Go West!

Majkol

Dead Rising

Sviluppatore: Capcom (QLOC)
Publisher: Capcom
Genere: Azione/Avventura 3D
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review
Fotografare determinate situazioni permette di fare il pieno di punti esperienza, così da sbloccare nuove mosse e rinforzare le statistiche di Frank.

Fotografare determinate situazioni permette di fare il pieno di punti esperienza, così da sbloccare nuove mosse e rinforzare le statistiche di Frank.

Sono passati ben 10 anni dalla prima volta in cui Frank West fece irruzione nel Mall di Willamette, città fittizia del Colorado. L’opera diretta da Yoshinori Kawano (director della serie Mega Man Zero) e prodotta da Keiji Inafune arrivò nel mondo dei videogiochi forte dell’iniziale popolarità di Xbox 360, in una generazione durata il tempo necessario per vederne la reputazione assurgere fino a diventare sinonimo di videogioco per poi precipitare sotto la mole di esclusive pubblicate da Sony negli ultimi anni di predominio di PlayStation 3. Fatto sta che Dead Rising, prodotto dall’estetica ispirata alla cinematografia statunitense, ma dal cuore pulsante degli arcade giapponesi, raccolse un successo talmente epocale da convincere la casa di Street Fighter a trasformarlo in una vera e propria nuova IP, affidandone lo sviluppo dei successivi capitoli al team canadese Blue Castle Games, oggi conosciuto come Capcom Vancouver. Nemmeno a dirlo, con il passaggio del timone ad un nuovo team di sviluppo e il passare degli anni, la saga tutta zombie ed estetica camp ha finito per subire diverse trasformazioni, al punto che oggi del vincente mix di cospirazioni, atmosfere horror, azione survival e un pizzico di follia, è rimasta solamente una banale copia, tanto che basta guardarsi un qualsiasi trailer di Dead Rising 4 per rendersene conto.

Con l’approdo della trilogia dei primi tre Dead Rising (o per meglio dire dei primi due, considerando che Dead Rising 2: Off the Record è solamente un’espansione stand alone del secondo capitolo) sulle console di attuale generazione, Capcom ha finalmente deciso di rompere l’indigesto rapporto di esclusività che legava il capostipite della serie alla console Microsoft di scorsa generazione, permettendo finalmente a tutti di saggiare la qualità di uno dei videogiochi più intelligenti e meccanicamente intriganti degli ultimi anni.

I’VE COVERED WARS, YOU KNOW?

Le situazioni sopra le righe abbondano.

Le situazioni sopra le righe abbondano.

Premettendo che la storia ha solo il compito di accompagnare il giocatore da un punto all’altro dell’enorme ambientazione esplorabile, in Dead Rising il giocatore veste i panni del corpulento Frank West, improbabile fotografo freelance alla ricerca dello scoop che possa cambiargli la vita. Grazie al suo infallibile intuito il nostro eroe si trova ben presto nel mezzo di un’epidemia zombie, apparentemente scoppiata nella città di Willamette, una sorta di Raccoon City dall’aspetto più bucolico. Poco importa conoscere le circostanze dell’accaduto, poiché la linea narrativa che muove Dead Rising non è altro che un omaggio a quel Dawn of the Dead (in Italia “Zombi”) di George A. Romero, circoscrivendo la quasi totalità degli avvenimenti al perimetro di un enorme centro commerciale da esplorare, memorizzare, fino a famigliarizzarne ogni angolo. Di primo acchito il titolo potrebbe ricordare un’iterazione della serie Musou di Koei Tecmo, ma basta prendere il joypad in mano e macinare le prime ore di gioco per comprendere che impegnarsi nell’uccisione del maggior numero di avversari non morti non è che la punta dell’iceberg di una struttura ludica che fa della gestione degli obiettivi a tempo e dell’esplorazione i due punti focali dell’intera esperienza.

Un esempio perfetto di come il titolo rifugga con prepotenza gli automatismi tipici dei prodotti di ultima generazione è rappresentato dalla freccia che, in ogni momento, capeggia nella parte alta dello schermo, indicando al giocatore dove deve recarsi per arrivare all’obiettivo designato: proseguendo nell’avventura e facendo proprie le conoscenze topografiche dell’enorme magazzino, diverrà sempre più inutile affidarsi allo strumento, potendo optare fra scorciatoie e passaggi segreti sbloccati dopo aver scortato sopravvissuti o aver affrontato i mini-boss sparsi sulla mappa, che nella storia sono rappresentati da agguerriti psicopatici.

La trama del gioco, malgrado rimanga un semplice pretesto, riesce a mischiare la giusta dose di cospirazione, horror e azione, tenendo incollati allo schermo.

La trama del gioco, malgrado rimanga un semplice pretesto, riesce a mischiare la giusta dose di cospirazione, horror e azione, tenendo incollati allo schermo.

Perché se è vero che Frank è interessato a scoprire la verità dietro al contagio della cittadina, è altrettanto assodato che il suo obiettivo è quello di salvare il maggior numero di persone ancora vive, intrecciando le loro storie personali con un gameplay in cui ogni secondo è vitale se si vuole soddisfare la voglia del completista che risiede in ognuno di noi. Sopravvivendo per 72 ore (almeno inizialmente…) in un’ambientazione brulicante di nemici si è spesso chiamati a valutare le proprie priorità, sul filo del rasoio di una tensione praticamente ormai assente nella stragrande maggioranza dei videogiochi contemporanei. La grandezza di Dead Rising è quella di creare un enorme labirinto in cui affrontare sfide dalla difficoltà sempre crescente senza mai fare sconti ai giocatori, ma invitandoli a migliorarsi di partita in partita, magari dopo che all’ennesimo game over si è deciso di riavviare l’avventura mantenendo il livello di potenza raggiunto dopo ore e ore di missioni e battaglie. In Dead Rising non esistono comfort gratuiti, e ogni traguardo va guadagnato con l’impegno, l’abilità e la pazienza. Un prodotto dallo spirito tipicamente old school che invita ad inseguire un concetto di virtuosismo ormai scomparso dai radar delle uscite contemporanee.

Dead Rising art000

A distanza di anni il primo episodio della serie rimane comunque quello più solido, confezionato con coerenza e rispetto dell’intelligenza del giocatore. Certo, essendo quello organizzato da Capcom un porting praticamente identico alla controparte per Xbox 360, tutti i difetti sottolineati all’epoca sono rimasti, e al netto di un’azione ancorata ai 60 fps bisogna ancora fare i conti con una IA dei sopravvissuti da mani nei capelli (invero parte del fascino dell’opera) e un comparto tecnico ormai vetusto, seppur reso più vivido e sicuramente piacevole da vedere dal supporto alle alte risoluzioni. La software house giapponese ha deciso di non aggiornare gli assets grafici utilizzati in origine, e ciò si traduce in un comparto estetico che mostra senza tanti problemi il segno degli anni, senza però farne un dramma: texture slavate e geometrie poligonali essenziali non possono ledere una struttura ludica così sofisticata come quella di Dead Rising, anche a distanza di anni.

 

 

 

 

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C’è sempre tempo per tornare a vestire i panni di Frank West, specialmente se questo significa farlo nel primo episodio della serie Dead Rising. Come un preciso e ordinato sussidiario, il titolo di debutto della saga mostra in tutta la loro freschezza tutte quelle caratteristiche che hanno fatto la fortuna di una delle pochissime nuove IP dell’industria giapponese ad essere riuscita ad imporsi sul mercato. Da preferire a qualsiasi sequel, anche considerando la mancanza di multiplayer e caratteristiche caciaroni assortite!

verde

Good

  • Gameplay vario, intelligente, non lineare.
  • Alto livello di sfida sempre sulla lama del rasoio.
  • Tanti oggetti, armi, vestiti e accessori da scoprire.
  • Più slot per salvataggi, a differenza dell’edizione Xbox 360.

Bad

  • Il livello di difficoltà potrebbe scoraggiare i giocatori più debosciati.
  • Rimasterizzazione grafica solamente sufficiente.
7.8

Majkol

C’è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d’epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.