I vestiti nuovi...della fatina!

Francesco

Fairy Fencer F: Advent Dark Force

Sviluppatore: Compile Heart
Publisher: Idea Factory International
Genere: J-RPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Compile Heart è una software house molto cara agli amanti dei giochi di ruolo giapponesi, che sin dalla sua fondazione nel 2006 si è fatta strada nel cuore degli estimatori del genere con titoli che compongono la serie Hyperdimension Neptunia o Omega Quintet tutti prodotti caratterizzati da toni leggeri e tonnellate di fanservice e donnine poco vestite armate di tutto punto. Nel 2013 il publisher pubblicò per Playstation 3 Fairy Fencer F, un gioco pesantemente riciclato dalla serie di Neptunia nelle meccaniche che purtroppo non fece breccia nel cuore degli appassionati del genere causa una durata abbastanza risicata dell’avventura e una difficoltà pressoché inesistente. Tre anni dopo la software house ci riprova, rilasciando una versione riveduta e corretta di quello stesso titolo che al lancio si portò dietro sin troppe lacune, a fronte di qualche elemento già allora molto interessante. Saranno riusciti stavolta i ragazzi di Compile Heart a farsi perdonare l’originale mezzo passo falso con Fairy Fencer F: Advent Dark Force? Non ci resta che immergerci nell’atmosfera prettamente nipponica del titolo e scoprirlo insieme.

Fairy Fencer F Advent Dark Force art001200 anni prima dell’incipit del gioco ci fu un’epica battaglia tra la Dea della Luce e il Dio del Male nella quale furono impiegate una serie di temibili spade chiamate Furie con le quali le due identità si trafissero fino a cadere in un sonno eterno, e fu in quel momento che gran patte di queste armi incantate si sparsero per il mondo, Strumenti questi che due secoli dopo possono venire branditi solo dai Fencer, particolari guerrieri il cui compito è quello di ritrovare le Furie, risvegliare il loro potere latente e con esso riportare alla vita la Dea della Luce, che traghetterà il mondo in una nuova era di pace ed armonia.

UN’EPICA DI DIVINITA’, SPADE INCANTATE, EROI E…FATINE!

Fang, il protagonista scapestrato del gioco, è proprio un Fencer, solo che non sa di esserlo. Lo scopre a suo discapito quando, cercando qualcosa con cui riempirsi lo stomaco risveglierà per caso una Furia dal suo sonno secolare, liberando la simpatica fatina al suo interno, Eryn, che diventerà suo malgrado la sua partner. La fata gli rivela che per esaudire il suo più grande sogno, Fang dovrà radunare tutte le cento Furie sparse per il mondo e ridestare la Dea della Luce. Da questo incipit i due partono per un’avventura dai molteplici lati comici che farà incrociare il loro cammino con quello di personaggi dal piglio tipicamente da anime giapponese. Abbiamo la guerriera tsundere, l’energumeno al seguito, la loli irritante e chi più ne ha più ne metta.
Già in fase di trama notiamo la prima novità: se nel gioco originale lo scopo era quello di risvegliare la Dea della Luce, in questa riedizione abbiamo la possibilità di scegliere di ridestare il Dio del Male, andando così a imbracciare nuove diramazioni di trama che portano poi a molteplici finali alternativi.

 

Se la storia rappresenterà un valido elemento che soddisferà i palati degli amanti dei racconti di ispirazione spiccatamente giapponese, il gameplay si rivela solido e rodato. Le battaglie a turni si svolgono in dungeon che si rivelano essere le uniche aree liberamente esplorabili dal giocatore, in cui i personaggi possono effettuare attacchi classici e castare abilità magiche che andranno come di consuetudine a influire sullo schema di turnazione. Troviamo altresì attacchi combo che richiamano la natura prettamente action del battle system e le Fury Form, che oltre a cambiare l’aspetto dei combattenti e il battle theme, migliorano le loro statistiche e sbloccano combo sempre più letali.
A ciò si somma la ricerca di Fairy secondarie in forma di subquest che andranno a boostare le statistiche di ogni singolo personaggio, che sommate ad altri utilissimi perks come i Weapon Points danno al giocatore molteplici vie per potenziare a dovere il proprio rooster. Anche qui troviamo qualche novità: se nel gioco originale il party era limitato a tre personaggi sul campo di battaglia intercambiabili a piacimento, in questa riedizione le battaglie vengono affrontate dall’intera squadra, rendendo le battaglie più tattiche e i nemici molto più feroci e agguerriti di prima. L’aggiunta della modalità Difficile va poi a risolvere una delle più grosse magagne del gioco originale, quella della sfida praticamente inesistente.

 

 

 

 

Contenuti

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GRAFICA DATATA A 60 FPS

La presenza di Yoshitaka Amano è appena accennata.

La presenza di Yoshitaka Amano è appena accennata.

Sul versante tecnico troviamo in questa riedizione un framerate stabile a 60 fps, risoluzione in full HD e una buona pulizia grafica a fronte di un comparto tecnico che non era proprio all’avanguardia già nel 2013. Lo stacco tra i personaggi principali e i mob è ancora troppo netto, i dungeon sono spogli e poco interessanti e tutta la produzione rivela in continuazione il suo budget non proprio stellare.

Degni di nota invece gli sprite bidimensionali che andranno a delineare la trama di gioco e molto buono il doppiaggio originale giapponese, anche se non si può dire lo stesso per la mediocre versione in lingua inglese. Da segnalare in ambito artistico la tanto decantata partecipazione al progetto di figure leggendarie come Nobuo Uematsu e Yoshitaka Amano, che però si risolvono per il primo nel solo main theme e per il secondo a qualche artwork. Il comparto musicale comunque sia svolge degnamente il suo ruolo, niente di trascendentale che entrerà negli annali delle composizioni videoludiche, ma serve bene al suo scopo, adattandosi alla varietà di situazioni e allo svolgersi delle vicende in maniera sempre calzante, anche se a lungo andare un po’ ripetitiva.
Rispetto al gioco originale, Fairy Fencer F: Advent Dark Force è sicuramente più longevo, a fronte delle sue 30 ore di base che andranno tranquillamente a raddoppiare grazie ai finali multipli e alla ricerca di tutte le armi e trofei per i completisti.

Come molto spesso si verifica nella generazione videoludica corrente, le remastered si rivelano di norma una mera operazione commerciale, un modo per far spendere soldi agli appassionati e lucrare su brand spacciando una risoluzione maggiore e un framerate più stabile come innovazioni irrinunciabili. Per fortuna non è questo il caso di Fairy Fencer F: Advent Dark Force che va a limare gran parte dei difetti dell’originale uscito tre anni or sono per Playstation 3 espandendone la lore e l’impianto ludico stesso. In questo modo un gioco che nella sua prima incarnazione rappresentò un mezzo passo falso per i Compile Heart oggi è stato riproposto come un titolo godibile, divertente e irrinunciabile per ogni amante di questo particolare genere videoludico. Non è un gioco per tutti, ma gli amanti dei jrpg di matrice quanto più nipponica possibile avranno sicuramente di che divertirsi.

verde

Good

  • Narrazione che alterna sapientemente comicità e drammaticità di matrice giapponese.
  • Buona direzione artistica.
  • Gameplay divertente.
  • Non è solo una remastered.

Bad

  • Graficamente arretrato.
  • Tipo di narrazione non per tutti i palati.
  • Musiche alla lunga ripetitive.
7

Francesco
Nato pigiando tasti a caso sul Commodore 64, cresciuto tra una partita a The Legend of Zelda e Super Mario Bros, Francesco è stato fulminato sulla via di Damasco da titoli come Xenogears, I Final Fantasy vecchia scuola, Metal Gear Solid, le avventure grafiche e i survival horror dell'era PSX. Fino a quando il medium videoludico racconterà una storia, XenoLink sarà lì pronto a viverle tutte!