SI AVVOLGE NEL MANTELLO…È PROPRIO BATMAN!

Francesco

Batman: The Telltale Series

Sviluppatore: Telltale Games
Publisher: Telltale Games
Genere: Avventura punta e clicca
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dal rilascio sul mercato trent’anni or sono di Batman per Amstrad CPC, MSX e Sinclair ZX Spectrum alla popolarissima serie Arkham per console di ultima generazione, di avventure interattive dell’Uomo Pipistrello se ne contano a decine, facendo del Cavaliere Oscuro il super eroe fumettistico con più titoli nel medium videoludico. Il fascino che le gesta mascherate del miliardario Bruce Wayne esercitano sul lettore e lo spettatore prima e sul videogiocatore poi non ha pari probabilmente in tutto il panorama dell’intrattenimento supereroistico. I motivi sono molteplici, dalla psicologia di protagonista, comprimari e villains, alle vicende che investono spettri dell’intrattenimento mai così tanto variegati e fanno di Batman, dalla sua comparsa sul numero 27 di Detective Comics  del 1939 ad oggi in assoluto il giustiziere più popolare e amato da grandi e piccini.

Era solo questione di tempo prima che la Telltale, la software house che più di tutte è alla costante caccia di licenze su cui appoggiarsi per raccontare storie videoludiche nuove proponesse la sua personale versione della Gotham City tanto amata dagli aficionados DC. Sarà riuscita anche questa volta nell’intento di arricchire con il suo particolare stile tra fumetto interattivo e punta e clicca l’universo narrativo della licenza di turno? Non ci resta che cominciare a scoprirlo col primo episodio di cinque di Batman: The Telltale Series, ovvero Realm of Shadows.

C’è del marcio a Gotham City, un tempo fiore all’occhiello dell’economia americana oggi in mano a gang criminali e famiglie mafiose. Una città in cui l’elite gerontocratica corrode tutto ciò che di buono in passato grandi famiglie come quella dei Wayne e dei Cobblepot avevano creato e in cui l’ultimo barlume di speranza è dato da quei rari giovani con in mano quel poco di potere mediatico utile a distinguersi dalla folla. E’ questo il caso del rampante procuratore distrettuale Harvey Dent e del suo benefattore, l’ereditiero e chairman della WayneTech Enterprise Bruce Wayne. Il primo è l’uomo giusto per salvare Gotham alla luce del giorno, il secondo indossati i panni del suo alterego mascherato per vegliarla di notte. Due facce della stessa medaglia con l’obiettivo di salvare la propria città. Questo è l’incipit di quella che sin da subito si rivela una storia di Batman diversa, in cui il Cavaliere Oscuro lascia il posto all’uomo dietro la maschera, quel Bruce Wayne che per ragioni ludiche non ha mai avuto risalto nel medium videoludico.

È L’UOMO PIPISTRELLO, È BATMAN!

È proprio questo il maggiore (e forse unico) punto di forza di tutta l’operazione made in Telltale, l’opportunità di vivere in prima persona le gesta di un Uomo Pipistrello più vicino alla concezione Nolaniana (con richiami agli Anno Zero e Uno di Frank Miller), piuttosto che a quelle più fumettistiche della serie Arkham di Rocksteady. Al centro delle vicende c’è sempre un conflitto, ma per la prima volta a contrapporre Batman ci sarà quasi esclusivamente Bruce Wayne, e viceversa. In questo senso il Batman della Telltale è innovativo, interessante, fresco e stimolante e riesce a dare alle avventure ludiche del Cavaliere Oscuro uno spessore del tutto nuovo, ancora una volta, nonostante i 30 anni di onorata attività videoludica alle spalle.

Se dal punto di vista narrativo le premesse (perché solo di primo capitolo stiamo parlando) sono assolutamente degne di lodi, specie nella tessitura del lato umano di ogni singolo personaggio (il boss Carmine Falcone oltre i già lodati Bruce Wayne e Harvey Dent in primis), stessa cosa non si può dire per tutto il resto.

Il peggior nemico dei Telltale è la loro totale mancanza di innovazione. Dall’uscita di The Walking Dead nel 2012 fino a quest’ultima iterazione nonostante storie, stili e licenze cambino in realtà la software house ci propina sempre lo stesso gioco. C’è davvero poco da dire sul gameplay di Batman: The Telltale Series, poiché poco c’è da giocare. E’ in pratica un film animato interattivo, in cui di tanto in tanto si adoperano scelte nei dialoghi e bivi nell’esecuzione di certe azioni che porteranno poi a determinate conseguenze nella prosecuzione della storia. Di volta in volta vengono presentati un discreto numero di Quicktime Events (QTE) che vi faranno sentire un po’ più parte di ciò che accade sullo schermo e in pochissime occasioni vi sarà permesso di comandare direttamente il protagonista e di muoverlo direttamente in quadri dalle dimensioni ridottissime. Tutto sommato avrò preso il controllo di Bruce Wayne cinque minuti e di Batman una decina, in una scena in cui viene riproposto un “detective mode” abbastanza blando che ricorda un tantino quello visto nei Batman Arkham. In questo caso si tratterà di collegare diversi indizi tra di loro per ricostruire la scena del delitto. Tutto il resto saranno solo filmati e dialoghi a scelta multipla con qualche occasionale QTE davvero troppo semplicistico, persino per lo standard incredibilmente permissivo a cui ci ha abituato nel corso degli anni Telltale. Spesso consisterà nella pressione di un singolo tasto ogni tanto.

Graficamente il gioco è…il classico prodotto Telltale. Forte di uno stile fumettoso accattivante e in linea con lo stile DC, il comparto grafico è abbastanza povero e in larga parte, pur comparato con altre bellissime produzioni Telltale, artisticamente poco interessante, specialmente per quanto riguarda le ambientazioni. Scordiamoci la bellissima palette di colori di The Wolf Among Us, o lo stile sopra le righe di Tales of Borderlands, qui nulla è degno di nota, se non i personaggi principali della vicenda, che comunque sono stati oggetto di un makeover che potrebbe indispettire i fan più radicali dell’opera fumettistica. Ritroveremo un Harvey Dent più alto, forzuto e massiccio di Bruce Wayne (che somiglia molto più all’Archer animato delle produzioni Netflix piuttosto che al mastodontico ereditiero di casa Wayne a cui siamo abituati) e un Oswald Cobblepot totalmente irriconoscibile rispetto alla sua controparte cartacea (quest’ultimo sarà un duro colpo da digerire per gli affezionati del Pinguino classico). Nota di demerito per i personaggi di contorn, i cui modelli spesso si ripetono e si confondono, il che, vista l’operazione strettamente su binari e la durata esigua dell’opera è una cosa francamente imperdonabile. In una scena d’azione in particolare Batman avrà seccato almeno tre gemelli uno dietro l’altro, tanto che a un certo punto mi son chiesto in fase di recensione se il villain non avesse da qualche parte installata nel suo lounge una fabbrica di cloni.

batman telltale imgA fronte di un framerate instabile e di un antialiasing non proprio al top l’aspetto tecnico di Batman: The Telltale Series non riesce a passare l’esame, neanche se comparato con altre opere precedenti della stessa software house. Buono ma non stellare il doppiaggio, nonostante a prestare la voce al Cavaliere Oscuro ci sia Troy Baker, una delle voci più udite e talentuose del panorama videoludico di matrice anglosassone. La mancanza dello storico Kevin Conroy, voce di Batman dai tempi della Animated Series e costante presenza anche nelle più recenti iterazioni videoludiche si sente, nonostante Baker cerchi di imitarne il tono quando possibile.

Da segnalare la totale assenza di qualsivoglia traduzione italiana. Sarà comunque possibile attivare i sottotitoli sempre in inglese e deciderne la grandezza dei caratteri dal meù delle opzioni. La durata del primo episodio si attesta sull’ora e mezza, e finisce con un cliffhanger ispiratissimo che terrà sicuramente l’attesa alta fino all’uscita dei prossimi capitoli.

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Al netto di un po’ troppi difetti legati al comparto tecnico, specie sulla versione PC e di un gameplay che comincia a sentire il peso del tempo, la Telltale continua a rifulgere nel campo che le riesce meglio: quello della narrazione. Questo primo episodio di Batman: The Telltale Series appassiona e tiene attaccati allo schermo dall’inizio alla fine, e sul finale vi fa desiderare di mettere le mani subito sul secondo episodio, Children of Arkham di cui purtroppo non si sa ancora la data di uscita. In questo senso la natura episodica del titolo risulta una formula particolarmente azzeccata, sebbene renda impossibile una valutazione completa dell’opera, che dovrà dimostrare di resistere anche solo dal punto di vista narrativo nel corso di tutti e cinque i capitoli. In attesa di mettere le mani sul proseguo di questa peculiare avventura del Cavaliere di Gotham la speranza è che col proseguo degli episodi gran parte dei difetti, soprattutto di natura ludica vengano corretti, proponendo più fasi interattive, QTE per lo meno più stimolanti e fasi di detective che non si limitino a un paio di click sulla schermata di gioco.

Non ci resta che accendere il Bat Segnale e attendere l’arrivo del Pipistrello.

 

Francesco
Nato pigiando tasti a caso sul Commodore 64, cresciuto tra una partita a The Legend of Zelda e Super Mario Bros, Francesco è stato fulminato sulla via di Damasco da titoli come Xenogears, I Final Fantasy vecchia scuola, Metal Gear Solid, le avventure grafiche e i survival horror dell'era PSX. Fino a quando il medium videoludico racconterà una storia, XenoLink sarà lì pronto a viverle tutte!