The Animals

Edoardo Carusillo

Animal Crossing: Pocket Camp

Sviluppatore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Genere: Simulatore sociale
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Android

Dopo la moda passeggera di Miitomo, il fenomeno estivo di Pokemon Go e il mezzo floppone di Super Mario Run, Nintendo sembra essere riuscita con Fire Emblem Heroes (qui la mia recensione) a produrre un mobile game longevo sfruttando un’IP piena di contenuti ancora da mungere – e il nuovo video animato promozionale lo dimostra eccome.
Dopo l’annuncio dell’aprile 2016, Animal Crossing è quindi l’ultimo brand dell’azienda videoludica a sbarcare sul mercato delle app per cellulari, con Animal Crossing: Pocket Camp. Vediamo un po’ se perfino uno dei più famosi franchise di simulazione sociale riuscirà ad affermarsi nell’appstore.

In Animal Crossing: Pocket Camp, si è chiamati a impersonare un avatar infantile personalizzabile  e a interagire con i vari animaletti antropomorfi. A differenza della serie classica, ambientata in un contesto urbano-rurale, questo titolo trova spazio in mezzo alla natura silvestre. Come suggerisce il nome, la base del giocatore è, per l’appunto, un campeggio, che può arredare secondo i suoi gusti e implementare con nuove tende e aree ricreative. Oltre al proprio spazio en plain air, si può disporre addirittura di un proprio camper, una “casa” anch’essa modificabile sia dall’esterno che dall’interno.
All’inizio del gioco, bisogna scegliere il proprio “stile” preferito tra quattro disponibili: sbarazzino, quello più roseo e carino, spavaldo, quello tecnologico, naturalista e sportivo. Tale scelta determina l’arredamento già presente nel campeggio e il tipo di personaggio che si incontrerà per prima.

IT’S A WILD WORLD, BABY!

Appena arrivato, il giocatore viene accolto da Fuffi, dolce mascotte canina introdotta in New Leaf, il cui scopo è illustrare un tutorial guidato dei comandi base e delle meccaniche di gioco.  Si viene quindi accompagnati nella zona boschiva, nel quale si conoscerà il primo compagno di campeggio; dopo le presentazioni, questi chiede di fargli un favore, ovvero di portargli un oggetto di quell’area. Al termine della missione, si viene ricompensati con delle stelline, la valuta del gioco, e materiali  di produzione. Raggiunto un certo livello di amicizia, si può chiedergli di unirsi all’accampamento, ma a condizione di possedere un set specifico di mobili. In mancanza di un negozio di arredamento, la coppia Marino e Alpaca compensano con la loro fabbrica di oggetti, a cui si deve commissionare i propri ordini. Dopo un lasso di tempo più o meno esteso, il lavoro è ultimato, e l’amico animaletto può finalmente trasferirsi nell’area del giocatore.

In termini di gameplay, Pocket Camp non si discosta molto dai giochi per console: lo scopo del gioco rimane sempre farmare quanto più possibile per massimizzare il proprio potere d’acquisto.
Se nella serie classica bastava vendere gli oggetti del proprio inventario per guadagnare ricchezza, in questa iterazione si presenta un ulteriore ostacolo, cioè la raccolta di materiali di produzione. Il giocatore viene infatti coinvolto in un ciclo perpetuo dove deve raccogliere gli oggetti di scambio, accumulare materiali e denaro e acquistare sempre più merce. Detto così sembra un procedimento tedioso e alienante ma, in realtà, è una dinamica quanto più fedele allo spirito dei giochi originali.  Il senso di monotonia può nascere però dalla limitatezza della fauna locale, ridotta a una ventina di pesci e insetti; in compenso, è più facile distinguere i tipi di pesci dalle dimensioni della sagoma, e non è più necessario doversi sorbire le freddure squallide dopo ogni cattura (anche se mi mancherà il “coleottero lucanide – lu cane di chi??”).
Inoltre, se prima l’acquisto dei mobili era legato a un desiderio più collezionistico e di “feng shui”, qui trova una vera ragion d’essere, visto che rappresenta l’unico metodo per reclutare gli animaletti.
Il catalogo non è smisurato quanto quello di New Leaf, ma penso che 482 articoli siano un numero più che sufficiente. Il “cast” degli abitanti del bosco, invece, conta solo 55 personaggi, ma la cosa bella è che nessuno abbandonerà mai la mappa, scegliendo invece di sostituirsi a rotazione di area in area. Chi era affezionato a Gigliola la rana potrà averla sempre al suo fianco nel suo campeggio, insieme ad Angelino il pinguino, Leo il leone e Maia la… ehm, ci siamo capiti.
Un’altra meccanica introdotta in Pocket Camp è il livello dell’amicizia: parlare con i personaggi ed esaudire le loro richieste consente infatti di innalzare l’affetto tra il giocatore e ciascun animaletto, quantizzato in una barra a forma di cuore: così facendo, non solo rende possibile aggiungerli nella propria cerchia di amici, ma permette anche di ricevere ricompense extra e premi speciali. Il livello massimo possible è limitato dal tipo di area ricreativa presente nel campeggio, la quale necessita di essere continuamente aggiornata per poter aumentare il livello di amicizia dei personaggi; un’area sbarazzina è più apprezzata da animali dai gusti sbarazzini, una spavalda da animi spavaldi, e così via, e per questo è consigliato circondarsi di amici con le stesse preferenze. Inoltre, salire di livello nei “social link” consente anche di accrescere il livello del giocatore, in modo da ricevere stelline, biglietti foglia, aumentare il numero di campeggiatori, ampliare lo spazio nell’inventario, eccetera…
Già che ne parlo, i biglietti foglia rappresentano, oltre alle stelline, la valuta premium del gioco, ottenibile solo all’aumentare del livello, al compimento dei vari achievement e naturalmente, con le microtransazioni. Fortunatamente, essendo un gioco “per bambini”, non sono così invadenti come in altri videogiochi, tanto che le volte di cui ne ho fatto uso finora si contano sulle dita di una mano. L’unico consiglio è di investirli negli slot extra della fabbrica, così da smaltire più velocemente gli ordini commissionati.

Nonostante la presenza di Tom Nook, noto procione strozzino del franchise, la sua figura è ridotta  a semplice robavendolo, insieme alle sorelle istrici Agostina e Filomena, nella piazza del mercato.
Ma non preoccupatevi, l’incubo opprimente del mutuo non è stato rimosso, bensì è stato affidato ai corvi dell’officina OK Motors, area specializzata alla personalizzazione del camper: qui è possibile acquistare vernici e skin nuove, cambiare modello del veicolo e allargare lo spazio degli interni – quest’ultimo servizio pagabile in comode rate. In realtà, modificare il camper è un vezzo del tutto estetico, senza nessun riscontro ai fini del gioco, e mi piacerebbe che questa caratteristica venisse maggiormente valorizzata, magari in qualche aggiornamento futuro.

Per chi fosse esausto dalle estenuanti battaglie di Fire Emblem Heroes, Pocket Camp può regalare un sospiro di sollievo, visto che il gioco non prevede nessun tipo di competizione tra i giocatori – ma anzi, per come è strutturata l’applicazione, l’esperienza di gioco risulta più agile se giocata in “cooperativa”. Condividendo i codici amico e collegandosi al proprio account Facebook e Twitter,  è possibile aggiungere alla lista amici i vari contatti, che possono esser visitati nel loro campeggio. In questo modo, si può chiedere il loro aiuto per accedere alla Cava Spalaspala, area remunerativa per ricevere ricompense, mandar loro “complimenti”, azione utile per ottenere la Polvere Amico e accedere alla loro bancarella. È sempre un’esperienza interessante andare a trovare i propri amici, perché si può assistere ai loro progressi nel gioco, e in un certo senso, vedere come l’arredamento del loro campeggio sia quasi il riflesso della loro personalità.
Tuttavia, sento che questo aspetto sia uno che meriti maggiori migliorie, perché sebbene io abbia più di una dozzina di amici attivi in questo gioco, sembra quasi di non avere mai abbastanza aiuto. Infatti, mentre ricevere un complimento è segnalato da una notifica in alto a destra, gli aiuti per la cava passano completamente in sordina, sia per me che per gli altri giocatori; inoltre, credo che la bancarella, a mio parere un ottimo mezzo per creare un mercato micro-comunitario, non sia usata  in maniera efficiente. Per me, catturare pesci e insetti è un’impresa del tutto fattibile, una semplice questione di buona volontà. D’altra parte, nella mia mappa il numero di frutta disponibile ogni tre ore è abbastanza limitato, specialmente per quanto riguarda le mele, le pere e le ciliegie. Date tali condizioni, a volte capita che la domanda di frutta richiesta dagli animali sia superiore all’offerta attualmente disponibile sulla mappa, generando una situazione di scarsità. Un mercato veramente attivo da parte dell’utenza non solo by-passerebbe questo problema, ma agevolerebbe l’esecuzione delle altre missioni, nel caso la raccolta di determinati oggetti diventi eccessivamente frustrante – per non parlare del rientro economico da parte dei venditori.
Le sfide giornaliere che richiedono la messa in vendita dell’inventario sono, secondo me, un buon stimolo per incentivare questa dinamica; sarebbe meglio se fossero assai più frequenti, magari con altrettante sfide che spingano all’acquisto delle bancarelle. Se così fosse, credo che sarà necessario implementare anche un controllo delle vendite, che limiti il numero di oggetti rari in commercio e  il loro prezzo massimo, in modo da evitare l’intasamento delle bancarelle. Sul serio, chi volete che compri il vostro tonno a 50.000 stelline??

Parlando del comparto tecnico, Pocket Camp appare più pulito che mai, con dei modelli poligonali molto più elaborati rispetto a quelli dei giochi per console; chissà se vedremo una grafica simile in un’iterazione futura. Infine, la direzione artistica è rimasta coerente con lo stile naive del brand.
L’unico rimprovero è che nella disposizione dei mobili, i movimenti soffrono un po’ della sindrome di The Sims: il giocatore può muoversi solo entro spazi di tre tile e se da un lato capisco che questo sistema sia stato pensato per evitare spiacevoli compenetrazioni, dall’altro è brutto vedere dei varchi nel campeggio del tutto inattraversabili per colpa di un mobile leggermente più grande del dovuto. Il risultato è un fastidioso senso d’ingombro.

 

 

 

 

Contenuti


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Dopo cinque anni dall’acclamato capitolo per 3DS, New Leaf, Nintendo torna a intrattenere con un nuovo titolo riciclando virtuosamente la propria formula, sebbene gli ovvi limiti dello smartphone.
Animal Crossing: Pocket Camp ha ancora tanto da offrire e altrettante migliorie da apportare, come quelle sopra elencate; i nuovi vicini, il nuovo tema invernale e la nuova area di “giardinaggio” sono alcune delle nuove feature proposte nell’ultimo aggiornamento!
Che aspettate a immergervi in questo nuovo coloratissimo soggiorno con i vostri amici?

semafori indie-03

Good

  • Mantenuto lo spirito della serie classica.
  • Gameplay semplice e rilassante.
  • Tante feature personalizzabili.
  • Microtransazioni non invadenti.

Bad

  • Strumenti e oggetti più limitati.
  • Alcuni problemi riguardanti lo spazio.
  • Multiplayer asincrono non del tutto convincente.
7.1

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!