Conan Exiles

Conan Exiles

Sviluppatore: Funcom
Publisher: Funcom
Genere: Survival MMO
Disponibile: Digital (Early Access)
Lingua: Inglese
Data di lancio: Non specificata

Al momento dell’assegnazione di Conan Exiles ho iniziato a sentire il solito lungo brivido dietro la schiena. Un brivido che contraddistingue tutte le mie giocate, appena avvio uno di questi survival online, i quali solitamente come grande elemento di eterogeneità hanno solo il nome (di conseguenza il brivido è sempre lo stesso).

Pur non essendo affatto dotato negli scontri PVP, la mia indole paziente e il mio senso di appartenenza al branco mi hanno portato a giocare con buona assiduità alcuni dei titoli più rappresentativi del genere: Rust, Ark, Day-Z (chiaramente nella versione mod di Arma II), The Forest, 7 days to die e finalmente Conan Exiles. Quest’ultimo, assieme forse ad Ark, si è voluto porre come punto di svolta da un coacervo di titoli promettenti ma contraddistinti da un budget non elevatissimo, al prodotto che oggi si ama chiamare “tripla A”. Conan Exiles ha infatti colpito principalmente per la grandissima copertura mediatica, i roboanti trailer pieni di muscoli e textures di alta qualità nonché un’ambientazione di tutto rispetto: il mondo fantasy di R.E. Howard. Dico subito che di punti di svolta ce ne sono ben pochi e che il cassettone dei survival non avrà bisogno per ora di uno spazio riservato.

Non essendo un colosso dell’editoria nostrana come Spaziogames, gli screenshot a corredo dell’articolo sono pure nostri.

Il gioco è infatti una versione di lusso di tutti gli altri titoli da me elencati. Eliminate le chiacchiere in merito alla “trama” (che consiste per ora in qualche minuto di voce fuori campo e nulla più) si passa subito alla nuda e cruda brutalità dei survival online. Per comodità elencherò le quattro fasi classiche di questa tipologia di prodotto:

  1. La prima fase è il farm, ossia la raccolta spropositata di risorse, necessarie sia per un primo sostentamento che per le successive esigenze di costruzione e mantenimento (il farm infatti, pur con dinamiche differenti, non si ferma mai).
  2. La seconda è la fase di building, chiaramente la costruzione di una propria base (o di numerose basi, affinché si coprano più punti strategici possibili) dipende tantissimo dalla qualità del farm e dalla presenza di alleati.
  3. Il looting e il raiding. Il primo consiste nella caccia agli elementi più rari e preziosi del gioco (nel caso di specie, la divertente nave pirata), il secondo alla demolizione e razzia delle proprietà dei giocatori rivali. Questo è solitamente il momento culmine di ogni giocata, molto spesso raggiunto solo grazie al lavoro di squadra.
  4. L’ultima fase attiene alla gestione del server, che per poter offrire una giocata sempre fresca e divertente subisce un wipe (ossia viene fatta tabula rasa) a intervalli costanti. Ricominciare da capo è infatti parte del processo, essendo praticamente impossibile riuscire a fronteggiare un gruppo di gioco che ha accumulato abbastanza risorse da potersi affermare come leader della mappa.

Mi scuso per gli inglesismi, ma si tratta di termini entrati di diritto nel gergo dei giocatori assidui di survival online. Queste quattro fasi sono ad ogni modo il leitmotiv di tutti i titoli di questo tipo, e Conan Exiles non fa differenza. Quello che differenzia Conan dai concorrenti è per ora un ottimo comparto grafico (sin da subito piacevole per gli occhi e abbastanza variegato), un team di sviluppo attento sia all’espansione dei contenuti di gameplay, che alla risoluzione dei problemi tecnici e un impianto di gioco piuttosto solido. Il prodotto offre infatti un numero elevato di oggetti costruibili, di edifici, di equipaggiabili, nonché un sistema di crescita del personaggio (sistema che serve ad aumentare tanto le caratteristiche del PG, quanto le sue ricette di costruzione) abbastanza equilibrato.

Il gioco si presenta come sufficientemente ostico: gli NPC non fanno sconti, pur avendo una IA non propriamente brillante; e risulterà da subito difficile resistere alla fame e alla sete. Componenti non secondarie, visti i limiti di altri prodotti affini, nei quali l’unico vero elemento di sfida rimane la presenza di giocatori più aggressivi. Il mondo di Conan invece è un mondo duro, nel quale anche un uomo solo necessiterà di doversi adattare raccogliendo risorse, costruendo e combattendo. Un’esperienza resa completa dall’online, nel quale diviene fondamentale anche trovare qualcuno con cui aiutarsi a vicenda, cercando di primeggiare attraverso il farming selvaggio e la forza bruta. Il gameplay sotto questo punto di vista offre ottimi spunti: gli edifici sono abbastanza facili da costruire, ma complessi da abbattere e le armi risulteranno pericolose in ogni loro versione (pur esistendo armi migliori di altre infatti, un uomo con un randello rappresenterà sempre una minaccia concreta). In poche parole, Conan regala sicuramente un comparto di gioco massiccio ed elaborato, garantendo ai giocatori la giusta dose di complessità e sfida. Non mancano però difetti, anche piuttosto gravi: il titolo è un early access certo, ma le patch che si sono susseguite in questi mesi hanno dovuto far fronte a problemi di notevole rilevanza. Bug, glitch, crash, lag frequentissimi, comportamenti anomali di strutture e NPC sono solo alcuni degli ostacoli che possono minare una qualsiasi partita. Una situazione che potrà dirsi risolta solo con l’edizione definitiva, anche questa però piuttosto lontana dal concretizzarsi nell’immediato futuro.

Senza troppi giri di parole, Conan Exiles è stato a mio avviso frainteso da buona parte della critica di settore, che a leggere alcuni dei più recenti articoli parla di grandissima libertà di azione, ambientazione complessa ed elementi di caratterizzazione del mondo di gioco. Si tratta di caratteristiche che potrebbero funzionare in pectore, ma che si traducono poi nella fattualità della giocata nei soliti meccanismi già visti e rivisti: collaborazione online, farm e combattimento. Se si considera che i server più divertenti resettano la mappa bisettimanalmente si capirà quanto siano lontane dalla realtà situazioni più ruolistiche. Sinceramente solo dei giocatori completamente digiuni da qualsiasi titolo survival potrebbero concepire Conan come qualcosa di diverso dalla concorrenza. I punti di forza del prodotto stanno esclusivamente nella lavorazione tecnologicamente più avanzata, che ha saputo fare tesoro delle necessità dei fruitori, prendendo spunto da giochi con features implementate nel corso di un iter più lungo e complesso. Il vero e unico nocciolo del gameplay di un simile videogioco risiede, ancora una volta, nella bontà dei server e nella capacità dei gestori di creare un mondo di gioco con regole precise ed equilibrate.

L’opzione che più mi stuzzicava in tal senso era proprio il filtro delle partite, orientato verso il PVP, il PVE o il gioco di ruolo puro. Modalità largamente ignorate, ad esclusione del sempreverde PVP, che spadroneggia nei server ufficiali e non. L’altro aspetto rilevante è quello delle mod, alcune delle quali vanno a toccare nel profondo gli assetti di gioco, consentendo approcci molto differenti. Anche qui però, nulla di nuovo sotto al sole, tanto che i server attualmente più frequentati presentano settaggi che si riscontrano anche in Rust o in Ark (primo fra tutti l’aumento di velocità di accumulo delle risorse). In conclusione ritengo piuttosto fuorviante trattare Conan Exiles per qualcosa di diverso da quello che è: un prodotto in linea con i suoi diretti concorrenti, ma con le giuste potenzialità per potersi distaccare in termini di qualità e tecnica.

Che bella la quinta elementare!

Il grande punto di forza del prodotto attiene quindi solo ed esclusivamente alla qualità del processo di sviluppo, che fino ad ora ha mantenuto le aspettative, se non addirittura superandole. Questo perché la software house ha innanzitutto stabilito un percorso di sviluppo serrato e ben definito. Conan Exiles dovrebbe infatti uscire dalla fase di Early Access entro il 2018, giovando in questo lasso di tempo di 6 macro-aggiornamenti. A tali corposi innesti, si stanno susseguendo numerose patch, atte al miglioramento dell’esperienza. E d’altro canto il gioco necessita di tantissimi interventi, visti sia i problemi tecnici da me elencati sia quelli che fisiologicamente si presenteranno con l’inserimento delle nuove features. Tra queste vale la pena ricordare l’utilizzo di animali da monta, da soma e d’assedio (cavalli, cammelli, elefanti e rinoceronti), un sistema di abilità magiche, un nuovo sistema di creazione cittadina e colonizzazione, nonché un nuovo bioma.  Se il calendario di lavoro verrà rispettato, garantendo parallelamente il giusto supporto tecnico, Conan Exiles potrebbe effettivamente spiccare tra i tantissimi giochi affini ma di media attanagliati dai soliti problemi di sottosviluppo.

Merita un paragrafo la trattazione della feature forse più discussa e più di successo del gioco – il che fa ben capire quanto siano complesse le aspettative del pubblico – ossia la personalizzazione del sesso maschile. Oramai è cosa nota che tra le scarne scelte a disposizione del giocatore (qualche taglio di capelli, la grandezza del petto e alcuni parametri del volto) spicchi la lunghezza del proprio membro. Ancor meglio, i salsicciotti che ne escono fuori sono soggetti a una fisica piuttosto accurata, tanto da sballonzolare a destra e sinistra in continuazione.

L’inutilità della cosa si accentua se ci si ferma un attimo a riflettere sul fatto che fino alla patch di pochi giorni fa era possibile il loot ripetuto del proprio stesso cadavere, alcune rocce nel deserto schizzavano letteralmente via all’impatto con il proprio piccone e via di questo passo. Nonostante questo, non può essere messa in discussione l’ipnotica bellezza di questo ragdoll virile e priapesco. A ben vedere, forse il gigantismo (non obbligatorio, sia chiaro) dei personaggi maschili è l’elemento più accurato e fedele all’universo Howardiano di tutta la produzione. L’ostentazione di un apparato riproduttivo esagerato infatti, mascherando sovente una certa qual insicurezza, ben si sposa all’ ideologizzazione del sesso di Howard il quale appunto – a causa di note turbe familiari – nascondeva la sostanziale ignoranza del mondo sessuale dipingendo il Cimmero come un Johnny Bravo del fantasy. Si che Conan oltre a “stringere tra le possenti braccia” donne dalla “pelle candida, coperte da un sottile velo di stoffa” non andava mai. Per ora i rimandi all’opera letteraria vanno di poco avanti, sebbene siano stati promessi con il tempo ulteriori aggiornamenti in merito.

Allo stato attuale Conan Exiles si piazza sul mercato come concorrente diretto dei soliti Ark, Rust e compagnia cantando. Non c’è nulla di sensazionalmente nuovo nel titolo di Funcom, ma il lavoro è buono e di qualità. Allo stesso tempo la lavorazione prosegue spedita e con miglioramenti tanto veloci quanto sensibili, mentre sono state promesse aggiunte consistenti anche a livello di trama e ambientazione. In conclusione, ricordando che si parla di un gioco ad accesso anticipato, l’acquisto è ottimo per gli appassionati del genere, un po’ meno per chi avrebbe desiderato qualcosa di diverso (magari in un futuro…)

Originariamente un ragazzo normale, gli anni passati in cerca di un connubio tra gli studi giuridici e i videogiochi hanno generato un ibrido terrificante. Ora viene chiamato il "Jason Statham dello Steam controller".