... e alla fine vinse l'amore!

Majkol

Fate/Extella: The Umbral Star

Sviluppatore: Marvelous
Publisher: Marvelous
Genere: Hack’n’slash/Visual Novel
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Presentare a qualcuno la serie “Fate” nel pieno del 2017 potrebbe risultare un’impresa molto più difficile del previsto. Il popolarissimo franchise nato dall’estro creativo di Nasu Kinoko, autore nipponico di visual novel, è un universo in continua espansione che a partire dal 2004 non ha mai smesso di dar vita a nuove incarnazioni e ibridazioni multimediali. Fra serie animate destinate ai palinsesti televisivi tratte dall’omonimo videogioco per PC, opere ispirate e collegate collateralmente, romanzi, videogiochi inseriti in continuity parallele e adattamenti cinematografici, il mondo di “Master” e “Servant“, che ha visto coinvolti anche nomi famosissimi dell’industria dell’intrattenimento giapponese come Gen Urobuchi (autore di Puella Magi Madoka Magica e di Psycho-Pass), arriva oggi a noi in un nuovo prodotto che prende il nome di Fate/Extella. Sequel di quel Fate/Extra per PSP arrivato a fatica sul mercato occidentale, Extella riprende le costanti dell’universo del marchio Fate proponendo un intreccio che cerca in qualche modo di ricollegarsi a quanto raccontato nel J-RPG per la portatile Sony, ma che può essere apprezzato anche da neofiti o semplici appassionati dell’opera originale con protagonista Shirou, Rin e la prode Saber. Non si tratta, tuttavia, di un altro tentativo di innesto nel mondo dei giochi di ruolo giapponesi, bensì di un vero e proprio hack’n’slash in salsa “musou” che inserisce, tra uno scontro e l’altro, interminabili (e spesso dimenticabili) intermezzi testuali in puro stile visual novel. Una scelta sicuramente coraggiosa, soprattutto considerando la natura del diretto prequel, ma che in qualche e modo rispecchia il desiderio di un mercato sempre più restio ad affrontare lunghi combattimenti a turni e più vicino ai cross-over caciarioni a cui Koei Tecmo ci ha abituato negli ultimi anni, tra Hyrule Warriors, Dragon Quest Heroes e tie-in da serie animate firmate Omega Force.

SEI TU IL MIO MASTER?

Lo scenario vede ancora una volta presenti gli elementi portanti della narrativa di Nasu-sensei: da una parte abbiamo i Master, ovvero stregoni che competono per il raggiungimento di un obiettivo (solitamente la raccolta del Santo Graal), dall’altra i Servant, spiriti eroici provenienti dalla letteratura fantastica, miti e leggende, ma anche volti storici realmente esistiti, ovviamente filtrati dall’estetica tipicamente manga style a cui oltre trent’anni di adattamenti animati ci hanno abituato. Ed è così che Re Artù diventa una prode (e tragica!) regina dai capelli dorati a cui è stato vietato di innamorarsi, mentre Elizabeth Bathory si trasfigura in un’idol dall’aspetto prepubescente a metà fra una loli e un dragone. Insomma, Fate/Extella non scuote quanto introdotto dal prequel, tantomeno cerca di rimescolare le regole fondamentali su cui l’ossatura narrativa del brand poggia le proprie basi. La modalità storia è composta da tre “route” principali con protagoniste altrettante Servant impegnate nello scontro per il raggiungimento di un’ideale comune; la storia raccontata negli interminabili intermezzi che costellano il videogioco Marvelous rientra tranquillamente nei canoni di una qualsiasi opera shonen con elementi harem e momenti piccantelli (ritagliati attorno ad un audience maschile ed eterosessuale, malgrado sia possibile cambiare il sesso del protagonista), ma mai espliciti. Il rapporto “Master” e “Servant” viene esplorato attraverso gli occhi delle tre eroine, ognuna delle quali sfoggia un repertorio praticamente infinito di frasi fatte e cliché tipici delle storie romantiche con protagonisti stereotipi comuni dell’immaginario nipponico, come la tsundere, la yandere, ecc. Fortunatamente questi episodi, seppur presenti in grande quantità, sono ugualmente stemperati da una trama orizzontale dai toni decisamente più epici, in grado di riservare anche qualche colpo di scena inaspettato e struggenti capitoli drammatici. Completando le tre route principali si sblocca infatti una quarta e risolutiva storia che mette definitivamente la parola fine agli sforzi del Master protagonista e delle sue tre concubine dalla forza sovrumana, ma volendo è possibile vivere ulteriori linee narrative facoltative dedicandosi alle storie degli altri Servant presenti nel gioco nel ruolo secondario di generali e boss di fine livello.

Fate/Extella è chiaramente un prodotto destinato ai fan della serie interessati più che altro ad interagire con i volti conosciuti che sfilano tra un combattimento e l’altro, e proprio in virtù di questo non presenta particolari sforzi sul piano prettamente ludico. Come anticipato in apertura, il titolo Marvelous è all’apparenza assimilabile ad un qualsiasi Dynasty Warriors, ma il gameplay si rivela ben presto addirittura più semplice di quello dei titoli Koei Tecmo. Ogni schermaglia all’interno del mondo cibernetico è infatti ambientata in mappe collegate tra loro da sentieri in cui ogni zona presenta un valore numerico prestabilito. Il compito del giocatore è quello di sommare i valori necessari all’apertura del portale per scontrarsi con il boss di turno accaparrandosi ogni zona a furia di fendenti e super mosse e avendo a che fare, nella maggior parte dei casi, con un numero incredibile di nemici senz’anima, pronti ad immolarsi per il prosieguo dell’avventura. Ovviamente questa corsa verso la vittoria è ostacolata non solo dalle pedine sacrificabili che popolano ogni zona esplorabile, ma anche dai generali nemici e da alcune sporadiche varianti di avversari minori, fra cui le “plant“, ovvero meduse fluttuanti che non fanno altro che svolazzare per le zone disseminando il territorio di nemici più coriacei. Sfruttando tutte le tecniche a propria disposizione, nonché un numero di potenziamenti personalizzabili sui tasti della croce direzionale, ci si deve continuamente far strada tra una zona e l’altra tenendo sempre sott’occhio l’avanzamento delle forze nemiche sulla mappa, resa facilmente leggibile dai colori rosso e blu, dove il primo rappresenta l’avanzata della squadra avversaria. Si tratta, insomma, di una versione ad alta velocità di un qualsiasi Dynasty Warriors, ma con elementi RPG decisamente più blandi, come il crafting di equipaggiamenti (invero non così cruciali) e bonus abilità attivabili dopo aver alzato l’affiatamento tra Master e Servant rispondendo correttamente a domande durante le fasi visual novel. Pur presentando elementi strategici abbozzati, Fate/Extella rimane primariamente un hack’n’slash dal ritmo di gioco votato puramente all’azione ripetitiva e veloce, e anche scegliendo di affrontare le missioni ad un livello di difficoltà maggiore l’unica differenza riscontrabile è quella di trovarsi dinnanzi a nemici semplicemente dotati di una resistenza maggiorata, ma medesimi pattern d’attacco. Il gioco, insomma, non presenta mai grandi sorprese, anche quando tenta in qualche modo di pepare le situazioni con sporadiche differenziazioni, come trappole elementali o situazioni in cui viene impedito il movimento dell’eroe da una zona all’altra senza aver affrontato prima i generali a guardia dell’avamposto.

E questa semplice ossatura ludica si ripete almeno per più di una ventina di livelli, considerando solo la campagna principale, in schermaglie che sistematicamente si protraggono anche per più di 30 minuti ciascuna. Il gioco non risulta di per sé malvagio nella sua semplicità, ma la totale mancanza di varietà, oltretutto potenzialmente giustificabile dalla presenza di tre protagoniste differenti, lo rende assolutamente indicato ai soli appassionati dell’universo narrativo, magari galvanizzati all’idea di poter vestire i panni del loro servant preferito visto negli innumerevoli prodotti tratti dal marchio Fate…o dalla trama orizzontale dello stesso Extella, che non fosse continuamente annacquato da siparietti superficialotti e pruriginosi potrebbe tranquillamente essere considerato una delle incarnazioni più struggenti. Poco da dire, invece, sull’aspetto prettamente tecnico dell’opera, che risulta essere più indicata allo schermo di PlayStation Vita visti gli scarsi valori di produzione vantati dal comparto poligonale. Le semplici geometrie che tradiscono l’origine del progetto su console portatile e che compongono le spoglie ambientazioni e i modelli dei personaggi sono comunque sorrette da un comparto artistico apprezzabilissimo, adornato da un’affascinante sequenza d’apertura a cura dello studio d’animazione giapponese SHAFT (Puella Magi Madoka Magica, Bakemonogatari) e da un character design di gran classe, ancora una volta opera dall’illustratrice Arco Wada, già apprezzata in Fate/EXTRA e Soul Calibur: Lost Souls. La versione PlayStation 4 da me testata rimane comunque superiore sul fronte della pulizia visiva e del counter fps, ancorato alla soglia dei 60, ma se foste dubbiosi su quale incarnazione di Fate/Extella acquistare, non fatevi alcuno scrupolo e scegliete quella che più si confà alle vostre abitudini di giocatori. I giochi sono virtualmente identici.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Fate/Extella: The Umbral Star è un prodotto palesemente pensato per far la felicità dei soli appassionati, che pur proponendo un gameplay sufficientemente solido e dinamico non riesce in alcun modo a reinventarsi o ad intavolare proposte ludiche capaci di giustificare anche solo la lunghezza della campagna principale. Un cross-over poco ispirato, ma sufficientemente infarcito di contenuti per stuzzicare l’interesse dei fan di Master e Servant.

giallo

Good

  • Buona dose di fan service.
  • Trama meno banale di quanto possa sembrare dagli intermezzi "ecchi".

Bad

  • Ripetitività alle stelle.
  • Comparto tecnico deludente su tutti i fronti.
  • Molte scene cinematiche non sono sottotitolate.
6

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.