Giù il cappello

A Hat in Time

Sviluppatore: Gears for Breakfast
Publisher: Gears for Breakfast
Genere: Platform 3D
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il 2017 sembra essere l’anno della rinascita dei platfrom 3D. Dopo un Yooka-Laylee, abbastanza deludente, il prossimo 27 ottobre tornerà Sua Maestà Mario con Odyssey, un capitolo che sembra avere le carte in regola per diventare un cult. Nel mezzo, e di sicuro meno clamore dei due titoli citati, troviamo A Hat in Time, titolo finanziato con successo su Kickstarter e sviluppato da Gears for Breakfast.
A Hat in Time si presenta come un collectathon vecchia scuola e un tributo ai platform 3D di Rare e Nintendo dell’epoca Nintento 64. Una presentazione, purtroppo, troppo spesso accostata a titoli mediocri o deludenti, ma fortunatamente A Hat in Time non si aggiunge in questa categoria.

Come spesso accade in questo genere, la narrativa funge solo da pretesto. In A Hat in Time si gioca nei panni di una ragazzina senza nome mentre cerca di tornare a casa, questo a bordo della sua stazione spaziale. Per colpa di uno sgherro della mafia che controlla il pianeta presso il quale orbita la stazione, perderà tutto il carburante, rendendo impossibile il ritorno a casa.
Per riottenere questo carburante – costituito da  40 clessidre magiche – il giocatore è chiamato a portare a termine i livelli nei quali sono divisi i mondi di gioco, analogamente a quanto accadeva con le stelle in Super Mario 64.
Le clessidre serviranno, oltre che per tornare a casa e terminare il titolo, per sbloccare varie sezioni della stazione spaziale, che svolge la funzione di hub centrale dal quale è possibile raggiungere i cinque mondi di gioco attualmente disponibili. A questi verranno aggiunti altri due tramite DLC gratuiti più avanti.

 

TANTE CITAZIONI NEL CILINDRO

Tutte le mappe sono caratterizzate a dovere e propongono un’ottima varietà d’ambientazioni, pur non rappresentando nulla di straordinario o mai visto nel genere. Una nota di demerito, purtroppo, va assegnata all’ultimo mondo disponibile, davvero privo di qualsiasi carisma o originalità.
Il primo tra questi mondi esplorabili è Mafia Town, una coloratissima cittadina, anche se non particolarmente ispirata, nella quale il giocatore può prendere dimestichezza con i controlli e apprezzare appieno la natura sandbox del titolo. Parlando dei controlli, sarebbe impossibile non lodarli per la loro precisione e per il feeling che restituiscono, facendo sentire l’utente sempre in pieno controllo dell’azione e rendendo piacevole anche solo gironzolare per le mappe senza un vero scopo.
Questa precisione è un aspetto è di particolare importanza se si pensa l’attenzione che gli sviluppatori hanno dato alla community di speedrunner
, fornendo impostazioni in-game apposite ma soprattutto confezionando delle mappe che favoriscono un’esplorazione veloce.

Nei vari livelli si trovano, tra i numerosi collezionabili, dei gomitoli di stoffa che consentono di costruire i diversi cappelli indossabili dalla protagonista e che le permettono di utilizzare svariati poteri, utilizzabili per esplorare zone altrimenti inaccessibili. Questo non deve far pensare ad un backtracking eccessivo, ma piuttosto ad un ampliamento delle possibilità d’azione, comunque non è un aspetto che è risultato invasivo o fastidioso durante le circa 10 ore necessarie per portare a termine il titolo. Queste diventano circa 15 se si punta al completamento al 100%.

Altro aspetto sotto il quale A Hat in Time si difende benissimo è il comparto sonoro: le musiche riescono ad enfatizzare a dovere le varie sezioni di gioco, con delle melodie che ricordano un mix tra Super Mario Galaxy e Banjo-Kazooie. Probabilmente perché tra i compositori si annovera anche Grant Kirkhope, famoso per aver lavorato alle colonne sonore dei platform Rare.
Colonne sonore che danno il loro meglio nelle boss fight, nonostante esse uno degli aspetti meno brillanti della produzione, risultando troppo simili l’una all’altra e finendo per essere troppo ripetitive. Infine, per quanto riguarda il comparto sonoro, è da segnalare un ottimo doppiaggio inglese.


Una chiara citazione ai platform del passato è costituita dai livelli bonus “Time Rift”. Questi devono essere scovati nei livelli di gioco già affrontati, l’unico indizio per trovarli è rappresentato da delle foto che ci forniscono qualche indicazione riguardante la loro collocazione. Questi, una volta trovati, porteranno il giocatore all’interno di stage speciali di puro platforming, molto simili a quelli di Super Mario Sunshine. Con il titolo Gamecube, le somiglianze si fermano presto, in Sunshine questi livelli erano terribilmente ostici, mentre i A Hat in Time non costituiscono una sfida particolare. La difficoltà in generale non è elevata nel titolo di Gears for Breakfast, questo, insieme alla mancanza di un contatore delle vite, permette di terminare i livelli abbastanza – se non troppo – velocemente.

Il titolo risulta piuttosto rifinito e i bug sono quasi totalmente assenti dalla produzione, ad eccezione di una fastidiosa compenetrazione nel terreno del boss finale, che ha minato seriamente l’epicità dello scontro rendendo il nemico temporaneamente impossibilitato ad attaccare. Questo si è fortunatamente risolto dopo pochi attacchi e rappresenta, fortunatamente, un problema risolvibile attraverso qualche piccola patch.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

A Hat in Time non sarà sicuramente il platform più originale mai prodotto e non darà l’inizio alla rinascita di un genere, ma rimane un titolo solido che può vantare una precisione nei comandi simile a quella dei titoli a cui si ispira. Il basso livello di difficoltà può costituire un difetto per tutti gli utenti che cercano una sfida appagante, essendo A Hat in Time un titolo indicato per chi vuole un’esperienza tranquilla, dove la sfida sta piuttosto nel terminare i livelli in meno tempo possibile. Vista la mancanza di platform 3D validi sulle piattaforme su cui è stato rilasciato, risulta imprescindibile per tutti gli amanti del genere.

semafori indie-03

Good

  • Controlli precisi.
  • Ambientazioni varie.
  • Comparto sonoro solidissimo.

Bad

  • Le boss fights.
  • Scarso livello di sfida.
7.7

Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.