Tradizione e tecnica si incontrano in uno sposalizio piuttosto riuscito

Majkol

Seguendo il trend sempre più martellante che vuole il mercato letteralmente invaso da remake, riedizioni espanse di vecchi titoli e variazioni sul tema dello sviluppo al risparmio, Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl fa il suo debutto nella sempre più RPG-friendly Europa, riportando sugli schermi dell’handheld Nintendo i colori e le suggestioni di Etrian Odyssey, capostipite dell’omonima saga che debuttò su Nintendo DS solo sette anni fa. Perché sì, di fatto il titolo in questione è un remake di un prodotto uscito per Nintendo DS ma, come vedremo poco più sotto, le aggiunte inserite da Atlus al già collaudatissimo sistema di gioco non fanno altro che donare alla nuova iterazione una nuova identità, compromesso di innovazione e tradizione. Appuntamento fra gli intricatissimi sentieri del labirinto di Yggdrasil, quindi.

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Come sempre, ma mai più come prima

cropperBenché Etrian Odyssey appartenesse alla folta schiera di RPG nipponici dal design spiccatamente manga, le radici della sua genesi puntavano verso il vicino occidente o, per meglio dire, alla saga di RPG in prima persona della serie Wizardry. Sciogliendo così ogni necessità di avere a che fare con cliché e classicismi di sorta, EO lanciava il giocatore in un universo di gioco delineato secondo le necessità del genere ludico di appartenenza, laddove ogni singolo elemento inserito, dalla gestione delle gilde alle numerosi classi personaggio fra cui scegliere per personalizzare il proprio gruppo di avventurieri, aveva un suo ruolo definito all’interno delle logiche ludiche. Il carisma dei personaggi e le loro flebili caratterizzazioni erano del tutto affidati al caso o, per meglio dire, all’immaginazione di chi si lanciava nell’esplorazione degli intricati cunicoli che componevano i dungeon, vero fulcro attorno al quale il gioco sviluppava il proprio motivo di essere.

Forse per venire incontro a un’utenza meno smaliziata e probabilmente per donare al titolo una marcia in più sotto il profilo contenutistico, Atlus ha deciso di affiancare a una modalità classica – che permette di creare un proprio gruppo di personaggi scegliendone nome, sesso, classe e sembianze e di lanciarsi direttamente nell’esplorazione – una modalità RPG più vicina ai canoni oggi conosciuti. Questa avventura, invero, permette di fare la conoscenza di un eroe silente appartenente a una tribù di Highlanders, esploratori rinomati nel regno per il proprio coraggio e la propria bravura armi alla mano. Da qui, il pretesto narrativo che vuole il protagonista lanciato nell’esplorazione di dungeon e foreste sempre più fitte e irte di pericoli, affiancato ovviamente da un gruppo di comprimari più o meno interessanti. La ragazza che dà nome al gioco è una misteriosa pistolera che si risveglia in seguito a un sonno indotto per motivi misteriosi e che – guarda un po’ il cliché! – non riesce a rammentare nulla del proprio passato. Benché la narrazione si trascini su binari già battuti e non risparmi alcun topos del genere, la possibilità di giocare a Etrian Odyssey seguendo un iter ludico maggiormente improntato verso la narrazione non potrà che fare la felicità di neofiti e di fans alla ricerca di nuove avventure, ma di fatto non aggiunge nulla e, anzi, priva il gameplay di una libertà che è alla base della filosofia del franchise. Imporre classi determinate nel proprio party – pur permettendo un margine di personalizzazione comunque sufficiente – potrebbe risultare un passo indietro agli occhi dei puristi.

Armi e pozioni

Il sistema di gioco rimane, in ogni caso, il vero fiore all’occhiello di una produzione che fa del gameplay il proprio cavallo di battaglia, modalità storia o meno. In Etrian Odyssey gran parte del tempo verrà impiegato nell’esplorazione dei grovigli di terra che compongono il foglioso labirinto di Yggdrasil. Per non perdersi mai, fra passaggi segreti e punti di raccolta oggetti, è possibile tracciare una propria mappa sullo schermo inferiore dell’handheld Nintendo, ma non pensate che sia solo un vezzo dei designer: il titolo invita a usufruire della caratteristica andando a incentrare alcune meccaniche proprio sulle abilità di cartografo del giocatore. Rapido esempio fra tanti, alcune missioni secondarie – rigorosamente rintracciabili presso il pub della città – prevedono l’indicazione di punti precisi del dungeon, ricompensando gli eroi più attenti e capaci con oggetti e danari. Non importa che siate impegnati in battaglia o nella ricerca di qualche tipo di oggetto: in ogni momento, lo schermo inferiore del 3DS sarà sempre pronto ad accogliere il cartografo che è in voi e ad aiutarlo nel suo compito di catalogare, appuntare e arricchire le proprie mappe di gioco.

Parlando di battaglie, Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl propone tre livelli di difficoltà che vanno a definire tre esperienze di gioco sostanzialmente vicine ai canonici “easy, medium ed hard”, ma, al di là degli scontri casuali con i quali il gioco è solito tediare il giocatore, EO presenta diversi tipi di nemici, visibili su mappa e decisamente spaventosi. FOE non è un nome a caso: è l’acronimo dell’espressione engrish “Field on Enemy” voluto dagli sviluppatori giapponesi, e questi esseri visibili su mappa – a differenza dei nemici comuni – sono spesso in grado di ribaltare l’esito degli scontri a proprio vantaggio grazie a una serie di potenziamenti unici che li rendono avversari temibili e spaventosi allo stesso tempo. Anche gli spostamenti su mappa possono influenzare l’incontro con i FOE, in quanto a ogni passo dell’eroe fra le caselle che compongono le mappe dei labirinti corrisponde l’avanzare di queste creature. Nei casi più sfortunati, inoltre, nel caso si incappasse in un combattimento casuale nei pressi di queste aberrazioni, ogni turno speso a combattere andrà ad accorciare la distanza fra questi iracondi avversari e il gruppo di avventurieri e, come se non bastasse, i FOE potrebbero addirittura attaccare mentre gli eroi sono alle prese con altri avversari. Volete ancora altri elementi per temere queste terribili creature?

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Non per tutti, ma per molti

Fortunatamente, il sistema di crescita dei personaggi – unico modo per personalizzare in modo efficace i propri eroi nella rinnovata modalità storia, fra l’altro – permette un’ottima gestione delle risorse del team, fra punti abilità da distribuire a ogni level up, variazioni di classe e grimori con cui arrabattarsi per sfidare ad armi pari le creature che infestano i labirintici sentieri delle foreste che fanno da sfondo alle esplorazioni. Oltre alla possibilità di andare ad acquisire nuove abilità da usare in battaglia, l’aumentare del livello dei personaggi garantisce l’accesso a una serie di abilità passive o utilizzabili al di fuori degli scontri, per non farsi mancare proprio nulla.

Il bilanciamento della curva di difficoltà è ottimale, ma, nonostante ciò, è impossibile negare che lo spirito punitivo tipico dei prodotti Atlus possa scoraggiare neofiti e nuovi volti da poco affacciatisi al mondo degli RPG, anche a livelli di difficoltà minori.

Etrian-Odyssey-Untold-The-Millennium-Girl-03A differenza dei capitoli DS, questo nuovo Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl può vantare un ottimo comparto tecnico, a sua volta sorretto da un’impalcatura artistica di lodevole fattura. Poligonalmente parlando, gli ambienti esplorabili appaiono dettagliati e sufficientemente caratterizzati, per quanto gli assets grafici non brillino per quantità, col risultato che zone diverse della stessa area possono finire per somigliarsi fra loro. Di contro, i nemici – unici protagonisti delle battaglie, essendo il tutto “filtrato” dagli occhi dei protagonisti – possono contare su una buona varietà di modelli poligonali e su una maggiore cura generale nel reparto animazioni, seppur sia lapalissiano che il titolo in questione, per quanto possa risultare godibile e soddisfacente – anche a 3D attivato, per una volta! -, non provi in alcun modo a settare nuovi standard grafici del genere. Inseguendo un approccio a-la “Bravely Default”, anche Etrian Odyssey preferisce calcare i passi di un cammino maggiormente improntato sull’essenzialità artistica e sullo stile volutamente caricaturale del tutto. La modalità storia è inoltre impreziosita da intermezzi animati firmati dallo studio Mad House (Death Note). Pollice alto anche per la pregevole colonna sonora, intelligentemente inserita nel gioco sia nella sua versione originale sentita dagli speaker dell’ormai vetusto Nintendo DS sia nella sua rinnovata veste orchestrale, come sempre curata dal maestro Yuzo Koshiro.

Etrian Odyssey Untold The Millennium Girl coverEtrian Odyssey Untold: The Millenium Girl

Sviluppatore: Atlus
Publisher: NISA
Genere: Dungeon Crawler/J-RPG
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Etrian Odyssey Untold: The Millennium Girl è un prodotto sicuramente ben confezionato e con evidenti pregi che potrebbero non trovare, tuttavia, un adeguata risposta da parte del grande pubblico. Atlus si è sforzata di rendere il titolo il più aperto e user friendly possibile, grazie ad ampi e ricchi tutorial testuali atti ad introdurre i neofiti a tutte le meccaniche di gioco che definiscono il motore ludico della serie e all’introduzione dello story mode, ma questo potrebbe non bastare. Per gli avventori abituali del franchise rimane semplicemente un appuntamento imprescindibile.

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Good

  • Remake denso di contenuti, nuovi e vecchi
  • Graficamente attraente, in 3D è anche meglio
  • Colonna sonora di pregevole fattura
  • Ampia possibilità di personalizzazione del proprio gruppo di eroi

Bad

  • Genere non propriamente adatto a tutti, nemmeno con l'aggiunta del flebile pretesto narrativo dello story mode
  • Solo in inglese
8.5

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.