Rusty – Il clone di Castlevania del 1993 mai arrivato in Occidente

Rusty – Il clone di Castlevania del 1993 mai arrivato in Occidente

Per quanto i publisher odierni si stiano sforzando di riportare alla ribalta alcuni dei più oscuri titoli videoludici dimenticati nel passato, magari cavalcando la fama di alcuni autori piuttosto chiacchierati, molte rimangono le gemme oscure o misconosciute che giacciono nel ricordo dei giocatori nipponici. Se poi parliamo di piattaforme di gioco come il NEC PC-9801, allora, la situazione si complica.

Fortunatamente oggi sono nati diversi gruppi di appassionati che grazie a conoscenze avanzate di hacking ed editing si sono messi di buona lena per riportare alla luce reperti storici come questo Rusty, videogioco in tutto e per tutto ispirato alla saga di Castlevania, ma con un appeal grafico decisamente legato all’animazione giapponese degli anni ’80. Come sempre in questi casi, lascio la parola al nostro Simone Granata, che grazie alla fantraduzione curata da solamente tre persone e scaricabile gratuitamente in rete è riuscito a mettere le manacce su questo titolo oscuro, ma ugualmente interessante da trattare. Buona lettura!

Avete mai sentito parlare di NEC PC-9801? Se la risposta è “si”, probabilmente siete grandi appassionati del mondo videoludico nipponico dei vecchi tempi. Non si tratta di una console, ma di un computer o per meglio dire un “computer game” a 16-bit sviluppato, prodotto e distribuito da NEC Corporation (acronimo di Nippon Electric Company) a partire dal 1982. Per chi, come il sottoscritto, ha passato l’infanzia videoludica in Europa, sentir parlare di 16-bit all’inizio degli anni ’80 potrebbe apparire strano: l’avvento delle piattaforme videoludiche di quella potenza nel nostro continente risale all’inizio degli anni ’90, con quasi una decade di “ritardo”. Eppure a quei tempi NEC dominava il mercato giapponese con i suoi prodotti principali: PC-9801 e PC-8801. Macchine parecchio costose e potenti dotate di floppy disk drive e processori in grado di mostrare immagini impossibili per la gran parte delle home console dell’epoca. Tra i vari titoli dimenticati con il passare del tempo, spicca un gioco sviluppato da C-Lab nel 1993 e che deve moltissimo ai titoli della serie Castlevania in voga ai quei tempi: Rusty (ラスティRasuti) ricalca le orme dei più celebri cacciatori di vampiri armati di frusta.

RAGAZZA IN GAMBA

Un piccolo villaggio dell’Europa medioevale vive momenti terribili: molte giovani ragazze sono scomparse, rapite dalle loro case nel tentativo di perseguire un innominabile rituale. La malvagia vampira Bloody Mary (!) sta raccogliendo il sangue di donzelle indifese allo scopo di riportare in vita il suo potentissimo maestro. Il Conte Monte Carlo (!) è un vampiro antico di secoli e dotato di poteri tremendi, ma necessita del sangue di giovani fanciulle per poter tornare in vita e gettare di nuovo la sua ombra sulla Transilvania. Con l’aiuto del malvagio combattente Brian Gateau, una volta cacciatore di vampiri ma ora corrotto dal male, il conte è pronto alla resurrezione. I suoi piani vengono però guastati dall’arrivo di Rusty Sprinkle, una ragazza-cacciatrice di vampiri determinata ad affrontare gli sgherri del conte e porre fine al dominio delle tenebre: armata di frusta, si prepara alla battaglia.

Se vi state chiedendo dove avete già sentito questa storia, non vi preoccupate troppo: è la trama basilare di un qualunque Castlevania dei tempi andati. Rusty infatti presenta sin dai primi momenti pesanti somiglianze con i titoli classici della serie targata Konami, in particolare con Akuma Jo Dracula (da noi Super Castlevania IV) e Akuma Jo Dracula X Chi No Rondo (da noi Castlevania: Vampire’s Kiss), entrambi rilasciati al tempo per SNES/Super Famicom. Chiunque abbia avuto l’occasione di provare almeno una volta i giochi menzionati riconoscerà immediatamente innumerevoli somiglianze a livello di storia e gameplay. Rusty presenta numerose cutscenes in stile anime rese possibili dalla potenza di calcolo della CPU Intel 8086: in generale il gioco risulta invecchiato molto bene, ancora godibilissimo nonostante gli anni passati. I personaggi sono animati bene ed i vari livelli sono costruiti con molta cura presentando un’ottima varietà di ambienti, passando da un cimitero abbandonato durante una notte di tempesta alla classica torre dell’orologio, segno distintivo di molti titoli della serie Castlevania. A livello sonoro si raggiungono picchi di alta qualità soprattutto grazie ai temi musicali davvero superlativi in alcune sezioni ad opera della triade Masahiro Kajihara, Kenichi Arakawa e Ryu Takami, accompagnati adeguatamente da effetti sonori di uguale spessore.

Come si comporta Rusty nella sua versione attuale? Grazie alla traduzione in lingua inglese ad opera del team 46Okumen il gioco è ora fruibile da chi non si destreggia adeguatamente nella lingua del Sol Levante. Dopo aver apprezzato l’introduzione, le avventure di Rusty iniziano nel villaggio su richiesta dell’anziano borgomastro Santos. Il gameplay ricalca pesantemente quello visto in Super Castlevania IV: la protagonista usa una frusta come arma principale e può attaccare orizzontalmente e verticalmente, ma ha a disposizione anche alcune skill secondarie. Questa abilità rappresentano la variazione di gameplay più sostanziale rispetto alla serie Castlevania, in comunione con la presenza di items ottenibili distruggendo oggetti. Durante l’avanzamento nei vari livelli si incontrano statue rappresentanti angeli che fanno le veci dei candelieri in Castlevania: la distruzione di questi oggetti ricompenserà Rusty con items utili, ma soprattutto con specifiche chiavi con simboli identificativi.

Queste chiavi si rivelano presto utili per aprire porte dal simbolo corrispondente: si tratta di percorsi alternativi per la maggior parte, ma in alcuni casi è necessario possedere la chiave corretta per poter avanzare nel livello.

In generale Rusty presenta un gameplay ampiamente rodato e già visto, seppur ben realizzato ed arricchito da un level design ben concepito. E’ facile considerare questo titolo un plagio, ed in gran parte lo è davvero viste le innumerevoli somiglianze con la serie Castlevania che si incontrano durante i 10 livelli di gioco. Nonostante le sue idee non propriamente “originali” però, l’opera targata C-Lab dimostra di saper invecchiare egregiamente. La fan-traduzione in lingua inglese permette anche ai giocatori occidentali di seguire l’interessante trama narrata tramite le belle cutscenes già citate, sfruttando al 100% il potenziale di questo gioco, anche a quattordici anni di distanza.


Rusty torna alla ribalta dopo quasi 15 anni dal suo debutto su PC-98 e lo fa grazie alla “forza” della rete: grazie ad una traduzione in lingua inglese, il gioco è ora alla portata di tutti e non si hanno più scuse per non provarlo. Raccogliere l’eredità della serie Castlevania non è cosa semplice, ma Rusty riesce nell’impresa nonostante un gameplay al limite del plagio. Una narrazione maggiormente curata rispetto alla controparte targata Konami rende questo titolo decisamente appetibile per qualunque fan delle produzioni giapponesi dei tempi andati. Un ottimo titolo, sconosciuto ai più, che merita la sua fetta di attenzione.

 

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.