Quattro mesi e un gioco da rivalutare?

Antonio Izzo

Destiny 2 – La Maledizione di Osiride

Sviluppatore: Bungie
Publisher: Activision
Genere: FPS/MMO
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Sono nuovamente qui, per parlare ancora una volta di Destiny 2, dopo aver commentato la versione console e la versione PC. E non potrebbe essere altrimenti, per un titolo in costante evoluzione come questo che mira a tenere incollati i giocatori per lunghi periodi di tempo. Giustificati dalla necessità di dover lanciare per la prima volta nella serie un porting per PC (che si è rivelato pienamente riuscito), i ragazzi di Bungie hanno atteso ben tre mesi prima di arricchire l’esperienza di gioco con la pubblicazione di nuovi contenuti, arrivati all’inizio del mese di dicembre con la prima espansione, La Maledizione di Osiride. I giocatori si sono riversati nuovamente sui server, che avevano prematuramente abbandonato a causa dell’endgame mal strutturato del gioco base, e ad attenderli hanno trovato una nuova area social tutta da esplorare, situata sull’affascinante Mercurio, dove sembra quasi di trovarsi in un luogo a cavallo tra l’Egitto e il Medio Oriente. Dopotutto anche la colonna sonora che accompagna le nuove attività tradisce fin da subito la chiara ispirazione. I guardiani ebbero già modo di visitare il pianeta più vicino al Sole nel primo capitolo della serie, in alcune mappe multiplayer o come premio per una vittoria perfetta delle Prove di Osiride. Proprio quest’ultimo è il protagonista indiscusso della nuova quest imbastita da Bungie: il leggendario stregone, mentore di Ikora, si è perso tra le pieghe dello spazio e del tempo mentre era alla ricerca di un modo per mettere definitivamente fine alla piaga dei Vex. Qualcosa, prevedibilmente, è andato storto, e ai giocatori viene lasciato il compito di andare a salvarlo. 

Le premesse sono incredibilmente eccitanti, ma dopo un promettente inizio è già possibile intravederne i limiti. La nuova area calpestabile è davvero piccolina, al punto che non è neppure possibile (e nemmeno necessario) richiamare un Astore. C’è un solo Settore Perduto e un solo evento pubblico, che seppur piuttosto elaborato viene a noia molto presto, e ormai viene persino ignorato dalla maggior parte dei giocatori di passaggio.

LO STATO DEL GIOCO

La main quest è brevissima, non tiene occupati per più di due o tre ore e si prende anche il lusso di annoiare durante le fasi centrali. In parziale soccorso arriva una delle novità dell’espansione, la Foresta Infinita, una nuova area generata proceduralmente che muta in continuazione e mette i giocatori di fronte a sfide e nemici sempre diversi. A dire il vero, anche qui dopo un po’ viene meno la magia poiché ci si rende conto che le sezioni che si mescolano tra loro non sono poi molte, ma è indubbiamente apprezzabile la scelta di inserire un contenuto del genere, che spero di vedere nuovamente in futuro in una versione più approfondita e articolata. La portata introduttiva de La Maledizione di Osiride, quindi, si esaurisce molto in fretta, lasciando al nuovo endgame l’arduo compito di tenere incollati i giocatori. E spiace constatare che Bungie l’obiettivo non l’ha centrato neppure questa volta. In ogni nuova espansione sono sempre stati inseriti nuovi Assalti e neppure questa fa eccezione, solo che a questo giro hanno riciclato due missioni della main quest, riproposte in formato Assalto con un pretesto narrativo di bassa lega. Una caduta di stile che, a parere di chi scrive, è quasi imperdonabile.

Le Avventure Eroiche, almeno, si sono rivelate una gradita sorpresa: sono in tutto tre, non molte, ma abbastanza impegnative e divertenti. Gli amanti del grinding hanno invece trovato pane per i loro denti, poiché esaudire le richieste di Fratello Vance per mettere le mani sul nuovo armamentario e la ricerca delle Armi Prodigiose (versioni potenziate delle leggendarie già presenti nel gioco) è un’operazione lunga, faticosa e ripetitiva, il che non è necessariamente un male, dal momento che così facendo sono stati esauditi i desideri degli amanti del farming cresciuti a pane e MMORPG, rimasti delusi in passato. Chiude il quadro il Divora-Mondi, il Covo dell’Incursione, quello che a tutti gli effetti è un raid condensato, più breve e meno intricato del solito, ambientato nella pancia dello stesso Leviatano che abbiamo già calpestato nel gioco principale. È divertente e piacevole da affrontare in gruppo, come tutte le attività per sei giocatori imbastite fino ad oggi dalla casa californiana, ma la comunità si aspettava un nuovo raid fatto e finito e non ha nascosto la sua delusione. Non c’è molto altro di cui parlare poiché, molto semplicemente, è davvero tutto qui, ed è impossibile rimanere pienamente soddisfatti da questa prima espansione che si può esaurire nel giro di qualche settimana. Per l’ennesima volta le interessanti premesse iniziali sono state sprecate con un lavoro approssimativo, risultato in una quest principale abbozzata e in un endgame povero di contenuti, in alcuni casi riciclati (Assalti) oppure ridotti (raid in miniatura).

Cosa sta facendo Bungie, quindi, per tenere incollata l’utenza? Durante il periodo natalizio ha dato il via all’Aurora, un evento generalmente ben accolto, che oltre alla neve e al clima festivo ha introdotto nel mondo di gioco tanti nuovi oggetti di personalizzazione e quest a tema. Ha soddisfatto la fame di contenuti ma non ha mancato di generare qualche polemica, a causa della rarità di alcuni equipaggiamenti e alcune modifiche alle meccaniche di ottenimento della valuta in-game, la Polvere Luminosa, che sembravano invogliare gli utenti ad utilizzare le microtransazioni. Nelle settimane successive sono invece tornate le Contese di Fazione, che pure hanno innescato una pioggia di critiche poiché gli sviluppatori alla vigilia sono stati decisamente poco chiari sulle ricompense, alcune delle quali promesse ma rivelatesi impossibili da ottenere durante l’evento. Sembra davvero che Bungie non sia più in grado di mantenere le redini dell’ambizioso progetto Destiny: a volte per carenza di contenuti, in altri casi per politiche dubbie, e in altri ancora per problemi di comunicazione. Gran parte dell’utenza si è ormai disaffezionata, anche quella storica, e ha lasciato i server per dirigersi verso altri lidi. A breve tornerà lo Stendardo di Ferro e prenderanno il via i Giorni Scarlatti, un evento ispirato a San Valentino, ma la sensazione è che il gioco abbia terminato tutte le carte a sua disposizione. Non riesce più stupire né a soddisfare appieno le aspettative, e fino all’uscita della prossima espansione, per la quale potrebbero volerci mesi, la situazione difficilmente migliorerà.

Contenuti

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La prima e attesa ondata di contenuti per Destiny 2 non ha soddisfatto completamente le aspettative. La Maledizione di Osiride si è rivelata un’esperienza troppo breve, con alcuni contenuti riciclati, idee interessanti ma non del tutto sviluppate e un endgame ancora una volto troppo povero. Neppure il supporto nelle settimane successive alla sua pubblicazione ha convinto i giocatori: anche quelli storici stanno abbandonando la barca per dirigersi altrove, poiché i motivi per continuare a giocare fino alla pubblicazione della prossima espansione, che dista diversi mesi, sono decisamente pochi.

giallo

Good

  • Mercurio è molto affascinante.
  • La Foresta Infinita ha un grande potenziale, che merita di essere ulteriormente esplorato in futuro.
  • Il Covo dell’Incursione è interessante (anche se non al pari di un vero e proprio raid).

Bad

  • Main quest estremamente breve.
  • Diverse attività riciclate.
  • Endgame, ancora una volta, incapace di tenere i giocatori incollati a lungo.
6

Antonio Izzo
Videogiocatore da più di vent'anni, passa senza soluzione di continuità da una piattaforma all'altra e da un genere all'altro. Dategli un pad e vi solleverà il mondo.