"Sono piccoli problemi di intrugli, nati come pozioni nel suo calderonee!"

Majkol

Tecmo-Koei e Gust consolidano il loro matrimonio con questa versione occidentale di Atelier Escha & Logy Plus : Alchemist of the Dusk Sky, seconda occasione per vestire i panni della coppietta Escha e Logy dopo la pubblicazione della loro prima avventura su PS3, avvenuta durante il 2014. Questa versione Plus aggiunge diverse migliorie e tutti i DLC in precedenza pubblicati per l’edizione home console, inaspettatamente non limitandosi ad accorpare solamente extra insipidi: uno scenario aggiuntivo, infatti, sviluppa ulteriormente la relazione tra i protagonisti, già rivisti in un adattamento animato che ha confermato più volte la grande aspettativa riposta da Gust nel titolo in questione. Ma facendo un passo indietro, di cosa si sta parlando?

678a6f2c4e35e1a26ce8947a34bad4dc

Terra di Dusk

Escha e Logy sono due giovani mossi da motivazioni differenti e provenienti da background piuttosto lontani: la prima è un’ingenua alchimista che da sempre vive nella sperduta realtà rurale di Colseit, mentre il giovane dai capelli di platino proviene direttamente dalla grande città provincia che controlla. e direziona il mondo dell’alchimia nella regione abitata dai due. Il destino vuole che il loro incontro avvenga casualmente, come effettivamente accade all’inizio del gioco, tuttavia il loro rapporto finirà per essere uno dei punti cruciali attorno ai quali si svilupperanno le loro storie personali e quelle dei volti che li accompagneranno nel loro ruolo di impiegati della divisione di Ricerca e Sviluppo del villaggio di Colseit.

atelier-escha-and-logy-alchemists-of-the-dusk-sky-img602388Esattamente come i precedenti episodi della serie, l’approccio del franchise Atelier alla narrazione non ricalca la generica epica battuta da centinaia di RPG giapponesi, e cerca una propria identità in una struttura che, pur presentando elementi fantastici e avventurosi, crea un universo e riesce a renderlo interessante mediante il dipanarsi quotidiano di una piccola civiltà sull’orlo del precipizio. Il mondo di Dusk, infatti, è afflitto da una progressiva decadenza che miete vittime sia fra gli uomini, che fra gli animali, e l’atmosfera che si respira fra le rovine che i protagonisti esplorano e gran parte dei paesaggi naturali che fanno da sfondo all’avventura è sicuramente uno dei punti di forza del titolo Koei Tecmo. D’altra parte, la fortuna della serie è stata sempre basata sul carisma e l’aspetto affascinante dei protagonisti, forse un po’ stereotipati, ma tutti estremamente ben tratteggiati, dalla natura fragile e allo stesso tempo decisa. I siparietti comici abbondano e in questo capitolo in particolare è presente anche una sottile lettura romantica del rapporto fra i protagonisti. È inoltre da notare il totale abbandonano del fan service gratuito – seppur contenuto – di esponenti della serie come Rorona e Totori, il tutto a pro di una vicenda dai toni leggeri e delicati, ma dai risvolti interessanti.

L’ingenuità tematica e narrativa che permeava i prodotti della serie di Arland (Totori, Rorona e Meruru) è andata via via assottigliandosi, ed oggi possiamo sicuramente parlare di Escha & Logy come di un buona variazione sul tema JRPG sostenuta da un intreccio disteso e piacevole da seguire, nonché da un buon cast di personaggi eleganti e ben caratterizzati.

Atelier-Escha-Logy-Alchemist-of-Dusk-Sky-16Cieli di Dusk

Come vuole la tradizione, al centro dell’offerta ludica di questo capitolo della serie Atelier si individuano una serie di meccaniche fondate sul crafting, ossia la creazione di oggetti con specifiche caratteristiche partendo da ingredienti ed elementi base raccolti o ricevuti in cambio di missioni secondarie o scontri con nemici. Anche in questo caso si è chiamati a completare delle missioni a tempo legate al dipanarsi della storia principale, nonché compiti secondari più o meno importanti per il raggiungimento di un determinato epilogo o per l’incoronazione con il tanto agognato trofeo di platino. Fortunatamente la gestione di queste meccaniche a tempo è decisamente meno restrittiva rispetto a quanto visto negli episodi precedenti, ed è possibile gestire oculatamente i compiti secondari dividendoli fra le richieste di Solle – impiegato irremovibile degli uffici comunali di Colseit – e quelle legate alla missione principale. Nemmeno a dirlo, questi compiti si rivelano ripetitivi dopo solo due ore di gioco, ma essendo considerabili come semplici riempitivi e non pesando per nulla sulle meccaniche scandite dal tempo, non fanno altro che spingere il giocatore a dare il meglio di sé sul campo, fornendogli tanti piccoli obiettivi e premiandolo con ricompense via via sempre migliori.

Il sistema di crafting è schematizzato in menù decisamente più immediati e user friendly di quelli visti in passato, anche considerando le dimensioni del display di PS Vita. Logy può disassemblare reperti archeologici per creare nuove materie e potenziare equipaggiamenti, mentre Escha è in grado di creare oggetti, fonderli, ricalcando ciò che fino ad ora la serie ha proposto. Tutte le meccaniche che adornano l’offerta ludica, in ogni caso, vengono introdotte gradualmente e il titolo lascia il tempo necessario ad abituarsi ad ogni singola novità grazie anche a un buon ritmo narrativo che, seppur evolvendosi spesso in prolisse scene cinematiche basate su dialoghi forse un po’ banalotti, non fa altro che rallentare l’azione quando qualcosa di nuovo è introdotto, assecondando le necessità di neofiti e poco avvezzi alle logiche ludiche del franchise.

L’esplorazione e il sistema di battaglia seguono il modello inaugurato anni fa da Atelier Ayesha e riconfermato nel recente Atelier Shallie. Gli ambienti poligonali che compongono le varie location sono vari e pur se caratterizzati da un aspetto generale un po’ spoglio risultano in linea con quanto voluto dalle premesse narrative del gioco, un mondo sul ciglio della fine e, quindi, vuoto e decadente. Tuttavia devo ancora capire quanto possa essere effettivamente utile la possibilità data dagli sviluppatori di spiccare salti, quando il level design non solo non ammette la possibilità di prodigarsi in abbozzati elementi platform, ma non fa nulla per sviluppare in verticale quanto si vede. In ogni caso è chiaro a tutti che Gust ha inserito il balzo solo per poter mostrare le mutandine delle protagoniste, è inutile girarci attorno.

Le battaglie a turni, invece, propongono un party di ben sei eroi disposti su due file da tre, interscambiabili in ogni momento e messi in relazione, fra un attacco e l’altro, da una barra a destra dello schermo che permette di inserire azioni addizionali di attacco e difesa da parte dei compagni. Il tutto finisce per mettere in bella mostra un buon numero di azioni coreografiche sostenute da un ritmo dell’azione incalzante e ben strutturato. Pianificando bene le proprie mosse, è inoltre possibile sbloccare azioni speciali che utilizzano proprio la stessa barra, e che se riempita ad ogni turno con la sconfitta di un nemico permette di sfoderare alcune delle più devastanti tecniche mai viste nella serie – e nel campo degli RPG generale, almeno da un punto di vista squisitamente visivo. Siamo anni luce distanti da quanto visto in Atelier Rorona, il primo episodio PS3 della serie, ed è davvero interessante notare come la il marchio Atelier abbia fatto passi da gigante sia sul fronte tecnico che sotto il profilo meramente legato al game design nel giro di soli pochi anni.

maxresdefault-3

Sogni di eroi

L’aspetto tecnico è, come detto in precedenza, uno dei punti dolenti della serie, soprattutto col passaggio su PS Vita delle edizioni “Plus”, tuttavia Escha & Logy Plus può sfoggiare un character design senza mezzi termini fantastico, coerente con l’universo di gioco e reso ancora più convincente da dei modelli poligonali che ne ricalcano a perfezione le linee e i colori pastello. Molte volte capita di rimanere semplicemente pietrificati di fronte alla bellezza e alla magnificenza di questi avventurieri in cel shading, dettagliatissimi e animati in modo convincente, specie durante le sequenze che vanno a suggerire la potenza dei loro attacchi negli scontri con nemici e boss. Sfortunatamente lo stesso non si può dire per personaggi secondari e per gli ambienti, entrambi esageratamente spogli al punto tale da segnare una netta differenza fra volti legati alle vicende di gioco e tutto ciò che compone i grandi set poligonali su cui si muovono. Le scene cinematiche sono ora affidate ai movimenti dei modelli poligonali, laddove la serie, in passato, ha sempre preferito un’impostazione ispirata alle visual novel giapponesi, con box testi corredati da artwork bidimensionali dei personaggi impegnati nella conversazione. La rinnovata regia di queste sequenze 3D, unitamente alla scarsa varietà di animazioni di cui sono dotati i protagonisti, non riescono però a convincere completamente, il che è un peccato considerando la sontuosità della direzione artistica generale. In linea con le atmosfere e l’estetica sospesa fra il fantasy ed influenze chiaramente radicate nell’immaginario visivo del fumetto giapponese, anche la colonna sonora risulta ben fatta ed è ulteriormente impreziosita dalla presenza di diversi brani cantati – fra cui spicca l’eternamente strabiliante voce di Itou Kanako e lo splendido brando d’apertura – .
Il comparto sonoro va completare una cornice che consegna Atelier Escha & Logy : Alchemist of the Dusk Sky direttamente nelle mani di chi, il videogioco, preferisce viverlo come mezzo squisitamente artistico. Come sempre, plauso a Tecmo-Koei per aver reintrodotto la possibilità di giocare utilizzando il doppiaggio giapponese dopo l’improvvisa scomparsa di questa caratteristica dal precedente episodio, Ayesha: quando il feedback dell’utenza è tenuto in considerazione si è sempre ripagati.

Atelier Escha & Logy Plus: Alchemist of the Dusk Sky

Sviluppatore: Gust
Publisher: Koei Tecmo
Genere: JRPG / Gestionale
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PSVita

Dove trovo posso acquistarlo?

PS Store

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Atelier Escha & Logy Plus: Alchemist of the Dusk Sky è il miglior episodio della serie Atelier disponibile, questo malgrado le limitazioni tecniche dell’edizione PS Vita. Se cercate un’avventura dai toni leggeri e dalle meccaniche pacate, ma ben rodate, troverete nel mondo di Dusk e nella quotidianità di Corseit una buona scappatoia dalla vita moderna, nonché un’occasione per saggiare una delle più riuscite direzioni artistiche conosciute in un episodio di Atelier. Gli extra della versione Plus sono tali da giustificarne l’acquisto anche nel caso già si possedesse l’edizione PS3.

verde

Good

  • Modelli tridimensionali dei personaggi davvero affascinanti
  • Due protagonisti selezionabili, due approcci differenti
  • Extra dell'edizione PS Vita per nulla triviali
  • Doppiaggio giapponese scaricabile gratuitamente

Bad

  • Non adatto a chi ricerca intrecci tipicamente J-RPG
  • Frame Rate come sempre ballerino su PS Vita
  • Completamente in inglese
7.8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.
  • “In ogni caso è chiaro a tutti che Gust ha inserito il balzo solo per poter mostrare le mutandine delle protagoniste, è inutile girarci attorno.”

    Ottima scelta di game design, peraltro.