Vuoi piangere con me?

Dario

La versione internazionale di Clannad approda su Steam ad undici anni dalla prima comparsa del gioco, il corposo lavoro di adattamento è merito di Sekai Project, startup statunitense che dal 2007 si occupa di importare visual novel e di pubblicarne di inedite. Il protagonista di questa leggendaria visual novel è Tomoya Okazaki, liceale dalla fama di teppista e ritardatario cronico, oppresso dai tentativi da parte del padre di riallacciare un rapporto da tempo incrinato.
A ridosso degli esami del terzo anno, Tomoya si trova a stringere amicizia con cinque studentesse dai caratteri archetipici, tra cui Nagisa, ripetente ossessionata dalla Big Dango Family, e la geniale Kotomi, bibliofila esonerata dalle lezioni perché troppo facili.

In equilibrio

673401-clannad_5Ogni episodio dello scenario principale corrisponde ad un giorno sul calendario, durante il quale il protagonista va a scuola, segue le lezioni o decide di saltarle, e soprattutto interagisce con le ragazze, si impegna in dialoghi che spesso non vanno da nessuna parte e non hanno molto senso, ma è così che sono i dialoghi di uno slice-of-life, di una porzione di vita.
L’interazione avviene in luoghi ricorrenti, per esempio in biblioteca, dove Kotomi passa gran parte del tempo, nell’aula del club di teatro, ai piedi della salita che porta alla scuola – è qui che Tomoya incontra Nagisa per la prima volta.

Sulla trama diurna è innestata un’imperscrutabile sottotrama onirica, a cui è dedicata una serie di episodi notturni, ambientata in un non meglio definito Illusionary World, teatro dell’incontro tra il protagonista ed una figura di ragazza di cui non ci è dato conoscere i lineamenti.
La resa grafica del mondo illusorio è limitata ad un unico, scarno fondale, un tavolo di legno, una finestra, che non fa che accentuare le suggestioni metafisiche.

Il primo arco narrativo copre poco meno di un mese, sta a Tomoya, e al giocatore, cogliere le urgenze delle co-protagoniste, completare ciascuna delle path ed ottenere gli otto globi di luce che garantiscono l’accesso al secondo arco, After School.
Consiglio di salvare il gioco in più momenti e in più slot, al fine di portare avanti più di un percorso alla volta, non è sempre intuibile quale scelta ci metterà sulla strada di chi, e giocare ogni volta dall’inizio potrebbe risultare frustrante; durante il gioco è infatti possibile annullare soltanto l’ultima decisione presa, e se in questo modo possiamo rimediare ad un bad ending, non possiamo tuttavia riavvolgere ulteriormente il tempo.

Le protagoniste sono il perno attorno al quale ruota il carisma dell’opera: nonostante rispondano a degli archetipi, le loro personalità sono tracciate con la cura bastante a dare un peso alle scelte di Tomoya, nel momento in cui, per esempio, si trova a decidere se smettere di pranzare con una per cominciare a pranzare con un’altra, o lasciare le cose come stanno.

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Eppure…

clannad img000La scrittura è il punto di forza di Clannad, che vanta un intreccio ramificato e alterna più registri. Alcune delle soluzioni drammatiche sono senz’altro stucchevoli, ma la complessità e la finezza dello slice-of-life fanno da contrappeso ai momenti più ovvi e grossolani, i quali sono comunque connaturati al sottogenere di visual novel di cui Clannad è uno dei maggiori esponenti, non per niente battezzato Nakige, “gioco che fa piangere”. Gioco che dovrebbe far piangere, che scongiura il giocatore di piangere, e lo fa inserendo qui e là soluzioni posticce, da lacrima a comando, in assenza delle quali il non perderebbe niente, se non l’attenzione di un pubblico che preferisce sapere in anticipo dove trovare la commozione.
Dico che non perderebbe niente perché Clannad non è un melodramma, è un ottimo slice-of-life con delle toppe strappalacrime; è un crying game, il cui pubblico ideale non cerca ritmo, tensione, coesione tra i registri, ma lacrime, anche a costo di sacrificare tutte le cose appena citate.

I dialoghi sono articolati e intrisi di riferimenti culturali, che si parli di cibo, di folklore o di cultura pop, per questo la versione anglofona del gioco include un glossario, la Dangopedia. Clannad non ha dalla sua parte un character design curato o una grande varietà di fondali e animazioni, e a volte questo stona con la ricchezza della parte testuale, ma si tratta di un titolo pioniere, arrivato in occidente con un ritardo di più di un decennio.

Clannad_game_coverClannad

Sviluppatore: Key
Publisher: Sekai Project
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese

Dove trovo posso acquistarlo?

Steam

Contenuti

  • Fan Service
  • Fruibilità Gaijin
  • Linearità
  • Interazione

Si consiglia l’acquisto di Clannad a chi voglia affrontare una visual novel longeva e coinvolgente, che tiene conto degli stereotipi del genere e della domanda di parte del pubblico, ma che può dare sorprese anche a chi sia alla ricerca di un testo stratificato e vario.

verde

Good

  • Qualità sceneggiativa evidente fin dai primi minuti di gioco
  • Ottimo esempio di slice of life a sfondo scolastico
  • Notevole longevità

Bad

  • Diretto ad una specifica utenza
  • Le forzature drammatiche potrebbero indispettire
  • Comparto visivo non all'altezza della fama dell'opera
7.5

Dario
Amo i videogiochi, ma la mia passione principale è il nuoto. Se solo si potesse portare la PS4 in spiaggia...