"Be the Batman", ad ogni costo.

Francesco

Batman: The Telltale Series

Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Genere: Avventura punta e clicca
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

(Qui trovate la recensione del primo episodio)
(Qui trovate la recensione del secondo episodio)
(Qui trovate la recensione del terzo episodio)

Peculiare il destino dei penultimi episodi. In economia prettamente televisiva servono a creare il climax che porterà al season finale, a creare tensione, aspettative. Non entrano direttamente nel vivo, il loro scopo è creare interesse verso i fuochi d’artificio conclusivi. Spesso vengono considerati episodi di transizione, in cui si costituiscono solo le premesse di ciò che di veramente interessante lo spettatore vedrà una settimana dopo su schermo.
Non è questo però il caso del quarto episodio di Batman: The Telltale Series “Guardian of Gotham”, che parte in quarta e si regge per tutta l’ora e mezza utile a portarlo a compimento incredibilmente sulle sue gambe.

Come gli altri capitoli ci avevano abituato si riprende da dove lo scorso episodio era terminato: Bruce Wayne è stato ingannato, scoprendo che il lupo si nascondeva sotto le mentite spoglie di uno dei suoi più fidati alleati e dopo aver perso il controllo si ritrova confinato nelle fredde e inquietanti mura del celeberrimo e infame Arkham Asylum che tanto si era impegnato a chiudere, simbolo di una Gotham malata e corrotta, origine di tutti i mali e macchia indelebile sulla fedina del Casato dei Wayne.

ARKHAM ASYLUM

E’ proprio quando ogni speranza viene schiacciata sotto il peso dell’impossibilità ad agire concretamente che il rampollo verrà soccorso da un inaspettato alleato. Privo di un nome che lo identifichi e di un’identità, questo individuo dall’epidermide bianca e i capelli verdi che si fa chiamare John Doe diviene presto il nostro unico alleato e sarà grazie a lui che Bruce riuscirà a tornare a vestire i panni del Pipistrello e a risalire all’origine di tutti i mali.
Insomma, un grande personaggio della lore batmaniana viene introdotto in una maniera inaspettata e magistrale, in un inquietante inedito ruolo che se non sapessimo di cosa il Joker è capace potremmo quasi definire positivo. E’ proprio questo il più grande pregio di questa rivisitazione di Batman: tutti conoscono la sua storia e quella dei suoi più acerrimi nemici, tutti sappiamo di cosa sono capaci e quanto Bruce Wayne dovrebbe temerli. Sono bombe ad orologeria, tante facce di un’anarchia lacerante che scivola in un crogiuolo di pazzia e psicosi, eppure qui il giocatore li incontra per la prima volta. Sono cattivi in divenire, così come Bruce Wayne è un vigilante in erba, divorato dai sensi di colpa e da un castello di incertezze pronto a crollargli addosso in ogni secondo. In questo episodio troviamo meno spazio per la coppia Wayne-Kyle, ma non se ne sente per nulla la mancanza. C’è più Batman (anche se le fasi investigative son sempre quelle, fatte sullo stampino degli episodi precedenti e i QTE ridotti all’osso e troppo facili), un Harvey Dent in grandissimo spolvero, un Cobblepot ormai totalmente Penguin, il cameo di uno dei più inquietanti cattivi confinato nel Manicomio e un Joker totalmente atipico e incredibilmente inquietante, con i suoi sorrisi concilianti e la parlata calma e quasi rassicurante, intervallata da tetri sorrisi e terribili risatine. Episodio caratterizzato da grande scrittura ordunque, ma anche da discreti momenti action che pur non raggiungendo il climax del secondo episodio rappresentano ancora uno dei punti di eccellenza della produzione, grazie a una regia sempre azzeccata e un’ottima coerografia durante i basilari Quicktime Events. Ottimo anche il lavoro dei doppiatori e buono l’uso della palette cromatica che restituisce un feeling a metà tra i classici fumetti DC e il realismo thriller della Trilogia di Nolan.

 

 

 

 

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C’è ancora tanto da raccontare, e con l’entrata in scena dell’enigmatico e sibillino John Doe sono sicuro che ci aspetterà un finale coi fiocchi dal punto di vista narrativo. Ormai le speranze per una giocabilità più al centro della produzione latitano sempre di più, ma presa come una serie tv (poco) interattiva Batman: The Telltale Series rappresenta un acquisto obbligatorio per ogni fan del Cavaliere Oscuro, e un titolo da tenere decisamente sott’occhio per chiunque ricerchi in un videogioco la narrazione sopra ogni cosa, in puro stile Telltale.

Francesco
Nato pigiando tasti a caso sul Commodore 64, cresciuto tra una partita a The Legend of Zelda e Super Mario Bros, Francesco è stato fulminato sulla via di Damasco da titoli come Xenogears, I Final Fantasy vecchia scuola, Metal Gear Solid, le avventure grafiche e i survival horror dell'era PSX. Fino a quando il medium videoludico racconterà una storia, XenoLink sarà lì pronto a viverle tutte!