Tesori in pixel art dal sapore indie

Dungeon Souls

Sviluppatore: Mike Studios
Publisher: Black Shell Media
Genere: Action RPG/Hack’n’slash/Roguelike
Disponibile: Digital (Early Access)
Lingua: Inglese

Dove trovo posso trovarlo?

Steam

In una scena piena di roguelike di varia fattura, Mike Studios fa la sua proposta con Dungeon Souls, attualmente disponibile in Accesso Anticipato su Steam. Spuntano subito parole come “generazione livelli procedurale” e permadeath, caratteristiche non insolite per un roguelike.

Quello che contraddistingue un titolo del genere è senza dubbio la rigiocabilità. Il numero e la varietà di elementi casuali deve riuscire a intrattenere il giocatore abbastanza da giustificare partite successive. Anche la difficoltà gioca il suo ruolo. Un livello di sfida troppo basso finirà con l’annoiare, mentre uno troppo alto potrebbe non permettere al giocatore di scoprire abbastanza elementi del gioco per affezionarcisi e voler scoprire dell’altro; allo stesso modo una difficoltà interamente lasciata al caso potrebbe frustrare il povero giocatore.

Permadeath, che passione

Dungeon souls non perde tempo, ci offre la possibilità di giocare una serie di livelli tutorial, mentre l’opzione Play è brutale, adatta anche a partite lampo senza troppi merletti. Si sceglie play e si gioca.

E, nei primi secondi di gioco, si rischia già di morire.

 

Pixel Art ed esecuzione classica

Dungeon Souls è un roguelike/hack’n’slash con elementi RPG, permadeath e mappe generate casualmente.

La formula è delle più classiche e collaudate. Viene proposto inizialmente uno spettro di classi tra le quali scegliere, alcune sbloccabili più avanti nel gioco. Ognuna ovviamente avrà le sue caratteristiche chiave, attacchi speciali e ovviamente stile di gioco. Sono coperte tutte le classi più iconiche come il barbaro, il guerriero, il ladro e molte altre.

Scopo di ogni mappa è attivare un numero variabile tra 2 e 5 di cerchi rituali, che evocheranno un circolo di creature non appena saremo abbastanza vicini.
Le mappe sono costellate di trappole, torrette sparaproiettili, macigni, ma anche di oggetti distruttibili contenenti prezioso loot, e eventuali mercanti erranti. Attivato l’ultimo circolo dovremo recarci verso il centro della mappa prima che un’entità malvagia ci raggiunga, uccidendoci. Dall’altra parte del tunnel ci aspetteranno nuove mappe oppure saltuari boss di fine livello. Ogni morte è permanente e ci costringerà a ricominciare la serie di dungeon dal principio, con la possibilità di spendere l’oro raccolto in potenziamenti permanenti per tutte le classi, in modo da iniziare di volta in volta con un poco più di vantaggio.

La pixel art è di buon livello e colorata, le musiche si lasciano ascoltare, e la varietà degli oggetti è sufficientemente alta per indurci a tentare la fortuna in partite successive. Il tallone d’achille di questo gioco è la difficoltà base, già di per se alta, alla quale si aggiunge un valore completamente affidato al caso, come pure affidato al caso è la potenza degli oggetti che potremo raccogliere. Questa alta componente di casualità, che slega la bravura del giocatore dai suoi progressi è un fattore sul quale Mike Studios dovrà lavorare, e spero che la versione definitiva del gioco tenga conto di questa grande varianza. In soldoni, a parità di bravura, una persona potrebbe riuscire a finire il gioco oppure morire dopo 10 secondi, a causa di fattori totalmente casuali, come la bontà del loot e la comparsa di nemici più o meno ostici.

Dungeon Souls, che ricordo essere ancora in sviluppo, è in bilico tra “il gioco affatto originale ma ben realizzato” e “uno dei tanti roguelike indie”. Se siete appassionati di roguelike pixellosi, prendetelo al volo.
Per come si presenta adesso ha tutti gli elementi per renderlo un gioco appetibile, seppur non originale e con degli evidenti difetti di bilanciamento e rigiocabilità.

Una modalità coop (non presente) potrebbe elevarne il livello.

Sotto il nick di Neatwolf, sono sviluppatore di giochi indie, programmatore, VFX artist, Unity3D publisher, con una buona infarinatura in tutti i campi dello sviluppo giochi. Mi piacciono gli anacardi, gli orsi, le cose pucciose e i videogiochi. La mia vita è completamente basata sui videogiochi e sulla loro creazione, sin dai tempi del Commodore 64 e del Sega Genesis. Dopo esser rimasto per una vita nell'ombra, ho deciso di recente di fare il mio "coming out" come sviluppatore su Steam, e passo volentieri il mio tempo giocando, sviluppando giochi per me o per altri, e recensendo titoli indie di altri colleghi di disavventura :)