Google è pronto per lanciarsi davvero nell’arena videoludica?

google yeti

Alcune interessanti voci in merito a una possibile (apparentemente probabile…) discesa in campo definitiva di Google nel settore videoludico sono state riportate ieri pomeriggio da Kotaku. Nulla di preciso si conosce di questo progetto, ma lo scrittore e redattore Jason Schreirer ha riportato nello specifico tre punti chiave che farebbero parte della strategia di Google per assicurarsi una consistente fetta di mercato: la messa a punto di una piattaforma streaming, la commercializzazione di un hardware specifico, e l’assorbimento di alcune importanti case di sviluppo.

Non si tratterebbe del resto di una mossa inaspettata da parte di Google. Il colosso informatico ha infatti esplorato da tempo la possibilità di avanzare sul fronte videoludico, sin dai tempi della tentata acquisizione di Twitch – poi conquistato da Amazon. Nessuno dei progetti di cui si è vociferato nel corso di questi anni ha mai visto davvero la luce. Tuttavia, sia durante la Game Developers Conference a marzo, sia durante l’E3 di Los Angeles – vale a dire poche settimane fa – numerosi rappresentanti di Google sono stati impiegati in varie riunioni riservate con alcuni grossi nomi del settore. Il sito The Information aveva inoltre da tempo riportato la notizia dell’esistenza di una piattaforma streaming (provvisoriamente chiamata Yeti) in fase di sviluppo, che avrebbe l’obiettivo di offrire enormi facilitazioni ai giocatori provvisti di hardware di fascia bassa, ai quali si consentirebbe di accedere a titoli molto esigenti in fatto di specifiche senza dover aggiornare le proprie macchine. Un concetto simile a quello di Nvidia GeForce Now, ma che prometterebbe prestazioni ancora migliori.

Non sarebbero mancate espressioni di scetticismo da parte degli esperti, sia a causa della storia pregressa di Google (non nuovo all’abbandono di progetti in corso), sia a causa dell’enorme carico che una simile piattaforma imporrebbe sulla connessione web dell’utente – considerando che in molte parti del mondo l’accesso alla rete è assai limitato, quando non inesistente. Ulteriori dubbi sono stati manifestati in merito alla capacità di Google di scontrarsi realmente con realtà come Sony, Microsoft e Nintendo: l’esperienza insegna che per sopravvivere brillantemente alla concorrenza è necessario soprattutto poter contare su un repertorio di titoli originali all’altezza delle aspettative – un aspetto, questo, su cui Google non sembra aver fatto cenno.

Non resta dunque che attendere ulteriori sviluppi. Vi terremo senz’altro aggiornati.

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.