti senza richiedere altro che qualche ritocco a un paio di battute, queste scelte di chara development somigliano un po’ a quella pastasciutta insipida e molliccia usata come contorno nei peggiori autogrill francesi – ignorabile se non fastidiosa.

G-Senjou no Maou TsubakiM’ama, non m’ama…

Il problema non si limita alla caratterizzazione e anche l’utilità dei comprimari è opinabile. Dopo il primo capitolo introduttivo, i rimanenti quattro sono dedicati all’eventuale conquista dell’eroina di turno, presa di mira da Maou: casualmente (nel vero senso del termine, non si nota mai nemmeno l’ombra di una motivazione plausibile) la ragazza in questione nutre per il protagonista inconfessabili sentimenti, che potranno o meno uscire allo scoperto a seconda delle scelte fatte durante l’avventura. L’impressione è che questi sentimenti da parte delle ragazze nascano dal nulla e si sviluppino per nessuna ragione, così come la decisione del protagonista di ricambiare non è mai sufficientemente sviluppata, ma quasi sempre adagiata sul famoso piatto del perché sì (caratteristica che tradisce apertamente l’origine erotica di G-senjou no Maou, “macchia” che non si cancella tanto facilmente). Alla fine del capitolo, poi, se questi sentimenti non sono sbocciati, l’eroina dal cuore infranto sparisce sullo sfondo lasciando spazio alla pretendente successiva. Molto credibile.

E il resto?

Nonostante tutto questo, comunque, non mi sento di affossare completamente G-senjou no Maou: la storia, grazie ad alcuni colpi di genio della sceneggiatura, ha diversi momenti decisamente sopra le righe molto coinvolgenti dal punto di vista emotivo, al punto che mi sono ritrovato spesso per tre o quattro ore di fila assolutamente incapace di abbandonare la lettura. Hanno aiutato sicuramente il piacevole commento sonoro, un convincente (ma ormai datato) ventaglio di remix di famosi brani di musica classica, e un ottimo doppiaggio – purtroppo venduto come DLC a un prezzo folle – imprescindibile per immergersi nelle atmosfere della storia. Altalenante il comparto visivo, ottimo nel rendere al meglio le emozioni e la bellezza delle protagoniste ma generalmente incapace di rappresentare maschi e adulti in generale senza farli sembrare portatori di qualche grave deficit mentale o fisico. Non male l’interfaccia, ma consiglio vivamente di aumentare la velocità del testo (nell’impostazione di default la leggevo “singhiozzante”) e di cambiare il font in qualcosa di più leggibile – a sorpresa si può fare dalle opzioni della finestra.

Sekai Project, che mi combini…

Tutto questo, però, è opera di Akabei Soft2. Come si sono comportati i Sekai Project? In linea di massima bene, ma se da un lato lo sforzo di lavorare su una visual novel così lunga è notevole, qualche errore di troppo nella traduzione dello script smorza l’entusiasmo: è davvero possibile che nessuno si sia accorto che per buona parte del secondo capitolo “Maou” è stato sostituito con “?!”. Per fortuna questo, e altri typo, sono facilmente risolvibili con una patch. Non tutto, però, si può risolvere così

G-Senjou no maou

Taglia e cuci, ma non son capace.

Trasformare un gioco erotico in qualcosa di adatto a tutte le età non è indolore ed è un passaggio che dovrebbe essere fatto con molta attenzione. Ma se vogliamo far finta che non siano previste scene di sesso, nonostante sia uno dei pochi eroge in cui queste hanno senso ai fini della trama, perché passare dalla quasi totale castità della route di Tsubaki alle descrizioni parecchio grafiche con Mizuha? Perché tenere il déshabillé di Haru, che nell’originale serviva solo per smuovere il sangue del lettore ma qui poteva essere tranquillamente evitato e salvarci da una scena oltre i limiti del ridicolo? Viene poi da chiedersi perché Sekai Project non renda disponibili patch gratuite al di fuori di Steam per aggirare le stupide e antiquate condizioni di servizio imposte da Valve. Le giustificazioni arrivate finora non sono molto credibili, ma di questo parliamo un’altra volta…

g-senjou no maou coverG-Senjou no Maou – The Devil on G-String

Sviluppatore: Akabei Soft2
Publisher: Sekai Project
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese

Dove trovo posso acquistarlo?

Steam

Contenuti

  • Fan Service
  • Fruibilità Gaijin
  • Linearità
  • Interazione

Non sarei così duro con G-senjou no Maou se il prezzo fosse onesto, ma si tratta pur sempre di un gioco del 2008 che Sekai Project ha deciso di vendere a 36,99€ per la versione completa di doppiaggio. Non posso permettermi la clemenza e per un prezzo del genere mi aspetto un gioco che vada oltre la promessa di durare 30 o 40 ore, facendo in modo che siano anche tempo di qualità. Questo purtroppo non succede e, nonostante qualche passaggio notevole, il gioco mi ha lasciato con l’amaro in bocca di aver assistito a qualcosa di mediocre spacciato per capolavoro. Una colonna sonora convincente e un doppiaggio ben fatto – venduto a caro prezzo – non bastano a dimenticare una trama che funziona davvero solo a cervello spento, la superficialità dei personaggi incastrati nel loro cliché e la realizzazione tecnica datata e imprecisa.

giallo

Good

  • Storia Avvincente...
  • Componente artistica discreta...
  • Dura 30 ore e più...

Bad

  • ... a patto di non pensarci troppo.
  • ... ma solo per le eroine, il resto andava rivisto.
  • ... ma non sono 30 ore di qualità, secondo me.
  • Il taglio dei contenuti erotici è molto evidente.
  • Vendere il doppiaggio a parte e a quel prezzo è una carognata.
6

Riccardo
Sono una persona comune. Nato in una famiglia comune, ho ricevuto una comune educazione, ho una faccia comune, prendo voti molto comuni e penso cose comuni. Videogioco dacché ho memoria, sonaro d'elezione ma non mi piace perdere tempo a ribadire l'ovvio. Quando arrivo alla current gen, è sempre troppo tardi.