E' ora di guardare belle ragazze e... duellare!

Majkol

Monster Monpiece è un prodotto profondamente radicato nell’immaginario visivo e tematico di una parte del mercato giapponese che ha fatto del Moe, ovvero della carineria, e dei sexual innuendo una vera e propria missione. Non bisogna quindi stupirsi se, agli occhi di un occidentale medio, il titolo Compile Heart non riesca fin da subito ad esprimere le proprie qualità. Al di là delle polemiche che hanno visto il gioco  privato di contenuti visivi “non adatti ad un pubblico occidentale” si erge, tuttavia, un prodotto ben confezionato e dotato di un buon equilibrio fra contenuti narrativi e meccaniche di gioco, quest’ultime vero e proprio fiore all’occhiello di una produzione Compile Heart che, per una volta, non basa la propria raison d’être sul mero fan service, ma offre contenuti ludici ben al di sopra della media.

Generic RPG Action + Cards

2407974-monmon3La protagonista della storia, ambientata in un universo fantasy dai tratti molto generici, è una ragazza di nome May, studentessa non particolarmente brillante di un’accademia specializzata nell’insegnamento di tecniche d’evocazione attraverso carte magiche. Il sogno della giovane un po’ svampita è quello di seguire le orme della madre, leggendaria maestra di Monster Girl, e vera e propria personalità nel campo dell’evocazione di queste creature: quest’ultime, riproposizioni antropomorfe dai caratteri spiccatamente femminili di mostri appartenenti al folklore, le credenze e l’immaginario visivo universale, affiancano normalmente un proprio “master” durante gli scontri che avvengono mediante l’utilizzo delle arti magiche. May e la sua combriccola di amiche partiranno presto per l’avventura, vivendo una storia caratterizzata da tappe obbligate, clichè del genere shonen a profusione e un crescendo emozionale che esploderà in determinate scene , seppur generalmente la tensione narrativa si assesti su toni leggeri e scanzonati.
Come nel caso di un sacco di titoli di matrice nipponica, tutto il plot è raccontato attraverso lunghe schermate testuali in cui sono visualizzati gli artwork dei personaggi impegnati nei dialoghi e box di testo a dar loro voce. La quasi totalità del gioco è doppiata e raccontata attraverso brevi descrizioni accompagnate da effetto sonori delle azioni che i personaggi eseguono, altrimenti non dipinte graficamente e, nonostante il buon numero di illustrazioni volte a raccontare la storia come in un libro delle fiabe, molto di quello che succede è spesso lasciato all’immaginazione del giocatore. E’ in ogni caso positivo notare come, per quanto la natura fan service del titolo sia palese e gran parte dei titoli Compile Heart fondino la caratterizzazione dei propri personaggi secondo schemi molto vicini a tropes dell’animazione giapponese ecchi (ossia con elementi piccanti), Monster Monpiece sia raccontato in modo molto ingenuo, con personaggi molto lontani dalle istrioniche protagoniste di franchise come Hyperdimension Neptunia o il recente Mugen Souls Z. Poco male, in ogni caso, poichè al netto di un’esperienza narrativa dai toni classici e un cast di personaggi dimenticabile, Monster Monpiece cela un sistema di gioco profondo e avvincente.

Prendi una carta, trattala male

Com’era intuibile dalla sinossi poco sopra, gran parte dell’esperienza ludica del titolo in questione ruota attorno sugli scontri magici che prendono vita grazie alle carte di cui sono dotate le protagoniste. Quando questi scontri iniziano, il giocatore viene trasportato su una griglia orizzontale di 7 x 3 caselle dove, ai lati opposti, sono posti i personaggi. L’obiettivo del giocatore è quello di difendersi evocando creature sulla scacchiera e, di turno in turno, riuscire ad attaccare l’avversario azzerando i suoi punti vita. Un misto fra meccaniche tower defense e gioco di carte che non manca di portare alla mente le numerose situazioni viste nell’adattamento animato del manga Yu gi oh!, materiale da cui, molto probabilmente, è stato presa ispirazione per ideare il concept alla base di Monster Monpiece.

Il sistema di gioco che, all’apparenza, potrebbe sembrare semplicistico e non molto originale, svela presto la propria complessità di scontro in scontro, aiutati nella sua scoperta durante la modalità single player da opportuni tutorial testuali che illustrano, in modo chiaro e senza perdersi in inutili divagazioni, le diverse implicazioni dell’uso delle carte e dell’evocazione delle creature ivi raffigurate.
Se dapprima il gioco si limita ad informarci della necessità del mana per evocare carte in gioco e che ognuna di queste sia caratterizzata da sole tre statistiche (valore di attacco, punti vita ed intelligenza), presto ci si accorge di come le logiche ludiche siano invece intelligentemente stratificate e soppesate nella loro introduzione durante la storia. Si verrà quindi a far la conoscenza di varie tipologie di carte, di come esse possano interagire sul campo di battaglia, della possibilità di fusione monter girls della stessa razza o delle abilità ad esse collegate, attivabili seguendo ben tre modalità diverse. Infine, la possibilità di alzare il livello di ogni specifice carta del proprio deck, personalizzando di fatto il proprio compendium di mostri arruolati. Questa specifica meccanica, tuttavia, merita un paragrafo a parte.

Monster Monpiece presenta ben 51 trofei sbloccabili, di cui 42 bronzei, 5 argentei, 3 dorati ed uno di platino. La maggior parte degli obiettivi legati all’acquisizione dei tanti agognati trophies sono sbloccabili solamente attraverso la modalità di gioco online, fra cui troviamo richieste come “Vinci oltre 90 battaglie online” ecc. , sarà quindi compito dei giocatori armarsi di pazienza e, presumibilmente, di amici con cui affrontare le divertenti battaglie a colpi di carte mostro in compagnia!

key_art_1500_copyrightLa componente fan service del titolo è quasi del tutto riversata nelle illustrazioni che raffigurano le diverse monster girls sulle carte magiche al centro delle vicende. Al di là delle considerazioni che possono essere fatte al riguardo, queste illustrazioni, di pregevole fattura, non fanno altro che dipingere in tutta la loro sensualità un numero considerevole di donne succinte e in pose provocanti. Per aumentare il loro apporto in battaglia, il titolo richiede di partecipare ad un mini-gioco che consiste nell’eccitare le figure femminili ritratte toccandole, mediante il touchscreen e il touchpad, jn quelle che sono le loro zone erogene. In questo frangente, chiamato “Extreme Rub” , il giocatore è chiamato a sfregare la console PsVita sul fronte e sul retro della sua struttura, mimando quello che è a tutti gli effetti un richiamo alla masturbazione maschile e, per far sì che non si possa equivocare il rimando, tutta l’azione è accompagnata da gridoline di piacere e gemiti da parte delle ragazze impegnate nel potenziamento che, se portato a termine entro il tempo limite, suggellerà il proprio successo svestendosi progressivamente e svelando così le sue forme. Benchè la cosa possa far inorridire i benpensanti, la componente filo-erotica già suggerita dalle illustrazioni e particolarmente presente nella quasi totalità dei titoli sviluppati da Compile Heart rimane una costante che, nell’insieme del gioco, non fa altro che andare ad incastonarsi in un percorso contenutistico e culturale coerente con quella che è l’utenza a cui questo titolo è destinato. L’unica pecca, se così si può dire, è che il minigioco dello sfregamento è indispensabile ai fini del potenziamento delle proprie carte, e non essendo evitabile costringe chiunque volesse semplicemente godere dell’innegabile bellezza delle illustrazioni e delle meccaniche che definiscono il gioco di carte ad un gimmick quantomeno evitabile, soprattutto considerando la natura portatile della console. Inoltre, sarebbe davvero un peccato vedere ricordato un titolo così curato e ludicamente accattivante solamente per il mini-gioco che richiama la pratica onanistica maschile.

Il comparto grafico di Monster Monpiece è un tripudio di illustrazioni bidimensionali in alta risoluzione, colori pastello ed un character design che richiama uno stile manga moderno, ma declinato al gusto fantasy di un genere dell’animazione molto popolare durante gli anni ’90. Sicuramente la parte più pregevole della produzione, a livello puramente estetico, è da ricercarsi nella grande quantità e nell’alta qualità delle Monster Girls, ma anche il comparto poligonale, limitato ai soli scontri, si difende bene, inscenando conflitti e battaglie fra creature magiche attraverso uno stile super deformed colorato e gradevole alla vista. Musiche di sfondo e doppiaggio – rigorosamente in lingua giapponese – rientrano negli standard delle produzioni nipponiche mid.budget, svolgendo il proprio compito senza sorprendere.

Monster_Monpiece_Japanese_video_game_cover_artMonster Monpiece

Sviluppatore: Compile Heart
Publisher: NIS America
Genere: Card Game/J-RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Monster Monpiece è un titolo che difficilmente incontrerà il favore del grande pubblico a causa di un’estetica fortemente manga e di determinati elementi appartenenti ad una sotto-cultura influenzata pesantemente dalla ricerca del feticcio e della sensualità a tutti i costi. Nel caso si riuscisse a perdonare al titolo una così spiccata identità culturale si riuscirà in ogni caso a saggiare un videogioco denso di contenuti e meccaniche adatte ad intrattenere appassionati dei card games e semplici amanti dei giochi di strategia.

Ma sappiamo tutti come andrà a finire.

prezzoridotto

Good

  • Estetica generale di pregevole fattura
  • Buona dose di fan service
  • Un pugno in faccia alla cultura "anti-sesso" promossa dai media occidentali
  • Modalità di scontro online a due giocatori
  • Intreccio classico, ma ben scritto

Bad

  • Tipologia di gioco non per tutti
  • Determinate carte sono sbloccabili solo attraverso gli scontri online
  • Potrebbe scoraggiare i meno nippofili a causa dell'estetica profondamente radicata nell'immaginario manga
  • Completamente in inglese
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.