Ah! Il fascino della cara vergine di ferro....

Majkol

Kagerou, o per meglio dire Deception, è una serie creata dall’allora Tecmo per la fortunata console grigia di casa Sony. Fin dal 1996, il franchise, a metà fra uno strategico ed un RPG, ci ha messo nei panni di regnanti e ragazze di origini più o meno nobili alle prese con centinaia di invasori pronti a far loro le feste. L’unico modo per scamparla? Ma ovviamente piazzare più trappole possibili nelle enormi ambientazioni goticheggianti che fanno da scenario alle vicissitudini di ogni episodio della saga, e come altrimenti? Ah! Il fascino della cara Vergine di Ferro…

maxresdefault-2Deception IV non fa eccezione, e pur presentando un intreccio narrativo – o per meglio dire, un pretesto sul generis sovrannaturale… – apparentemente lontano dai canoni della serie, non fa altro che dare un caloroso “bentornato!” ai fans storici. Protagonista di questa avventura, dopo aver conosciuto la principessa triste del prequel per PS2, Trapt, è Laegrinna, niente meno che la figlia stessa del Diavolo. Ad affiancare l’eterea figlia del maligno ci pensa un team di pettorute Devil’s Angels, ognuna incarnante una specifica tipologia di trappola riconoscibile dalle tre colorazioni che definiscono il loro look.
Il terribile quartetto di demoni è messo alla prova da numerosi sciami di avventurieri, semplici curiosi o sfortunati che, malgrado il proprio background apparentemente inoffensivo, finiscono per entrare fra le mura delle ambientazioni che fanno da dimora alle protagoniste.  Il crescendo narrativo è incentrato sulla ricerca e raccolta di dodici reliquie chiamate “Versi Sacri”, oggetti possedutei dai discendenti di coloro che sigillarono lucifero in uno scontro avvenuto ben tremila anni prima rispetto gli eventi di gioco.

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Ovviamente la morale dei discendenti di questi “santi”, votati alla causa del bene e della giustizia, è stata profondamente influenzata dalle circostanze, e giocando scopriremo che dietro alle intenzioni dei “paladini di Dio” si celano diversi interessi molto più pragmatici e meno nobili di quanto ci si aspetterebbe. Fortunatamente il peso di queste parentesi narrative è collaterale e del tutto sorvolabile, tant’è che gli sviluppatori non hanno nemmeno perso tempo a realizzare scene cinematiche in motore del gioco, preferendo a queste intervalli testuali skippabili senza alcuna remore. Scelta tutto sommato condivisibile, visto il tenore della narrazione, spesso reminescente di intrecci dal sapore demenziale come quelli dei titoli di Nippon Ichi e soci, come ad esempio il recenteThe Witch and the Hundred Knight o la saga di Disgaea.
I personaggi in ogni caso non sono granché approfonditi e, tradendo la somiglianza fra le premesse dei titoli sopra citati e quella proposta dal titolo in oggetto, non possono godere dello stesso carisma iconico di Laharl e soci. La protagonista, ad esempio, è quasi sempre silente, e gran parte della storia è portato avanti dalle tre compagne di questa, le quali definiscono anche il ruolo della leader usando tecniche di scrittura atte a donare personalità a protagonisti muti, come l’escamotage portato avanti da The Legend of Zelda dove l’eroe è sempre affiancato da un partner che parli per lui. Si potrebbe anzi dire che le tre ancelle di Laegrinna rappresentino la sua vera ed unica voce, quand’ella non è impegnata a dire quelle due o tre frasi banali prima dello scontro con un nemico particolarmente ostico. aaaaa2E’ in ogni caso ammirabile lo sforzo da parte dello sviluppatore di donare, ad ogni singolo avversario, qualche riga di background narrativo, spesso andando incontro a siparietti più o meno comici nel momento che precede la morte di ognuno di questi, ma ciò certamente non basta per rendere memorabili una serie di personaggi dall’aspetto troppo simile o dalla personalità nemmeno suggerita.

Il focus del titolo rimane comunque una struttura ludica interessante che vede, al centro di ogni cosa, un buon numero di trappole e stratagemmi ambientali come unica risorsa per difendersi dall’attacco di sciami di avversari, concept che rimane, a distanza di anni, il marchio di fabbrica della serie. Non importa che siate principi in cerca di vendetta o figlie di satana: la saga di Deception è prima di tutto un esponente del filone ludico appartenente al genere strategico, in cui la pianificazione e, perché no, il buon gusto sadico per la tortura, fanno da padroni.

Qualora si scegliesse un determinato tipo di trappola – quest’ultime divise in tre categorie – e si riuscisse a concatenare efficientemente l’azione di queste, un punteggio, somma di cifre di colore diverso, mostrerà senza alcuna possibilità di fraintendimento l’esito della propria performance.

Deception-IV-Blood-Ties-Axe-SwingI dispositivi, pur legandosi a tre famiglie, si dividono in tipologie diverse, come marchingegni a muro, botole da terra, proiettili volanti e via dicendo. Il posizionamento di questi avviene mediante un una divisione del livello a scacchiera che va a sezionare ogni singola stanza delle ambientazioni – in cui è possibile muoversi liberamente – in riquadri sui quali è possibile navigare da un menù che ferma momentaneamente l’azione in corso. Una volta posizionate, le trappole necessitano di un intervallo di tempo specifico di carica e di cool-down dopo ogni uso, ma in linea di massima la loro attivazione viene controllata dal giocatore e dal tasto X del joypad. Ovviamente tempismo ed accortezza possono fare la differenza fra una concatenazione di trappole ben fatta e un buco nell’acqua magistrale. Inoltre, anche la giovane protagonista, pur dichiarando le proprie origini demoniache, è possibile preda dei meccanismi machiavellici di cui è fautrice, e se non si approccia con la dovuta serietà la filosofia di gioco potrebbe anche rimanere vittima delle sue stesse difese.

Certo, Deception IV: Blood Ties, offre varianti di ogni tipo sul fronte della quantità, fra trappole piazzabili, ambientali e di ogni genere, ma è possibile affrontare ogni sfida approfittandosi della deficitaria IA degli avversari e, se non si punta a divenire gli eroi dell’high score a tutti i costi, è possibile semplicemente posizionare Laegrinna in punti specifici in cui reiterare la stessa sequenza di trappole all’infinito. Tuttavia questo non farebbe altro che andare a ridurre ai minimi termini il feeling della serie Deception, perché l’importante non è sopravvivere uccidendo chiunque osi minacciarvi, ma farlo con eleganza e nel modo più coreografico possibile.

022Oltre ad un buon numero di variazioni sul tema delle torture (con esilaranti siparietti soft-core porn e panty shots gratuiti, sempre sia lodato il fanservice!),Laegrinna può potenziare le proprie abilità e il numero di marchingegni utilizzabili fra i diversi capitoli che compongono lo story mode. In questo senso, il gioco assume una connotazione RPG diversamente irrintracciabile. Il modello di crescita inaugurato da Tecmo premia l’utilizzo di specifiche tipologie di trappole regalando potenziamenti per quelle più utilizzate. Ciò significa che un giocatore che fa un uso smodato di armi di tipologia “Sadico” vedrà la possibilità di sbloccare strumenti di quel tipo sempre più potenti man mano che la campagna single player proseguirà. Le abilità sbloccabili, invece, sono per lo più legate a mosse evasive, facilitazioni nell’attivazione di trappole ed altre possibilità che rendono la protagonista leggermente meno inutile di quanto non sia nella sua versione iniziale, ma niente di particolarmente trascendentale.

Oltre ad una corposa modalità a giocatore singolo che permette di tornare sui propri passi fra un capitolo e l’altro per poter “pasticciare” quanto si vuole con le tante varianti che arricchiscono la scelta ludica di Deception IV: Blood Ties, il gioco presenta, inoltre, un Mission Mode in cui sono previste oltre 100 sfide da superare per la felicità di completisti e irriducibili del trophy level. Infine è possibile strutturare a proprio piacimento missioni e condividerle online o, nel caso non si possedesse un strabordante estro creativo, semplicemente scaricare quelle creati da altri utenti, rendendo, potenzialmente, il gioco infinito.Pur tradendo la pseudo-serietà degli episodi precedenti, Tecmo-Koei si è dimenticata che per svecchiare un brand ed aumentare il suo bacino d’utenza potenziale non basta ficcarci qualche stereotipo anime e cliché di sorta, e benché Deception IV: Blood Ties riesca a definire una propria identità nell’economia della serie d’origine, l’impressione è che sia stato definito fin dal principio come un prodotto a basso budget nel quale, sviluppatore in primis, nessuno avesse granché fiducia sotto il profilo commerciale. Di fatto il titolo rimane un gioco PS2 in alta risoluzione, con ambientazioni spoglie, effetti di luce e particellari d’altri tempi e una modellazione poligonale generale piuttosto carente. 270854-DC1Fortunatamente lo stile grafico quasi caricaturale è abbinato ad una narrazione dalle tinte leggere e ciò fa sì che non si senta granché bisogno di iper realismo per calarsi in modo convincente nelle atmosfere finto-traculente del titolo Tecmo-Koei. Buono invece il character design generale dei personaggi, pur abbandonandosi spesso a divagazioni estetiche figlio di quel fan service gratuito che da qualche tempo a questa parte abbonda nei prodotti giapponesi di profilo medio-basso. In ogni caso nulla di particolarmente volgare, a meno che vedere gemere una ladra su un cavalluccio di legno vi segni indelebilmente nell’animo.

291699_ps3_bDeception IV: Blood Ties

Sviluppatore: Koei Tecmo
Publisher: Koei Tecmo
Genere: Action/Puzzle Game
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PS3

Deception IV è un gradito ritorno di una serie storica di casa PlayStation sconosciuta ai più, ma non meno importante di molte altre. La formula di gioco intrigante e divertente deve fare i conti con diverse mancanze in ambito di level design e I.A. dei nemici, ma anche considerando questi punti il titolo Tecmo-Koei riesce a risultare godibile in tutta la sua imperfezione.

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Good

  • Meccaniche di gioco intriganti
  • Alcune torture sono davvero divertenti da vedere
  • Doppiaggio giapponese di buona fattura
  • Funzione Cross-Save
  • Venduto a prezzo ridotto
  • Per una volta i costumi alternativi per la protagonista non sono DLC, ma si sbloccano GIOCANDO (!!!)

Bad

  • Graficamente un titolo PS2
  • La formula ludica potrebbe perdere lo smalto delle prime ore molto in fretta
  • Non molto dissimile dai vecchi episodi della serie
  • I.A. deficitaria
  • Disponibile solamente in inglese
7.1

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.