Demon Gaze

Majkol

E’ dall’avvento di Wizardry che, puntualmente, vediamo arrivare sui nostri scaffali RPG dal gusto prettamente retrò totalmente dedicati alla ricerca di loot preziosi ed equipaggiamenti sempre migliori andando ad esplorare – rigorosamente in prima persona – dungeon infestati dalle più disparate forme di nemici.

vwp01Purtroppo non sempre i prodotti offerti sulla falsariga del già citato leggendario RPG di Sir-Tech sanno offrire ai giocatori un’esperienza ludica adatta ai giocatori di oggi, ed è possibile incappare in prodotti come questo Demon Gaze, sorta di lettera d’amore verso un passato di roguelike e dungeon crawlerche pian piano sta tornando alla ribalta, anche per merito di titoli come l’ottima serie Etrian Odyssey. Se proprio volessimo ardire un paragone, Demon Gazepotrebbe quasi essere proposto come una sorta di risposta di Sony all’rpg Atlus, benché, rispetto alla saga esclusiva per le console portatile Nintendo, il titoloKadokawa Games soffra di diverse mancanze che non fanno altro che minare l’esperienza generale. Andiamo tuttavia a conoscere meglio i pro ed i conto di questo gioco.

2510828-0001-720x408Dopo aver creato il proprio protagonista in un editor piuttosto scarno – che ci informa, fra le altre cose, che non importano il sesso e la razza che daremo al nostro eroe: tutti si riferiranno a lui come a un umano maschio, quando si dice, “mettere le mani avanti“… – si entra subito nell’azione, finendo per ritrovarsi prigionieri di un dungeon sotterraneo. Ovviamente, afflitto da un’amnesia e incapace di ricordare chi fosse prima dell’inizio del gioco, l’eroe si trova presto a fare la conoscenza di quegli elementi che determineranno, da qui in avanti, gran parte dell’ossatura iniziale dell’avventura. L’eroe entrerà infatti in possesso di un’abilità, il Demon Gaze, che consiste in una sorta di occhio demoniaco in grado di catturare demoni specifici e sprigionarne i poteri in battaglia – ma attenzione, un demone per volta e senza esagerare, altrimenti si incazzano! -, e verrà condotto in quella che sarà la sua base e il posto in cui interagirà con la moltitudine di personaggi non giocanti che compongono lo sgangherato cast di co-protagonisti del gioco. Ad affiancare il nostro eroe abbiamo cacciatrici di demoni in pensione, gestrici moe dell’ostello in cui dormiremo che ci faranno pagare, a ogni ritorno da una missione, una sorta di affitto delle stanza da letto che usiamo – somma che aumenterà non appena sarà reso possibile aggiungere elementi alla squadra -, armaioli che passano il tempo a litigare con i venditori di oggetti, e la lista potrebbe continuare senza smettere di sembrare piuttosto buffa o quantomeno appartenente a un filone narrativo piuttosto leggero. Tralasciando l’intreccio, che è comunque molto discreto e si evolve sullo sfondo, non risultando preponderante o invadente – a differenza di quanto succede in altri titoli NISA -, è possibile parlare della missione principale dell’eroe del gioco: battere e fare suoi i demoni maggiori che infestano i territori circostanti all’ostello in cui vive.

DemonGaze-review1-720x408Neanche a dirlo, l’unico modo che ha per poter affrontare queste creature è quello di tuffarsi nell’esplorazione – in prima persona, come vuole la tradizione del genere – di diversi ambienti, stando ben attento alle moltitudini di nemici che li infestano senza tanti problemi. Chiaramente, il compito non sarà semplice, e prevederà la chiusura di otto portali – presenti in ogni dungeon – che, una volta toccati, finiranno per stanare e rendere vulnerabile il demone maggiore di turno. Gli scontri sono mediamente ostici e prevedono una buona dose di strategia e di gestione dell’equipaggiamento per essere portati avanti con ingegnosità e con il buon piglio di chi, con le statistiche e i calcoli matematici, va a nozze. Molte volte sarà necessario rivedere le condizioni del proprio gruppo di protagonisti per proseguire senza intoppi, e benché il gioco non sia particolarmente proibitivo sotto questo aspetto, il livello di sfida rimane sicuramente al di sopra della media odierna del genere. Per chi volesse, è comunque possibile scegliere fra diversi livelli difficoltà, andando a scalare fino a rendere l’esplorazione dei labirintici box tridimensionali delle semplici passeggiate in soggettiva.

I portali di cui prima si faceva menzione possono essere usati per richiamare mostri ad hoc mediante l’uso di gemme, tanto varie quante sono le tipologie di equipaggiamenti disponibili per l’eroe. Sacrificando queste pietre preziose il giocatore avrà massimo controllo sulla tipologia di ricompensa che riceverà alla fine dello scontro. Sempre nell’ottica di un gameplay semplice da assimilare, ma abbastanza profondo da non annoiare per linearità o pochezza, si colloca la gestione dei demoni catturati, che possono essere rilasciati in battaglia sottostando a determinate condizioni che non possono essere evitate. In primis, ogni demone schierato al proprio fianco userà una sorta di indicatore in alto a sx dello schermo per poter utilizzare le proprie abilità, secondariamente, se questo verrà lasciato libero di fare quel che vuole per troppo tempo, potrebbe perdere il controllo, entrare in uno stato di berserk e cominciare ad attaccare chiunque sia impegnato nella battaglia indiscriminatamente. Portare con sé un determinato demone, inoltre, fornisce anche bonus passivi, come l’aumento di specifiche statistiche o la possibilità di vedere, al di fuori della battaglia, cose che diversamente sarebbero invisibili agli occhi di un semplice umano.

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L’esplorazione degli ambienti avviene mediante una griglia che divide le location in tante caselle, e prevede la possibilità di una sorta di pilot automatico in cui, andando ad agire sulla mappa, potremo dire al nostro eroe di dirigersi dal punto in cui si trova a uno a nostra scelta. Ovviamente, facendo menzione alle abilità passive offerte dall’uso di determinati demoni, le location sono disseminate di trappole, passaggi segreti e altri speciali che devono essere sbloccati con soluzioni sempre diverse.

Al di fuori di dungeon, esplorazioni e battaglie, il gioco ruota attorno all’ostello in cui abitano tutti i png principali del gioco, dove potremo anche trovare una sorta di bacheca delle richieste che andrà ad aggiungere missioni secondarie ai nostri compiti principali legati al plot.

2014-04-10-224532-720x408Quattro personaggi possono accompagnare il Demon gazer nella sua avventura, e questi potranno essere arruolati mediante l’esborso di una somma pattuita con Fran, la gestrice dell’ostello, andando irrimediabilmente ad aumentare anche l’ammontare dell’affitto. Gli eroi che compongono il party possono essere creati ad hoc dal giocatore o essere creati automaticamente dal gioco. La vasta gamma di razze, jobs e specializzazioni offerte dal gioco crea un ampio ventaglio di personalizzazione che, tuttavia, non impatta granché su quello che è il focus del gioco: il grinding, o meglio, il ripetersi continuo di combattimenti per alzare il livello dei propri personaggi.

Tutte queste meccaniche legate al grinding, alla necessità sempre maggiore di denaro ecc. sono ovvi motivi per cui Demon Gaze non può che essere consigliato a un pubblico davvero devoto al genere, in quanto ogni singola meccanica del titolo sembra gridare “assorbirò tutto il tuo tempo libero e non sarà mai abbastanza” da ogni singolo pixel. Sono inseriti diversi automatismi atti a velocizzare l’azione di gioco, come la possibilità di ripetere determinati pattern durante le battaglie o il già menzionato “pilota automatico” nelle esplorazioni, ma l’esperienza vuole che ogni tipo di automatismo, se applicato a una condizione variabile, si riveli quasi sempre fallace.

Non è che Demon Gaze sia un titolo impossibile da completare, ma difficilmente lo consiglierete a neofiti del genere o vi ritroverete a regalarlo alla vostra ragazza/o per S. Valentino, benché l’estetica “carina e lighthearted” possa trarre in inganno e farlo sembrare un titolo leggero e dai contenuti facilmente assimilabili.

DEMONGAZE2-720x381Per quanto riguarda il lato artistico, il gioco offre una delle presentazioni più semplicistiche e a basso budget che ci sia mai stato dato modo di conoscere negli ultimi anni e non ha alcuna difficoltà a mostrare con estrema sfacciataggine le ridicole animazioni che vanno a corredare combattimenti che di azione hanno ben poco. Se si levasse qualsiasi pattern grafico dallo schermo e si leggesse semplicemente l’addizionarsi e il sottrarsi di HP, ci si renderebbe conto che l’esperienza di gioco non cambierebbe di una sola virgola. La direzione artistica di matrice manga è inconsistente, diversi personaggi sembrano appartenere a molteplici autori con immaginari estetici differenti, soprattutto quando confrontiamo i personaggi e la moltitudine di creature che ci troveremo di fronte. Anche le schermate narrative o dedicate al fan service mostrano senza tanti fronzoli una certa pochezza grafica che mai ci saremmo aspettati da un titolo che, giocoforza, deve fare di tutto per reggersi in piedi su schermate fisse per ovvie limitazioni dei valori di produzione e del genere. Sempre paragonandolo a Etrian Odyssey, Demon Gaze, benchè abbia dalla sua una maggiore risoluzione degli artwork e del motore 3D, ne esce sconfitto sotto tutti i fronti, mancando di uno spirito di coesione che è invece respirabile nella serie similare targata Atlus. Commento sonoro e doppiaggio sono del tutto dimenticabili, il primo, in particolare, è quasi irritante sotto diversi aspetti, forse anche a causa dell’abuso di vocaloid all’interno delle composizioni.

Demon_Gaze_video_game_coverDemon Gaze

Sviluppatore: Experience Inc.
Publisher: Nis America
Genere: Dungeon Crawler / JRPG
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Demon Gaze porta con sé un sistema di gioco solido e abbastanza vario da poter fare la gioia dei fan del genere, ma purtroppo sembra impegnarsi altrettanto per allontanare con decisione chiunque possa anche solo provare ad avvicinarsi alla tipologia di RPG in questione. La presentazione, la direzione artistica e la pochezza narrativa non fanno altro che gridare vendetta ai cieli e francamente non possiamo fare altro che consigliarne l’acquisto ai soli irriducibili degli RPG come Wizardry. Per gli altri: fra poco uscirà Etrian Odyssey, just saying.

prezzoridotto

Good

  • Solido motore di gioco
  • Profondo al punto giusto
  • Personaggi bizzarri

Bad

  • Direzione artistica inconsistente
  • Colonna sonora
  • Grafica scadente
  • Tutto in inglese
6.3

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.