La magia dell'empatia

Luca 'LkMsWb' Balducci

Blue Reflection

Sviluppatore: Gust
Publisher: Koei Tecmo
Genere: JRPG a turni
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

In casa Gust non manca certo l’immaginazione, specialmente quando si tratta di creare videogiochi attorno alla figura di “giovane donna”, così dopo mondi alchemici e notti demoniache questa volta tocca… alla scuola. Sì, Blue Reflection presenta l’incipit per eccellenza del genere shojo: Shirai Hinako è una studentessa del liceo femminile “Hoshinomiya Girls High School”, che inizia a frequentare dopo un lungo periodo sabbatico dovuto ad un infortunio. Nel riavvicinarsi alla vita scolastica, Hinako è dubbiosa e insicura: il suo ginocchio non è mai guarito del tutto, e costretta ad abbandonare la sua più grande passione – la danza classica – la ragazza ha perso anche ciò che la identificava, precipitando così in un limbo interiore alimentato ed ingigantito dal passaggio al liceo.

Parte da qui una avventura che si tinge presto di magia: dopo un’introduzione in perfetto stile anime passano pochi minuti e la nostra ex aspirante étoile si ritrova catapultata in un mondo bucolico ma abitato da creature aggressive, sperduta come nella vita reale. A guidarla però ci sono le voci di Yuzu e Lime (talvolta trascritta come Raimu, in un adattamento molto altalenante!), che le conferiscono un anello e le tracciano il percorso che la porta a liberare il suo potere di “Reflector”, svelato con tanto di trasformazione animata; il costume – vista la protagonista – non può che assumere la forma di un tutù! In un quarto d’ora, tutti gli elementi base del genere mahō shōjo sono serviti.

IT’S A KIND OF MAGIC

Purtroppo per Gust, troppo spesso fra le idee dello sviluppatore nipponico e l’effettiva realizzazione incorrono intoppi di ogni genere. Blue Reflection ha alla base una delle idee più originali proposte nel genere JRPG negli ultimi tempi, e avrebbe avuto la capacità di ritagliarsi una nicchia tutta sua; invece – complice uno sviluppo fin troppo affrettato – la sensazione che lascia nel giocatore è amarezza: alla scarsezza del lato “giappo-ruolistico”, complici meccaniche ben ideate ma fin troppo facili e ripetitive, si unisce un’inaspettata debolezza nell’impianto narrativo, che doveva essere invece il piatto forte del gioco.

L’ingresso di Hinako nel magico trio non è casuale, perché l’empatia della ragazza è davvero fuori dal comune, ed è anche al centro del suo potere di “magical girl”; la storia di Blue Reflection è incentrata attorno a tutte le tematiche del genere shojo: amicizia, difficoltà, comprensione, bullismo, amore; Hinako avrà modo di crescere nell’arco dei 12 capitoli che scandiscono il gioco fino al finale; la decisione di presentare solo le studentesse del liceo – non è presente nessun personaggio adulto, né altre ragazze, parenti o amici esterni – poteva conferire un’importanza maggiore alle situazioni che mano a mano si affrontano, ma l’estrema semplificazione delle stesse, nonché l’alternanza di momenti di pathos e passi che definire superficiali è poco, fa (de)cadere  il tutto in una specie di calderone dal contenuto informe. Certo, se l’ispirazione per creare una vita scolastica credibile – nei limiti del fantasy – è data da “Persona” o da “Trails of Cold Steel”, qua siamo ancora lontani, purtroppo.

Bene, Blue Reflection è anche un JRPG oltre ad una Visual Novel, e come tale presenta combattimenti, boss (le maghette non possono non salvare il pianeta!), livelli, statistiche e l’immancabile crafting, in questo caso limitato alla raccolta di materiali – il prossimo Atelier arriverà fra qualche mese!

Il sistema di combattimento alla base del titolo funziona… piuttosto bene, in effetti. Senza entrare nei dettagli, il sistema ideato da Gust sfrutta tutte le convenzioni classiche del genere, proponendo dei combattimenti a turni con tipi di attacco diversificati, abilità di supporto, gestione dei turni e l’immancabile possibilità di sferrare attacchi speciali via via più potenti e coreografici; il tutto è però proposto con una difficoltà media davvero bassa e con poco bilanciamento di utilità e potenza, ivi compreso il sistema di potenziamento delle “skill”, direttamente dipendente dalle relazioni instaurate con le compagne di scuola di Hinako. Oltre a fornire “frammenti di emozioni” alla protagonista, queste comprimarie hanno ruoli di supporto durante i combattimenti con i fatidici boss; peccato che il loro contributo sia davvero labile, rendendo il tutto più bello che utile.

La bellezza, d’altra parte, era uno dei focus principali di Gust durante lo sviluppo, e per gli amanti di manga e anime è impossibile negare che a livello di direzione artistica si sia raggiunto il risultato: il tratto scelto da Mel Kishida per disegnare le ragazze è riconoscibile ed ispirato, la colonna sonora spesso minimalista (con il solo pianoforte ad accompagnare gli eventi) è efficace, gli ambienti hanno un design che pone particolare attenzione ai colori, sapientemente accostati ai sentimenti; peccato che anche in questo caso si pecchi di superficialità, con buone animazioni che si alternano a movimenti “horror”, ambientazioni potenzialmente interessanti che invece risultano vuote, prive di vita, insignificanti. Stesso dicasi delle animazioni dei menù, curate sì, ma davvero tediose ed irritanti dopo la prima mezz’ora. Ancora una volta, la fiera del “vorrei, ma non posso”. Ci sarebbe altro da dire, vista l’attenzione posta verso dettagli come i vestiti “bagnabili”, la possibilità di scegliere come vestire le ragazze (e i DLC altrimenti come li potevano vendere), le inquadrature “birichine”… ma questi sono contenuti il cui interesse è soggettivo, e che non dovrebbero pesare troppo nel giudizio complessivo di un titolo che comunque si propone come un JRPG.

La versione PC merita ancora una volta una nota di demerito: la parte principale del gioco è derivata da PS4 – cosa non scontata quando si parla di Gust e Koei; peccato che questo sia forse l’unico pregio di un porting svogliato: filmati ipercompressi – su PS4 sono cristallini -, supporto a controller e tastiera che di fatto funziona esclusivamente come remapping del controller stesso: il mouse non esiste; nessuna opzione grafica al di là della risoluzione, il tutto chiedendo una VGA da 200 euro per tenere stabili i 60 frame al secondo con una qualità grafica da vecchia generazione di console, esclusi un paio di shader.
Al pari della versione console, su PC viene offerto il solo l’audio in lingua giapponese ed i sottotitoli in inglese, anche essi realizzati in modo approssimativo, tanto per non stonare rispetto all’andamento medio.

 

 

 

 

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Blue Reflections - PlayStation 4 (Videogioco)


List Price: EUR 59,99
New From: EUR 60,98 In Stock
Used from: Out of Stock
Release date September 29, 2017.

La seconda opinione

Avrei tanto voluto premiare il coraggio di Gust e Koei Tecmo, ma è giusto guardare in faccia la realtà: Blue Reflection è un JRPG ridotto ai minimi termini e se anche fosse nato come serie animata, vantando la medesima sceneggiatura, sarebbe risultato dimenticabile, senza particolari meriti. Speriamo che gli autori possano fare di meglio in un futuro sequel, che a quanto pare si farà.

Voto: 5.5 – Majkol “Zaru” Robuschi

Blue Reflection è un’intuizione geniale dalla realizzazione quasi comica, sì, perché i problemi in cui inciampa sembrano quasi troppo stupidi per sembrare veri; ed è un vero peccato, perché Gust continua a proporre concept che, sebbene di nicchia, meriterebbero qualità maggiore, e di conseguenza un successo maggiore. E per chi volesse: 74 euro di season pass.

rosso

Good

  • Concept interessante e per certi versi innovativo.
  • Direzione artistica riconoscibile e di qualità.
  • Hinako non è una protagonista malvagia…

Bad

  • …ma è chi scrive che la rende spesso banale.
  • Ripetitivo in tutti i suoi elementi.
  • Comparto tecnico ancora insufficiente.
  • La mediocrità generale affossa anche i momenti migliori.
5.5

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.