Nuovi orizzonti

Elite Dangerous: Horizons

Sviluppatore: Frontier Developments
Publisher: Frontier Developments
Genere: Simulatore/Azione
Disponibile: Digital (Early Access)
Lingua: Inglese

Dove trovo posso trovarlo?

Steam

Dopo il lancio di Elite: Dangerous, ho potuto apprezzare man mano anche le versioni del gioco pubblicate successivamente: la V1.1 ha proposto nuovi obiettivi per il gioco cooperativo, la V1.2 ha introdotto la caratteristica Wings, mentre con la V1.3 abbiamo ottenuto il Powerplay, e con la V1.4 la modalità CQC. Con Horizons, Braben & Co. inaugurano ufficialmente la versione 2.0 del gioco, visto che le novità introdotte ampliano in maniera davvero rilevante il gameplay originale.

Finalmente è ora possibile atterrare sui pianeti, feature che spalanca veramente nuovi orizzonti per questo titolo.

Atmosfera zero

Per ora possiamo far scendere le nostre navi solo su pianeti rocciosi e privi di atmosfera, ma non è escluso che questo limite possa essere superato con i prossimi aggiornamenti, e che si possa atterrare sulla superficie di tutti i pianeti dell’universo virtuale di Elite. Se conoscete il sistema di controllo di Elite: Dangerous, saprete bene quanto si debba essere accurati nel pilotare il vostro mezzo, a partire dalla navigazione spaziale. Per riuscire ad eseguire un atterraggio decente, posso assicurarlo, saranno necessari nervi saldi e un’accuratezza ancora maggiore, sia nella fase di inserimento in orbita sia in quella di discesa.

Le manovre di avvicinamento restituiscono comunque sensazioni di grande suggestione, e solo sperimentandole di persona è possibile rendersi conto di come ogni dettaglio sia stato curato alla perfezione. La progressiva comparsa del corpo celeste sul quale si decide di atterrare avviene con grande naturalezza: senza soluzione di continuità si passa dallo scrutare lo spazio silente della navigazione interstellare ad ammirare il suolo che lentamente si avvicina. Non ci sono sequenze di intermezzo o caricamenti, tutto viene gestito in-game con impressionante fluidità.

Una volta giunti a una determinata quota, l’HUD cambia configurazione, assumendo quella di un aereo, dotandosi di un orizzonte artificiale e dei misuratori relativi alla velocità, all’altitudine e a tutte le altre informazioni necessarie per l’avvicinamento al suolo. Il terreno, generato proceduralmente, offre una vasta gamma di variabili, come canyon, montagne e pianure, interamente esplorabili. In sostanza, è come se all’esperienza già estremamente appagante di Elite si fosse aggiunto un secondo gioco.

Il livello di realismo viene garantito da una spettacolare illuminazione degli ambienti; inoltre, se avete un PC di fascia medio alta, potrete godere anche di una serie di effetti grafici davvero impressionanti. La fisica implacabile di Elite è ben nota ai giocatori affezionati, e anche in Horizons essi troveranno pane per i propri denti: provvedere all’atterraggio di una nave di grande stazza rappresenterà un’impresa ben complessa, perché il controllo di rollio e beccheggio sono tutt’altro che semplici. Il consiglio è quello di munirsi inizialmente di una nave agile e leggera, ma munita comunque di una buona capacità di carico.

Sarà inoltre importante trovare un buon punto di atterraggio, utilizzando lo scanner di bassa quota, per evitare di danneggiare gravemente lo scafo della nave. Quando più il terreno dove vi poserete sarà accidentato, tanto più rischierete che il mezzo urti il suolo. Il pozzo gravitazionale è stato comunque accuratamente simulato, per cui i pianeti più piccoli presentano un grado di sfida inferiore, e dunque sono consigliabili come allenamento. Sarà inoltre necessario tenere sempre d’occhio la scorta di carburante, perché abbandonare il pianeta richiede un bel po’ di spinta, e si rischia di rimanere per sempre a terra.

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Cos’è, un bug? No un Buggy!

Se siete stati così bravi da atterrare ma avete dimenticato l’SRV, allora tutti i vostri sforzi saranno stati vani. Questo mezzo di ricognizione di superficie, per gli amici “Buggy”, è infatti essenziale per potersi dedicare all’esplorazione dei pianeti.

Non esiste ancora una vera e propria sequenza animata che accompagni il passaggio dalla postazione di pilotaggio al Buggy: i gicoatori si troveranno “magicamente” alla guida del mezzo all’interno dell’hangar. Per gli affezionati giocatori di Elite, uscire dalla nave e poterla osservare per la prima volta dall’esterno costituisce un’esperienza davvero emozionante, tanto che si ha quasi paura di abbandonarla per procedere all’esplorazione del pianeta.

Il Buggy è un mezzo di esplorazione dotato di un proprio set di comandi, con funzionalità che si differenziano totalmente dal sistema di pilotaggio della nave.

Leggero e delicato, come fosse un guscio di noce. Può compiere varie azioni, tra le quali anche saltare e ruotare in aria, ma bisogna sempre prestare la massima attenzione, perché basta davvero poco per ritrovarsi in fondo a qualche canyon. In assenza di atmosfera, come avevano notato gli astronauti delle missioni Apollo sulla Luna, è difficile rendersi conto delle distanze, per cui è fondamentale tenere sempre d’occhio lo scanner, che indica sia la conformazione del terreno che la posizione della nostra nave. Sulla superficie è possibile andare alla ricerca di minerali, dopo averli individuati attraverso lo scanner della nave. L’SVR non possiede uno scanner potente, ma un semplice indicatore che segnala dove sono localizzati i punti di interesse già rilevati a bordo della nave. Una volta individuati i giacimenti, è possibile sfruttarne le risorse per riparare la nave, rifornirla di merci o carburante.

Sui pianeti ci sono anche delle basi – il corrispettivo delle stazioni spaziali – nelle quali potremmo attraccare. Si tratta di immense strutture industriali, che offrono anche hangar per parcheggiare gli SRV. Alcune missioni prevedono la possibilità di attaccare queste strutture, e talvolta ci si può divertire nel disabilitarne preliminarmente le difese dall’interno, per poi procedere all’assalto. Ci sono a zonzo sui pianeti anche gli Skimmers, droni automaticiposti a presidio dei punti di interesse e che hanno sempre voglia di attaccar briga, ma non è molto difficile spazzarli via con due colpi ben piazzati. La varietà di azioni effettuabili sui pianeti è ancora piuttosto limitata, ma nei piani di sviluppo futuri sono previste missioni che richiederanno il ritrovamento di sonde, l’esplorazione di relitti spaziali ecc. Considerando che Braben ha programmato uno sviluppo di almeno 10 anni, c’è davvero da aspettarsi di tutto, considerando il livello già molto soddisfacente di questa release.

Nonostante molti elementi siano ancora ampliabili e migliorabili, Horizons è sicuramente una risposta convincente per tutti i giocatori di Elite che si lamentavano di non riuscire a trovare più nulla da fare all’interno del gioco.
Personalmente non posso che lodare questo tentativo di rendere il gioco ancor più affascinante e complesso rispetto al già interessante titolo originale.
Non si tratta naturalmente di un prodotto per casual gamers, visto che ha bisogno di tempo, forse anche troppo, perché se ne possano apprendere le logiche.
Tuttavia, Horizons dimostra che gli sviluppatori, nel loro voler espandere all’infinito il mondo di Elite: Dangerous, stanno centrando appieno l’obiettivo.

Senza pretese mi reputo un giocatore anziano: passati 8 lustri ancora mi appassiono e mi diverto immergendomi in sogni digitali che stimolano il mio animo bambino.