Per il bene di tutti.

Francesco

Batman: The Telltale Series

Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Genere: Avventura punta e clicca
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

(Qui trovate la recensione del primo episodio)
(Qui trovate la recensione del secondo episodio)
(Qui trovate la recensione del terzo episodio)
(Qui trovate la recensione del quarto episodio)

Siamo giunti alle battute finali di quella che sin da subito si è rivelata l’iterazione videoludica più sui generis riguardante Batman che sia mai stata fatta. Batman: The Telltale Series si è sin dal principio mossa in territori tutt’ora inesplorati in questo medium, facendoci conoscere più nell’intimità l’uomo dietro la maschera, attingendo a piene mani da quell’immaginario nolaniano che lo ha subito posto agli antitesi di quello che è il Batman Rocksteady della serie Arkham.

Il tutto è stato fatto con amore nei confronti del personaggio cartaceo e non solo, stravolgendo l’aspetto di alcuni personaggi ma tenendo fede al loro lato più intimo, esattamente come Nolan (al netto di qualche svista qua e là) fece con la sua Trilogia cinematografica entrata nell’empireo dei grandi cinecomic, consegnandoci un Bruce Wayne indimenticabile. Quest’ultimo episodio procede esattamente come gli altri, il che è un bene dal punto di vista dello storytelling (al netto di qualche risoluzione abbastanza frettolosa e insoddisfacente), ma molto meno da quello ludico e tecnico. Ma andiamo per gradi.

SIT BACK AND ENJOY

Tante cose sono successe nel bel precedente episodio: Bruce ha dato definitivamente un volto al misterioso nemico che affligge Gotham da dietro le quinte, e la cosmesi di Harvey Dent con Due Facce è ormai completa. Non si torna più indietro, e nulla per il playboy miliardario di giorno e giustiziere di notte sarà più lo stesso. Il punto di non ritorno non l’hanno passato solo loro, ma anche Gordon, messo alle strette dai suoi stessi commilitoni, Selina perennemente in fuga e Alfred asserragliato nei recessi più oscuri di una Wayne Manor ormai sull’orlo del crollo. La resa dei conti è vicina, e spetta al giocatore guidare Mister Wayne lungo percorsi brevi e scriptati verso la risoluzione della faccenda.
Ancora una volta la storia viaggia sui giusti binari. Al netto di qualche chiusura abbastanza frettolosa per certe questioni che avrebbero dovuto essere trattate con più ampio respiro soddisfa, è ben scritta e ottimamente girata, in classico stile Telltale. Al fin della fiera ci si viene da chiedere come renderebbe questa storia trasportata sul piccolo schermo seriale, magari in un telefilm prodotto da Netflix. Ma qui non si tratta di tv o cinema, ma di videogioco, ed è proprio qui che al netto di una narrazione coraggiosa e stimolante ci sono tutta una serie di problemi e di proverbiali passi indietro di Telltale rispetto alle altre sue produzioni più o meno recenti che rovinano di molto l’esperienza di gioco, allontanandola drasticamente dall’eccellenza.
Batman: The Telltale Series è una bella avventura a cui assistere, ma un gioco molto limitante e privo di altre gratificazioni se non dal lato narrativo dal punto di vista ludico. I QTE ridotti all’osso la cui errata esecuzione non porta ad alcun tipo di penalità, le fasi di investigazione tutte uguali in cui ci si muove in piccolissimi fazzoletti di terra collegando puntini per ricostruire la scena del crimine, dialoghi a scelta che difficilmente influiranno sulla risoluzione finale della trama. Questi sono tutti elementi che annullano la porzione ludica di questo Batman, rendendolo niente più che un serial in cui ogni tanto lo spettatore è chiamato a scegliere quale bivio prendere. Il joypad insomma per gran parte del tempo fa le veci di un telecomando e nulla più, ricordandoci ogni tanto tramite ordini a schermo che stiamo giocando a un videogioco. Un decisivo passo indietro dai QTE di giochi come The Walking Dead o il mai troppo lodato Tales of Borderlands, e un enorme passo indietro anche riguardo la libertà di narrazione che offrivano i suddetti giochi nell’arco dei loro capitoli.Discorso a parte per quanto riguarda la condivisione dei contenuti. Telltale ha utilizzato questo suo Batman come banco di prova per testare il Crowd Play, che trasformerà chi è collegato con voi da spettatore a giuria che sarà chiamata a condividere o meno le vostre scelte ogni qual volta si presentino su schermo. Tramite decisioni e spolliciate in puro stile social, insomma, anche terzi hanno la possibilità di interagire col giocatore, rivoluzionando la sfera totalmente individualistica delle più classiche avventure grafiche.
Il sistema, pur essendo interessante è abbastanza fallace visto che si basa tutto sulla connessione via smartphone. Capiterà spesso, infatti, che si presentino ritardi tra l’esecuzione di una scelta e l’arrivo di un feedback, rendendo l’esperienza alquanto mutilata della sua intenzione iniziale. Il Crowd Play è però una feature davvero interessante, che se verrà implementata meglio nelle future iterazioni Telltale potrebbe davvero rappresentare una rivoluzione in questo genere videoludico.
Tecnicamente purtroppo la creature Telltale Games non fa gridare al miracolo, anzi, regge persino male il confronto con altre belle opere come The Wolf Among Us e i già citati The Walking Dead e Tales of Borderlands. La palette di colori è abbastanza limitata, le texture sono in bassa definizione, il framerate è altalenante e i movimenti dei personaggi scattosi e desueti. Persino il character design è abbastanza mediocre, con modelli poligonali poco interessanti e caratterizzanti. Ho già parlato di come Bruce Wayne sembri Archer dell’omonima serie comica made in Netflix e Harvey Dent sembri molto più grande e grosso del Cavaliere Oscuro. Questi sono solo un paio di esempi che delineano bene quale sia il problema artistico della produzione: nessun personaggio ha carattere, le loro fattezze difficilmente verranno ricordate e sicuramente siamo lontani dai fasti barocchi della serie Rocksteady. Insomma, tecnicamente la visione di Gotham messa su schermo dai Telltale non risulta atroce, ma non brilla neanche di luce propria: è mediocre, e passa davanti agli occhi del giocatore così, episodio dopo episodio senza che nulla rimarrà nel suo cuore una volta portato a termine l’ultimo episodio. Ed è un peccato, visto quanta cura è stata messa nel delinearne la storia. Anche l’audio non brilla ma nemmeno sfigura: il doppiaggio è nella media, senza guizzi particolari o caratterizzazioni che rimarranno nel tempo e la musica prende dal classico campionario sonoro delle varie vicende di Batman presentando un more of the same di cui ci si dimentica presto. Si segnala oltretutto che il gioco è rimasto, anche a ultimo capitolo concluso solamente in lingua inglese, sia scritta che parlata.

Contenuti

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Personalmente sono sempre stato un grande fan del Cavaliere Oscuro, in ogni accezione data a ogni suo singolo personaggio. Ne ho amato i fumetti, gran parte delle versioni cinematografiche, persino i videogiochi. Batman: The Telltale Series è un gioco che ha avuto il coraggio di spingersi là dove nessuno si era mai spinto, proponendo una storia intima e ben congegnata dove l’investigatore mascherato lascia spesso il posto a Bruce Wayne. La storia narrata è fresca, nuova, si prende coraggiose e interessanti libertà proponendo una riscrittura in bilico fra tradizione fumettistica e reboot nolaniano e lo fa sapientemente, dosando alla perfezione le parti supereroistiche con quelle riservate all’uomo dietro la maschera coi suoi giochi di potere all’interno di una città ormai sull’orlo del baratro. Questo Batman però spesso si scorda di star raccontando la sua storia sfruttando il medium videoludico, rendendone la fruizione passiva, poco stimolante e interessante. Tutta la cura dell’operazione è finita ordunque nel delineare una bella storia, visto che tutto ciò che c’è di ludico e tecnico viaggia nella più totale mediocrità, senza guizzi e minimi cambi di registro in tutte le 7-8 ore che vi serviranno a portarla a compimento. Il Crowd Play e gli episodi di talk al termine dell’episodio liberamente consultabili dal menù principale sono un interessante plus che farà la felicità di coloro che desiderano prolungare, anche se di poco, l’esperienza di gioco.

verde

Good

  • Trama innovativa e sempre interessante.
  • Ottima durata complessiva.
  • Interessanti extra riguardanti la condivisione.

Bad

  • Grafica nella media.
  • Pessima gestione della parte ludica.
  • QTE insignificanti.
7

Francesco
Nato pigiando tasti a caso sul Commodore 64, cresciuto tra una partita a The Legend of Zelda e Super Mario Bros, Francesco è stato fulminato sulla via di Damasco da titoli come Xenogears, I Final Fantasy vecchia scuola, Metal Gear Solid, le avventure grafiche e i survival horror dell'era PSX. Fino a quando il medium videoludico racconterà una storia, XenoLink sarà lì pronto a viverle tutte!