C’erano una volta i tre regni…

Majkol

La serie di Dynasty Warriors è ormai storicamente – e indissolubilmente – legata al marchio Sony Playstation. Fin dagli ormai remoti anni ’90, le piattaforme Sony hanno sempre potuto vantare gli esponenti maggiori di questa serie ispirata ai romanzi storici che narrano i conflitti fra i tre regni che suddividevano la Cina sul finire dell’era della dinastia imperiale Han. Benché di storico sia ormai rimasto davvero poco, la serie Tecmo-Koei, conosciuta in Giappone con il nome di Musou, può vantare una lunga sequela di capitoli principali, spin-off e addirittura trasposizioni animate derivate dagli episodi più popolari del franchise. Checché se ne dica, nonostante risultati al botteghino occidentale piuttosto altalenanti, il marchio Musou gode di ottima salute in quel del Sol Levante, e oggi siamo qui per salutare l’approdo della serie sulla nuova console ammiraglia di Sony in una scintillante veste riadattata ed espansa. Certo, trattasi invero di una sorta di Director’s Cut dell’ottava iterazione di Dynasty Warriors, già vista su PS3 qualche mese or sono, ma la peculiarità del titolo e la grande mole di contenuti inseriti dal team di Tecmo-Koei potrebbe ugualmente fare venire l’acquolina in bocca a chi non avesse fatto la conoscenza dei clan Wu, Wei e Shu a tempo debito.  A

Tre fratelli

Lo Story Mode, o comunque l’equivalente di una modalità principale a giocatore singolo, prevede la possibilità di seguire le vicissitudini dei clan che presero parte agli scontri dell’epoca. Ogni percorso narrativo è composto da più livelli, alcuni opzionali o accessibili solo dopo aver sostenuto determinate condizioni nei combattimenti. Un esempio molto semplice di queste meccaniche è che, se determinati personaggi sopravvivranno a scontri prestabiliti, si potranno sbloccare scenari differenti in cui questi sono presenti. Nulla di trascendentale, ma la possibilità di vivere scenari inediti e ipotetici, in alcune occasioni del tutto slegati dagli eventi narrati dalle epiche dei tre regni, farà sicuramente la felicità dei fans del franchise. Detto questo, gran parte degli scontri ruotano attorno alla bramosia di potere di generali, comandanti e regnanti caratterizzati seguendo le linee tematiche di un intreccio di chiara matrice romantica, dove eroi e paladini sono spinti soprattutto dall’intensità dei loro sentimenti, da ideali scoppiettanti e da animi forti e generosi. Non vi è alcuna volontà di dipingere i personaggi seguendo un realismo storico alla “Assassin’s Creed”, la serie Musou ha sempre voluto concentrare le proprie risorse artistiche sul ritrarre i personaggi – chi storicamente esistito, chi meno – seguendo stilemi e dettami tipici del fumetto del Sol Levante.

Ammirate le meravigliose… prodezze della next gen!

Ammirate le meravigliose… prodezze della next gen!

Laddove i già sgargianti costumi ricamati in seta potevano essere sufficiente motivo di sfarzo e caratterizzazione dei ranghi militari impiegati in battaglia, Tecmo-Koei ha voluto regalare ad ogni personaggio peculiarità da supereroe, come gli immancabili super attacchi, capigliature da cantante jpop e via dicendo. Per il resto, l’azione sul campo da battaglia scorre molto più velocemente e senza problemi che in passato, grazie anche a un framerate che, seppur ballerino, riesce a reggere abbastanza bene l’azione su schermo. Ogni personaggio è in grado di sfoggiare due armi, le quali hanno proprie peculiarità e possono essere rintracciate sul terreno di battaglia o comprate da fabbri. Il sistema di combattimento è rimasto invariato e si trascina nella sua modesta incarnazione a due pulsanti (uno per l’attacco leggero ed uno per l’attacco potente) dai tempi di Dynasty Warriors 2 su PS2. Le variazioni sul tema, tuttavia, riescono a donargli personalità, e fra scontri fra lame, super mosse, combo da imparare per ogni personaggio e la possibilità di cambiare arma on-air il titolo non si fa mancare proprio nulla.

Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition vede la presenza di numerosi trofei, invero piuttosto difficili da acquisire. 28 trofei di bronzo, 12 d’argento, 3 dorati e uno di platino per un totale di 44 traguardi digitali da fare propri, a patto di possedere la versione PS4 che, a differenza di PsVita e PS3, non sembra avere implementata la funzionalità cross-trophies. E parlando di stranezze, col tasto “share” dell’ammiraglia Sony è possibile registrare – e trasmettere – le proprie partite, ma senza la presenza dell’audio, a quanto pare, per problematiche legate ai diritti delle voci dei doppiatori impegnati nel gioco.

La dinastia della tigre. Le missioni sono spesso legate all’eliminazione di una serie di obiettivi mobili, ma talvolta verrà chiesto al giocatore di compiere determinati compiti secondari che andranno a modificare la continuità – vedi il discorso della modalità storia poco sopra – narrativa, come l’eliminazione entro un tempo prestabilito di un nemico o la strenua difesa delle proprie forze alleate dagli attacchi improvvisi dei nemici. Il tutto, ovviamente, ripetuto all’infinito, come vuole il genere.
E sarebbe inutile mettersi a criticare proprio lo spirito che da sempre contraddistingue i capitoli Musou da tutti gli altri hack’n’slash. Questa serie, signori, non ha bisogno di presentazioni. Il godere della furia omicida del proprio personaggio mentre il contatore delle uccisioni sale vertiginosamente è l’unica vera felicità che un giocatore di Dynasty Warriors può anelare. Non c’è spazio né per compromessi né per contraddittori, o lo si odia o lo si ama. Perché, sì, questo è quello che il giocatore sarà chiamato a fare per la maggior parte del tempo in Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition: uccidere orde di nemici sempre più infuriati cercando di raggiungere la meta senza perdere alleati e pezzi per strada.

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Cambiando modalità di gioco e abbandonando il già battuto Story Mode – ampliato per l’occasione con la storia del temibile Lu Bu e con alcuni scenari slegati dai romanzi dedicati alla storia dei tre regni – troviamo una modalità gioco libero denominata “Free Mode”, in cui è possibile scegliere uno scenario, degli obiettivi di gioco e buttarsi subito nella mischia per guadagnare esperienza e accrescere così il livello del proprio protagonista. Nell’Ambition Mode, i giocatori possono lanciarsi in una specie di simulatore di guerra dove, dopo la ricostruzione di una propria base e la scelta di un combattente come protagonista, è possibile partire per la conquista dell’intera regione cinese di Han. Per quanto siano inserite schermate per la gestione delle risorse e delle relazioni con generali alleati, il tutto si rivela essere nient’altro che un’ulteriore scusa per buttare il giocatore nella mischia di innumerevoli missioni senza trama, in cui l’unico obiettivo è eliminare qualsiasi cosa si muova su schermo. A concludere la carrellata di modalità di gioco, il Challenge Mode o, per meglio dire, la Modalità Sfida. Qui è possibile seguire prove su temi come “uccidi X nemici entro tempo il tempo limite” o “arriva al traguardo prima che il tempo scada”, venendo ricompensati con gemme e armi che verranno poi rese disponibili nelle altre modalità di gioco. E’ notevole notare come, in questo frangente, Tecmo-Koei si sia impegnata a inserire una seppur accennata componente online, riconoscibile in una modalità di ranking aggiornata in tempo reale dai server dedicati al gioco.

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Quel che rimane al di fuori delle tantissime varianti di gioco è una mole veramente spaventosa di armi da collezionare, costumi da sbloccare (o scaricare), musiche da sentire, innumerevoli dettagli storici da approfondire nella enciclopedia interna e un livello massimo dei personaggi portato a 150 – contro il classico 99 dell’incarnazione precedente dell’ottavo episodio -. Per i più temerari, inoltre, il livello di difficoltà “Ultimate” sarà sicuramente un’aggiunta gradita. Sicuramente non lo è stata per i miei poveri polpastrelli né per i miei soldati che sono letteralmente implosi di fronte alla maestosità delle forze nemiche, aumentata in numero e in efficacia per venire contro al potenzialmento del level cap.

Va da sé che, essendo il titolo uscito su PS3, PS4 e PsVita, Tecmo-Koei abbia pensato di inserire la possibilità di trasportare i propri salvataggi da piattaforma a piattaforma, ma dimenticatevi i trofei in comune: per qualche assurdo motivo i trofei della versione PS4 sono del tutto slegati da quelli delle due versioni PS3 e PsVita.

Il prode drago che sale in cieloA chiudere un prodotto tutto sommato fitto di contenuti vi è un comparto tecnico assolutamente non all’altezza, ma d’altronde la serie non ha mai brillato sotto questo specifico aspetto. Al di là della sfarzosità dei personaggi e degli scontri su larga scala, il titolo presenta diversi problemi grafici che minano non solo l’esperienza di gioco, ma risultano anche essere inaccettabili su un hardware di nuova generazione come PS4. Il dettaglio dei singoli modelli poligonali dedicati ai protagonisti potrebbe anche essere accettabile, ma la loro resa video è quasi sempre offuscata da un filtro blur che i grafici di Tecmo-Koei si sono impegnati ad applicare praticamente ovunque e senza un vero motivo. I già sopra citati problemi legati al frame rate potrebbero essere anche ignorati nei momenti di maggiore caos su schermo – parliamo di davvero tantissimi personaggi da gestire a schermo durante i colpi più spettacolari -, ma a questi si affiancano evidenti problemi di compenetrazione poligonale, una sciattezza generale nella caratterizzazione degli scenari, e gli stessi personaggi non riescono a sprigionare il carisma degli artwork bidimensionali che li accompagnano a causa di un comparto animazioni povero e per nulla ricercato. Il doppiaggio e le musiche fanno il loro sporco lavoro che consiste nell’accompagnare l’azione su schermo con musicalità hard rock e power metal e grida di battaglia più o meno riuscite. Di certo, se i doppiatori inglesi si fossero sforzati di più e i programmatori avessero previsto di inserire più linee di dialogo per personaggio, non ci ritroveremmo a sentire la stessa frase di continuo dopo ogni combattimento. E, nel caso di Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition, non è propriamente raro trovarsi a confrontarsi con qualche avversario.

cover_largeDynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition


Sviluppatore:
 Omega Force
Publisher: Koei Tecmo
Genere: Hack’n’slash
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PS4

Dynasty Warriors 8: Xtreme Legends Complete Edition è un esordio piuttosto pigro della storia serie Musou su Next Gen, ma questo non significa che l’esperienza di gioco sia manchevole di qualsivoglia tipo di valore ed, anzi, paradossalmente rappresenta forse uno dei capitoli più riusciti e completi del franchise. L’unica richiesta è quella di essere pazienti e votati alle storie che fanno da sfondo alla tediosa carneficina Omega Force e Tecmo-Koei.

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Good

  • Una mole di contenuti davvero incredibile
  • L'esperienza Musou definitiva per ogni fan della serie
  • Accessibile a neofiti e curiosi

Bad

  • Ripetitivo e in grado di divertire alla lunga solo i fan sfegatati della serie
  • Doppiaggio inglese a dir poco caricaturale
  • Tecnicamente arretrato (come sempre)
7.3

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.