Indietro nel tempo.

Simone

Double Dragon IV

Sviluppatore: Arc System Works
Publisher: Arc System Works
Genere: Picchiaduro 2D a scorrimento
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Double Dragon rappresenta forse uno dei più iconici nomi del videogioco sin dall’ormai lontana e spesso rimpianta epoca degli 8-bit. Se è vero che i picchiaduro a scorrimento sono ormai sul viale del tramonto in favore dei ben più celebri action al cardiopalma, il momento storico è adatto al ritorno di fiamma per titoli dall’aspetto e dal gameplay tipico dei tempi andati. L’ha già fatto Capcom riproponendo la mascotte Megaman/Rockman in veste 8-bit, e ci prova ora Arc System Works riprendendo in mano le avventure dei fratelli Billy e Jimmy Lee e portandole in formato digitale su Steam e PS Store. Riproporre un classico con una veste invariata può ancora catturare l’attenzione del pubblico moderno?

Dopo gli eventi narrati in Double Dragon II, i fratelli Billy e Jimmy Lee si dedicano ad un sogno rimasto irrealizzato: far conoscere lo stile marziale Sosetsuken tramite la fondazione di palestre in tutto il paese. I due fratelli non sanno però che dalle ceneri della gang Black Warriors stanno nascendo i Renegades, ceffi intenzionati a porre fine alla loro vita una volta per tutte. A bordo dell’auto di Road Blaster (aaah..i ricordi!) i gemelli si preparano ad affrontare nuovamente nemici temibili a suon di pugni, calci ed arti marziali micidiali.

IL DRAGO A DUE TESTE

La trama è, come sempre, semplice e rappresenta un puro pretesto per inserire il giocatore negli eventi di gioco e spiegare “perchè” ci si trova nei panni di Billy/Jimmy a menar le mani. Double Dragon IV rappresenta in tutto e per tutto un titolo classico della serie, con asset grafici presi di peso dalle vecchie versioni NES/Famicom e trasportati nella nuova generazione videoludica per creare un nuovo prodotto. Il principale problema del gioco fa capolino proprio da questo fatto che, normalmente, dovrebbe rappresentare un punto di forza: Double Dragon IV non crea nulla di particolare, né apporta alcuna significativa innovazione alla formula già conosciuta su console oltre vent’anni fa.

Sin dai primi momenti appare chiarissimo il quasi inesistente sforzo produttivo/tecnico riposto nello sviluppo del gioco: si tratta perlopiù di un “riproporre” modelli classici, un giocare sulla nostalgia degli appassionati. Conferire a questo capitolo la numerazione ufficiale della serie può forse servire a stimolare le ghiandole salivari di alcuni giocatori della vecchia guardia, ma creare un titolo povero di contenuti e puntare all’estetica della versione più povera (quella NES per inciso) dimostra una scarsità di idee preoccupante. Se esteticamente si ha di fronte un titolo rimasto fermo all’era 8-bit, la stessa cosa si può purtroppo dire del gameplay in generale: sono presenti i classici pugni/calci/salti e le combo più note per sferrare colpi decisivi, ma del resto c’è decisamente poco da salvare.

I nemici sfoggiano una IA tremendamente basilare, che passa dalla più becera stupidità allo spammare mosse inarrestabili entrando in contatto con l’avatar del giocatore in tempismo perfetto per impedire qualsivoglia reazione: non è inusuale infatti perdere due o tre vite consecutivamente nelle fasi avanzate di gioco proprio a causa di questo “barare” dei nemici. Generalmente ci si fa strada nei vari livelli utilizzando sempre le stesse mosse a ripetizione, con una sorta di memoria meccanica appresa durante le prime fasi di gioco oppure “riacquistata” dai tempi andati. Quando si presenta un titolo con il nome Double Dragon, è quantomeno consigliata una certa attenzione nel riproporre feeling noti ma tenendo anche conto delle innovazioni che il genere ha visto negli anni successivi. In passato, spesso, la difficoltà estrema veniva utilizzata come tappabuchi per coprire scarsa longevità e trama inesistente: Capcom con il suo Megaman 9 ha presentato un prodotto “vecchio” nell’aspetto ma “nuovo” nei contenuti e nelle idee. Questo Double Dragon IV tra pecche della IA, difficoltà mal calibrata e produzione generalmente afflitta da mancanza di sperimentazioni di qualunque natura si salva dal tracollo totale solo per il nome che porta. Nonostante i difetti, qualche appassionato sfegatato (ed in parte probabilmente masochista) potrebbe apprezzare l’idea di riprendere in mano i fratelli Lee, ma si tratta di una ristrettissima cerchia di persone disposte a passare sopra a molte pecche.

Quali sono i punti forti del gioco quindi? Ben pochi, contando la buona scelta dei personaggi e la Modalità Torre che permette un approccio differente, uno stile grafico che a sprazzi riesce a farsi apprezzare per un misto di nostalgia e buona realizzazione, e per finire un feeling generale “old school” che può senza dubbio strappare un sorriso e qualche esclamazione positiva nelle fasi iniziali. Per il resto (e nessuno è più rammaricato del sottoscritto nel dirlo) Double Dragon IV rappresenta forse il tramonto definitivo di una delle saghe più iconiche del videoludo: ben venga il poco apprezzato Double Dragon Neon, creato con una buona dose di inventiva da quei geniacci di WayForward.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Ultimamente è di moda il “retro style”, soprattutto per i titoli indie. Arc System Works tenta di rinverdire i fasti dell’epoca 8-bit con un sequel ufficiale di una delle saghe più iconiche del videoludico fallendo l’impresa. Livello di difficoltà drasticamente abbassato, un puro riutilizzo di “cose” già viste senza un briciolo di innovazione ed un comparto sonoro sottotono condannano Double Dragon IV a destreggiarsi con le uniche cose buone che ha da offrire: un gameplay ampiamente rodato ed un feeling “old school” che appaga i vecchietti (come chi scrive) del settore. Un vero peccato.

rosso

Good

  • Buona scelta di personaggi.
  • Feeling invariato...

Bad

  • ...ma per pochi minuti, poi ci si rende conto dello scarso livello di difficoltà.
  • Invariato dall'inizio alla fine.
  • Sonoro non all'altezza ed alcuni effetti mancano del tutto.
  • IA dei nemici ridotta all'osso.
5.5

Simone

Entrato nel castello di Dracula negli anni ’80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta