Attendendo Echoes...

Edoardo Carusillo

Fire Emblem Heroes

Sviluppatore: Intelligent Systems/Nintendo
Publisher: Nintendo
Genere: RPG tattico
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Android
Sulla scia di Pokemon GO e del più recente Super Mario Run, Nintendo sembra riprovarci ancora proponendo una delle sue Major IP nel mercato delle app mobile: stavolta è toccato a Fire Emblem.
Annunciato nell’aprile del 2016, Fire Emblem Heroes è stato rivelato nella Nintendo Direct dedicata al suddetto brand come il primo dei quattro titoli in sviluppo di Intelligent System.
Come fan della saga, inizialmente ero scettico di fronte a questa trovata palesemente commerciale, tuttavia, dopo aver visto le premesse, ho capito quanto questo gioco fosse rivolto anche alla cerchia più hardcore del fandom.

La “storia”, se proprio vogliamo trovarne una, chiama il giocatore a interpretare i panni di un eroe di un mondo alternativo (chiamato di default Kiran) e assistere i principi del regno di Askr, Alfonse e Sharena a combattere contro l’esercito dell’impero di Embla, guidato dalla principessa Veronica.
Il gioco richiama la formula dei mobile game “gacha” tipicamente giapponesi in cui bisogna pagare una valuta (in questo caso, le Sfere) per pescare casualmente i personaggi, collezionarli, mandarli in campo e livellarli, molto similmente al mobage Fate/Grand Order. In questo caso, anziché evocare i Servant, bisogna richiamare gli eroi del franchise di Fire Emblem, come Marth di Shadow Dragon.

FATE / EMBLEM

Il gameplay appare come una versione iper-semplificata delle meccaniche della saga originale: il giocatore deve muovere quattro eroi in una mappa di 48 caselle e farli combattere contro le unità nemiche, finché una delle due squadre non sconfigge tutti i guerrieri avversari. Data la ristrettezza della mappa, ogni unità può spostarsi solamente di due caselle, eccezion fatta per quelle corazzate, limitate a una casella per volta, e i cavalieri, in grado di attraversarne fino a tre. Come tradizione  del brand, il calcolo dei danni è influenzato dal “triangolo delle armi”, un sistema di carta-sasso-forbice che regola l’efficacia e le debolezze delle varie armi. La morte permanente invece, è stata del tutto rimossa, il che – in un certo senso – è un bene, vista  la facilità con cui molti nemici d’alto livello possono one-shottare i nostri personaggi, e il gran dispendio di sfere per poterli racimolare.

Le battaglie sono divise in quattro modalità: le mappe storia, le mappe speciali, la torre di allenamento e l’arena.

La modalità storia contiene nove capitoli, suddivisi a loro volta in cinque sezioni. Sfortunatamente, la “trama” non è profonda o complessa come ci avevano abituato i titoli della serie classica. In ogni capitolo, gli eroi di Askr devono entrare in uno dei mondi invasi dall’impero Embliano e spezzare il vincolo che lega i personaggi di Fire Emblem alla principessa Veronica, ovviamente sconfiggendoli. Sarebbe stato bello se, alla fine di ciascun capitolo, fosse stato possibile reclutare uno degli eroi di quel mondo, ma purtroppo, questo avrebbe minato alla natura di “gacha game” dell’applicazione.
I dialoghi sono molto semplici, solitamente rilegati nella prima e nell’ultima parte di ogni capitolo,  e non lasciano molto spazio alla personalità dei protagonisti; la vera lore del gioco riguarda invece  il passato di Alfonse, Shareena e di Zacharias, amico d’infanzia del duo andato disperso nel mondo di Awakening. Il suo personaggio è in qualche modo legato a quello dell’uomo misterioso, il mago di Embla, e una narrativa cliché presupporrebbe che le loro identità coincidano, ma i dati hackerati del gioco sembrano affermare il contrario. La principessa Veronica, invece, risulta un’antagonista incredibilmente anonima, sia come personalità che motivazioni, ma preferisco supporre che ci sia qualcun altro a tirare le fila al di sopra di lei, come vorrebbe un tropo comune della serie originale.
Dopo averla sconfitta come “boss finale”, la storia si interrompe bruscamente, lasciando supporre che ulteriori capitoli di sviluppo verranno rilasciati successivamente, come i capitoli d’Appendice.

Le mappe speciali rappresentano la prima vera e propria sfida del gioco, poiché in questa modalità si dovrà evitare la morte di tutti i personaggi – impresa ardua, soprattutto alle difficoltà più elevate. Qui sarà possibile collezionare fino a sette eroi, uno al giorno a cadenza settimanale, ma bisognerà accontentarsi di quelli di basso livello di rarità, per giunta, reperibili già a tre stelle nelle pescate d’evocazione. D’altra parte, ogni settimana verranno resi disponibili degli eventi speciali, in cui si potranno raccogliere fino a sei sfere oppure degli eroi unici da quattro stelle. Analogamente alla Torre di Valni di Sacred Stones, si potrà grindare al massimo i personaggi nella torre di allenamento, dove a ogni piano si verrà ricompensati con strumenti per potenziare gli eroi. L’arena invece, diversamente dalla serie classica, non servirà per livellare la squadra ma per sfidare altri giocatori in sessioni pvp: sfortunatamente, non sarà possibile combattere contro i giocatori veri e propri, lasciando la gestione dei personaggi a un’intelligenza artificiale. Vincendo molte battaglie consecutivamente e a livelli avanzati si guadagneranno più punti, in base ai quali si riceveranno un tot di piume per aumentare la rarità degli eroi.

Passiamo invece al post-game, vera nota dolente di Fire Emblem Heroes: dopo aver completato la modalità storia, l’obiettivo del gioco diventa uno solo: farmare quante più sfere possibili per poter collezionare i propri eroi preferiti. Tuttavia salendo di livello e aumentando man mano la difficoltà,  l’energia richiesta per accedere alle varie mappe diventerà quasi insostenibile, al punto che, mentre all’inizio del gioco si può combattere almeno in una dozzina di mappe, alla fine è già tanto vincerne cinque o sei. Il ritmo di gioco rallenta drasticamente, tanto che per ogni sessione di gioco, ridotta a qualche minuto, occorre aspettare quattro ore affinché la barra d’energia si sia ripristinata del tutto.

Vincere gli scenari della modalità storia è il modo più rapido per venir ricompensati delle sfere, ma arrivati a un certo punto, sembrerà quasi di elemosinarle dal gioco stesso. Anche potenziare i personaggi ha i suoi limiti: se farli salire di livello e sbloccare le loro abilità speciali sembrano imprese plausibili, portare al massimo la rarità degli eroi è quasi impossibile. Esistono diversi metodi per ottenere le piume degli eroi, e i più remunerativi sono vincerle come premio dell’arena o sbloccarle come ricompensa delle missione. Tuttavia, l’arena elargisce i suoi premi solo una volta ogni settimana, mentre gli obiettivi delle missioni diventano sempre più impegnativi, senza aumentare il valore delle ricompense. Altri modi alternativi sono congedare le unità superflue oppure ricevere le piume giornalmente dai propri contatti, anche se così facendo è come prenderle col contagocce. Aumentare la rarità fino a quattro stelle è relativamente semplice, ma il costo di 20000 piume per potenziare un eroe a cinque stelle sembra un ostacolo insuperabile.

A livello tecnico, Fire Emblem Heroes appare ben confezionato. Tralasciando la grafica simil-cartoonesca dei fondali e delle unità chibi-stilizzate, gli artwork degli eroi rappresentano uno dei punti forti del gioco. Il cast principale è curato da Kozaki Yusuke, lo stesso character designer di Fire Emblem Awakening e Fates, nonché dei team leader di Pokemon Go; tutti gli altri eroi sono stati illustrati da artisti differenti, alcuni dei quali hanno lavorato anche alla serie originale, come Wada Sachiko, di Blazing Blade, o Senri Kita di Radiant Dawn. Il design dei personaggi è molto curato e piacevole, anche se devo dire che alcuni degli eroi più amati sono stati bistrattati da uno stile ignobile, come Eliwood ed Hector, i protagonisti di Blazing Blade.
La musica punta molto sul fattore nostalgia, poiché ripropone delle tracce care ai fan più assidui della saga, come “Together, We Ride!”; anche le mappe sono ispirate a quelle dei titoli originali!

 

 

 

 

Contenuti

Dopo aver sventato il declino del brand con Fire Emblem Awakening e Fates, Nintendo ha capito come mungere la sua neo-Major IP, e sembra che con Heroes sia riuscita a raggiungere anche i fan di vecchia data. Ovviamente, un’applicazione free to play come questa non ha la velleità di ergersi ai livelli dei titoli principali come Binding Blade o Path of Radiance, ma anzi, si propone come un passatempo dal sapore nostalgico in attesa dell’imminente uscita di Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia, remake del gioco del 1992. Heroes tiene ancora molte carte da giocare, come il rilascio dei capitoli conclusivi della modalità storia, altri eventi esclusivi, nuovi eroi da collezionare e dare finalmente un’utilità alla lista di amici, ma ciò che aspetto e mi auguro da questo gioco, è che possa invogliare anche i giocatori estranei al brand ad avvicinarsi ai titoli della saga originale.

semafori indie-02

Good

  • Buono come antipasto alla serie originale.
  • E' sempre bello rincontrare i propri eroi...

Bad

  • Tempo di gioco estremamente frazionato.
  • Strumenti rari troppo difficili da ottenere.
  • Eliwood, Hector... che vi hanno fatto...
6.5

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!