Il ritorno dell'RPG calcistico di Level 5

Majkol

inazuma-eleven-go-lumier-537b57375bf32Inazuma Eleven è una di quelle serie a cui Level 5 deve gran parte del proprio successo. Non che il talentuoso team abbia bisogno di presentazioni: fin dalla sua prima pubblicazione su PS2, l’intrigante Dark Cloud, lo sviluppatore di Fukuoka è sempre riuscito a ritagliarsi un – meritatissimo – successo, tale da spingere anche colossi dell’industria giapponese come Square Enix ad appaltare proprio a loro lo sviluppo di titoli molto importanti, come Dragon Quest VIII. Il vero smacco alle grandi case dedite allo sviluppo di JRPG arriva però con Nintendo DS, console sulla quale Level 5 lancia non una, ma ben due serie talmente prolifiche e d’ampio successo da spingere i creatori a dare il via alla produzione di merchandising, trasposizioni animate, e chi più ne ha, più ne metta: stiamo ovviamente parlando di Professor LaytonInazuma Eleven. Quest’ultima, serie RPG a sfondo calcistico arrivata in Europa solo sul finire dell’arco di vita di Nintendo DS, è riuscita a imporre velocemente il proprio predominio sull’immaginario di giovanissimi e adolescenti nipponici amanti del calcio, ed è tutt’ora apprezzatissima anche qui in Italia, dove molteplici stagioni della serie animata, nonché lungometraggi, sono stati adattati e curati dallo stesso team di doppiatori che hanno prestato le voci ai personaggi del videogioco.

Una tale devozione per il franchise è, tuttavia, solo l’apice dei meriti che Level 5 è stato in grado di inanellare con Inazuma Eleven, un marchio che, dopo ben tre episodi dedicati agli stessi protagonisti, decide di rinnovare la continuità narrativa e sfruttare il passaggio della serie alla nuova console portatile Nintendo (sebbene Inazuma Eleven 3 sia uscito da noi su Nintendo 3DS fu pubblicato in Giappone per la console precedente) per presentare una nuova generazione di campioni, tematiche differenti e, sì, finalmente novità anche sul fronte del gameplay. Il Raimon torna in campo e con i giocatori sfreccia anche il nostro pennino, ora più allenato che mai!

Non senti che il Calcio soffre?

inazuma-eleven-go-artworkIl protagonista di questo nuovo inizio è il giovane Arion, giovanissimo aspirante giocatore che porta nel cuore il sogno di diventare uno dei capisaldi della squadra di calcio della Raimon, quell’istituto reso celebre dalle portentose azioni di campioni del passato come Mark Evans o Axel Blaze, i protagonisti della trilogia precedente. Malgrado la sua buona volontà e il suo entusiasmo, Arion scoprirà che il modo di concepire il calcio è totalmente cambiato e che lo sport da lui amato è stato trasformato in una serie di partite orchestrate da menti misteriose appartenenti a un’altrettanto arcana società segreta chiamata Quinto Settore. Da qui, la corsa per la redenzione dell’antico sport, in un susseguirsi di eventi dal retrogusto anime-like che faranno sicuramente la felicità dei fans della serie animata e di chi ama seguire cartoni animati giapponesi sulla falsariga di Captain Tsubasa/Holly & Benji, benché, a onor del vero, a parte il tema di fondo, ossia il calcio, Inazuma Eleven abbia ben poco a che spartire con essaL’intreccio potrebbe risultare indigesto a chi non dovesse essere particolarmente avvezzo alle logiche della narrativa nipponica di matrice pre-adolescenziale, dove “il potere dell’amicizia” può tutto e “la passione per il calcio” smuove intere popolazioni, ma considerando come questo Inazuma Eleven Go sia sostanzialmente rivolto a un pubblico giovanissimo e ai fans dei capitoli precedenti, sarà quantomeno improbabile incapparvi per caso. La storia è piuttosto ben raccontata, nonostante la banalità delle tematiche trattate, e benché sia possibile saltare tutte le sequenze narrative o i lunghi sproloqui che i protagonisti sembrano amare imbastire fra ogni match, è comunque sconsigliabile perdersi l’intreccio voluto dagli sceneggiatori di Level 5, poiché rappresenta il vero valore aggiunto del prodotto. Per fare un esempio della quantità di dettagli inseriti dagli sviluppatori e della cura riposta nel caratterizzare Inazuma e tutti i suoi personaggi, vi basti pensare che il menù di gioco rende accessibile un social network fittizio molto simile a twitter chiamato “Iblater” in cui tutti i personaggi – principali e non – commentano gli eventi del gioco con… alcune interazioni davvero spassosissime e inattese.

Lo scopo del gioco, nel dipanarsi della campagna single player, è quello di riuscire a vincere una serie di scontri a tema calcistico destreggiandosi tra statistiche, colpi speciali e un numero spropositato di giocatori fra cui scegliere per migliorare la propria rosa. Fin qui, nulla di nuovo sotto i riflettori della serie, direte. E infatti non è poi così lontano dal vero: Inazuma Eleven Go propone, sì, nuove avventure, un nuovo cast di protagonisti, centinaia di colpi speciali e diverse varianti alla formula del gameplay che snelliscono un claudicante motore ludico che si porta avanti incessantemente da ormai tre episodi, ma il gioco è ben lungi dallo stravolgere completamente le basi ormai caratteristiche del marchio, scelta che, nel bene o nel male, può essere sia vista come un punto debole dell’operazione di rilancio del brand sia come un’occasione per tornare a divertirsi fra palloni infuocati e tecniche di palleggio inconsuete.

Fischio d’inizio

inazuma-eleven-go-artwork-2Forse, la più grande novità che vede questo IE:Go protagonista è la scomparsa dei combattimenti casuali, quegli scontri 5 contro 5 che da sempre intervallavano le sessioni di esplorazione dei primi tre capitoli di Inazuma. Al loro posto, il giocatore può ora decidere quando e chi sfidare, andando a parlare proprio con gli interessati che saranno sempre disponibili e indicati sulla mappa di gioco mediante un fumetto colorato. Prima delle partite legate proprio all’incedere della narrazione, verrà sempre ricordato al giocatore quale dovrebbe essere il livello medio dei calciatori da schierare in campo per riuscire a vincere, in modo che, nel caso avesse trascurato gli allenamenti della propria rosa, possa tornare sui suoi passi.

Altra gradita sorpresa è la possibilità di accrescere i singoli valori statistici dei personaggi mediante allenamenti attivabili attraverso hotspot previo, ovviamente, l’esborso di una crescente somma di punti passione. La stessa valuta è ora impiegata anche per ripristinare i valori della propria squadra nonché spendibile nell’acquisto di oggetti di ripristino ed equipaggiamento di vario tipo. Il reclutamento di personaggi, uno dei punti focali dell’esperienza di Inazuma Eleven, è anche uno dei punti forti di Go, benché gli sviluppatori abbiano introdotto diversi elementi atti a pepare un po’ la situazione rispetto al passato. Innanzitutto è possibile arruolare i giocatori semplicemente battendoli durante gli incontri 5 contro 5 disseminati per la mappa, ma la novità risiede nel sistema di carte giocatore. Queste figurine potranno essere comprate da personaggi particolarmente avidi che, in cambio di punti carisma, vi daranno l’opportunità di invitare nella vostra squadra determinati giocatori. Alcuni di questi, oltre all’esborso di una quantità di punti carisma direttamente proporzionali alle loro capacità sul campo da calcio, richiederanno anche l’assoluzione di specifiche mini quest, come sconfiggere personaggi in una determinate zona o fare foto a luoghi, monumenti e cose a loro gradite. Fortunatamente, vista la necessità di muoversi spesso di mappa in mappa alla ricerca di personaggi, hotspot per allenarsi e via di seguito, gli sviluppatori di Level 5 hanno implementato la possibilità di eseguire fast travel semplicemente premendo il tasto X, venendo incontro alle critiche di backtracking esagerato che da sempre piegavano la serie.

Le battaglie, oltre ad essere ancora una volta presenti in varianti undici contro undici e cinque contro cinque – quattro contro quattro, nei capitoli DS – , prevedono un uso oculato del pennino e una buona pianificazione strategica. I giocatori avranno a loro disposizione un numero davvero imponente di tecniche efficacemente portate in vita da un reparto animazioni 3D in grandissimo spolvero, con le quali attaccare, difendere e dribblare gli avversari, il tutto sottostando ovviamente ai loro parametri di forza, ruoli ed elemento giocatore, in una maniera non molto dissimile da quanto accade nella serie Pokémon. Un po’ come nei JRPG classici, i calciatori presentano due parametri chiamati punti fatica, rappresentanti la loro resistenza e che andranno via via estinguendosi col durare della partita, e punti tecnica, assimilabili ai punti magia o alla “mana” degli RPG fantasy. Quest’ultimi sono ovviamente necessari per eseguire tecniche speciali di qualsiasi tipo. Entrambe le statistiche possono essere ripristinate mediante l’utilizzo di oggetti richiamabili attraverso menù a schermo in qualsiasi momento della partita.

INAZUMA-ELEVEN-GO-LUCE-E-OMBRA

inazuma-eleven-go-screenshot-5Un’aggiunta interessante al già collaudatissimo sistema di gioco è rappresentata dagli Spiriti Guerrieri, entità umanoidi che solamente alcuni giocatori – indicati come “evocatori” – saranno in grado di richiamare sul campo. Queste emanazioni ultraterrene potenzieranno notevolmente le statistiche dei personaggi loro legati e permetteranno di assistere a coreografici scontri se, spiriti guerrieri di fazioni opposte si scontreranno direttamente sul verde campo da gioco. Per finire, è anche possibile usare tecniche speciali che coinvolgono l’intera squadra e che potranno rivoltare come un calzino le sorti delle partite più importanti. Sempre tenendo a mente il target pre-adolescenziale del prodotto, è comunque doveroso dover segnalare una certa facilità di fondo che permea un po’ tutti gli scontri principali. Inaspettatamente abbiamo trovato molto più difficile dover affrontare gli scontri cinque contro cinque con rivali minori.

La nuova generazione di InazumaAncora una volta Level 5 decide di non lanciarsi nell’incognita rappresentata dal multiplayer online, preferendo dare la possibilità fino a quattro giocatori di competere in multiplayer locale in sfide uno contro tre, due contro due o due contro uno. E’ possibile, come di consueto, scambiarsi giocatori fra differenti versioni del gioco che, esattamente come in Pokémon, è stato pubblicato in due varianti: Luce e Ombra. Le due versioni sono molto simili,  differendo solo per alcune discrepanze legate alla trama, la presenza di determinati giocatori e di oggetti. La funzionalità spotpass introdotta da Nintendo 3DS permette ai giocatori di Inazuma Eleven Go di ricevere, per un periodo limitato dopo il lancio del gioco in europa, la possibilità di arruolare personaggi speciali, come volti noti provenienti dai capitoli precedenti, mentre incappando per caso nelle vicinanze di altri 3DS con funzionalità streetpass attivata, si potranno sbloccare sfide con le squadre delle persone incontrate che una volta vinte regaleranno oggetti speciali e altri succulenti strumenti unici propri di ogni singola versione del gioco.

inazuma-eleven-go-screenshot-6Tecnicamente il titolo non sfigurerebbe nemmeno su Nintendo Wii. Molto probabilmente, questo Inazuma Eleven Go eredita gli assets grafici proprio dagli episodi pubblicati sulla scorsa home console Nintendo, come Inazuma Eleven Strikers. Le scene cinematiche che raccontano i momenti più importanti della storia di Arion e co. sono realizzati in modo egregio, con modelli poligonali stilizzati, ma piacevolmente animati e ricoperti da texture in alta risoluzione. L’estetica è stata curata come sempre dal team dietro i precedenti episodi, ed è davvero notevole notare come il character design non risulti mai banale nel tratteggiare la figura di oltre mille personaggi, fra maschi e femmine, arruolabili nella propria rosa calcistica. La direzione musicale è ora affidata a Shiho Terada, già all’opera nella trasposizione animata dello stesso videogioco, che riesce a cogliere con estrema prontezza il testimone di un nome altisonante come quello di Yasunori Mitsuda, precedentemente impegnato nella serie. Brani piacevoli e miti si alternano a ritmi martellanti durante le fasi più importanti delle partite, laddove il commento audio non può che lasciare spazio all’ottimo lavoro di adattamento italiano ancora una volta curato in modo egregio da Nintendo in tutte le cinque lingue europee. Gran parte dei dialoghi sono doppiati da alcuni dei volti più importanti della scena voice acting italiana come Davide Garbolino, ma anche Massimo Di Benedetto, Renata Bertolas o Andrea Oldani.


inazuma-eleven-go-light-coverInazuma Eleven Go Luce & Ombra

Sviluppatore: LEVEL 5
Publisher: Nintendo
Genere: J-rpg/Sportivo
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano

Inazuma Eleven Go Luce e Ombra rappresentano il punto più alto attualmente raggiunto dalla serie, sia da un punto di vista prettamente tecnico che da quello contenutistico. Si dice “Squadra che vince non si cambia” e a parte qualche limatina qua e là al sistema di gioco potrebbe effettivamente essere il caso di questo nuova iterazione del franchise Level 5, talmente ben realizzata e ottimamente confezionata da non lasciare spazio a praticamente nessuna critica formale.
Sperando che Inazuma Eleven Go 2 e 3 – già usciti in giappone – non riposino sugli allori, come è effettivamente successo con il secondo e il terzo capitolo della prima trilogia, invitiamo tutti a far loro questo nuovo titolo targato Level 5 e Nintendo. E citando la canzone d’apertura… In guardia!

verde

Good

  • Veste grafica curata e ben realizzata
  • Tanti personaggi fra cui poter scegliere
  • Localizzazione italiana ottima
  • Riesce a distinguersi dai vecchi episodi della serie per diverse scelte di game design indovinate
  • L'Iblater è davvero divertentissimo!

Bad

  • Tutto molto bello, ma la formula della serie rimane praticamente invariata
  • Mancanza dell'online
8.3

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.