Bromance sotto copertura

Luca 'LkMsWb' Balducci

Clandestine è un titolo indie il cui concept tanto semplice quanto geniale riescirebbe ad incuriosire chiunque: gioco stealth, due giocatori, uno interpreta la spia e l’altro l’hacker/handler. Proprio quest’ultimo punto è la vera novità proposta dai ragazzi di Logic Artists, e benché il prodotto possa essere giocato in single player la sua vera essenza si rivela solamente nel gioco cooperativo. L’introduzione del doppio ruolo ha infatti un impatto enorme, visto che la collaborazione fra i giocatori diventa un elemento imprescindibile, e la chat vocale qualcosa di irrinunciabile. Giocare in cooperativa migliora ogni campo, dal coinvolgimento nudo e crudo al divertimento, passando per immersione e atmosfera.

Ops! Mi sono scomparsi gli agenti

CL_Poster4Clandestine immerge il giocatore in una trama non proprio stupefacente: l’anno è il 1996, e gli omicidi di una serie di spie appartenute ad entrambe le barricate della guerra fredda (terminata cinque anni prima)  mette in allerta il mondo dello spionaggio internazionale. CIA e FSB – l’erede del KBG in Russia – stabiliscono una task force mista per capire come le informazioni relative agli agenti stiano diffondendosi. I due protagonisti, da buona prassi politically correct, appartengono a schieramenti differenti; aggiungiamoci l’esperienza nulla sul campo di Katya Kozlova, la protagonista “operativa”, ed ecco giustificate le prime missioni scelte appositamente come tutorial e per fare pratica con il sistema di gioco. Per fortuna il focus di Clandestine, come anticipato, è un altro, ed il gameplay cooperativo non delude.

La prima accortezza è semplice solo all’apparenza: chi fa da host gioca Katya Kozlova, in modo da non avere nessun tipo di latenza; non c’è una mappa, non c’è modo di violare (personalmente) i computer che si incontrano, e, in nome del bilanciamento, non si possono spostare i corpi delle guardie (stordite o uccise). Sì, perché in un moto di coraggio gli sviluppatori non si sono fatti problemi a rendere irrealistiche certe meccaniche purché il tutto fosse funzionale agli equilibri del gioco.

Katya è però fondamentale non solo nell’aspetto strettamente narrativo dei livelli: è il giocatore che la impersona che può trovare gli “Intel”, ovvero VHS, CD, nastri e altre forme di dati che corrispondono ad un bonus di punteggio che, a sua volta, permette di avere sempre più equipaggiamento disponibile di missione in missione; inoltre può trovare i “Dossier”, utili per potenziare le possibilità di Martin Symborski, l’informatico del duo e, presumibilmente, il secondo giocatore.

Il ruolo di Martin è di supporto, fra hacking di computer, telecamere, segnalazione delle guardie (che possono così comparire nell’HUD del primo giocatore), sparizione di corpi e via dicendo, il tutto cercando di non farsi scoprire dal sysadmin di turno, pena la perdita di gran parte dei progressi fatti nell’accesso forzato alla rete; ma non finisce qui, perché da vero e proprio handler il compito forse più importante resta quello di guidare Katya per il percorso più sicuro possibile: è Martin, infatti, ad avere sott’occhio una mappa interattiva dei livelli, sviluppati spesso anche verticalmente, e a poterne vedere i dettagli in anteprima tramite le videocamere di sicurezza.

Clandestine_screenshot_04

I risultati delle missioni combinano le capacità stealth, di esplorazione e di raggiungimento degli obiettivi secondari, e vanno ad influenzare anche i compiti successivi: oltre ad una differenza di dialoghi nei briefing fra le missioni, una scia di cadaveri porta sospetti e maggiori controlli negli scenari successivi, mentre un’azione puramente stealth può lasciare ai giocatori un compito più facile. Il punteggio è calcolato in modo piuttosto dettagliato, tenendo conto di testimoni visivi rimasti in vita, prove forensi  e via discorrendo: il tutto coinvolge i giocatori tenendo sempre alta la soglia di attenzione ed incentivando anche a ricaricare un checkpoint quando le cose procedono bene, ma non benissimo, segno che gli sviluppatori hanno  fatto un buon lavoro.

L’attenzione ai dettagli si nota anche in piccole cose come la posizione degli intel e dei dossier, che  varia  quando si ricarica il livello da capo, e lo stesso vale per i codici numerici necessari all’apertura delle porte. Una piccola chicca per dar valore all’esplorazione e per impedire che si possa giocare in un modo che annullerebbe l’anima stessa di Clandestine.

Clandestine_Screenshot_18Non è tutto oro quel che luccica

Tanti elogi quindi, ma anche qualche critica: il lato poco più che amatoriale della produzione emerge in alcuni dettagli, come le guardie che a volte posseggono una vista laterale di 180°, ma allo stesso tempo non sono in grado di sentire una porta aprirsi 20 centimetri alle loro spalle – anche qui, probabilmente, per esigenze di bilanciamento. L’intelligenza artificiale stessa segue dei pattern piuttosto prestabiliti, quindi le prime missioni possono risultare più difficili delle ultime, che contano quasi esclusivamente sull’alto numero di guardie per rendere il tutto più difficile. Ad onor del vero sono anche più armate, ma Clandestine spinge decisamente i giocatori ad un approccio più ragionato, sebbene non necessariamente pacifico, e il farsi sparare contro è negativo in qualsiasi livello di gioco.

La parte tecnica ed artistica non è migliore, ed anzi risulta il vero punto debole di questo titolo danese. Creato con il popolarissimo Unity Engine, Clandestine mostra ambienti altalenanti, modelli dei personaggi piuttosto brutti e animazioni ancora peggiori. La cosa non sarebbe un problema di grande conto se non fossero presenti anche numerosi bug fastidiosi, benché non game-breaking. Per fortuna i ragazzi di Logic Artists stanno lavorando piuttosto alacremente al rilascio di patch correttive, e la situazione è in miglioramento. Il titolo è doppiato in inglese, e la qualità della recitazione va dallo scarso al discreto, così come l’accompagnamento sonoro che, benché non memorabile, svolge il suo compito senza venire rapidamente a noia.

Clandestine

Sviluppatore: Logic Artists
Publisher: Logic Artists
Genere: Action/Stealth
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC

Dove trovo posso trovarlo?

Steam

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a

I ragazzi di Logic Artists non hanno semplicemente messo in atto il loro concept, bensì hanno avuto la capacità ed il merito di ragionare su di esso e di svilupparlo, curandolo nel modo necessario per renderlo un videogioco giocabile in single player e godibile in multiplayer, restituendo ai giocatori la sensazione di essere entrambi partecipi e necessari – e per fortuna! Clandestine rimane così un medium ludico, e non semplicemente un film interattivo, ruolo che per altro non avrebbe mai potuto svolgere. I difetti ci sono e rimangono, e Clandestine risulta alla fine un diamante piuttosto grezzo, e per questo non appetibile a tutti.

semafori indie-02

Good

  • Ottimo concept cooperativo
  • Sistema di gioco studiato per essere bilanciato fra i due giocatori e che richiede un certo grado di coordinazione
  • Modalità single player comunque disponibile…

Bad

  • …ma molto meno divertente ed efficace
  • Tecnicamente discutibile
  • Qualche bug di troppo
6.9

Luca 'LkMsWb' Balducci

Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.