Lo sviluppatore di Rez e Child of Eden, Tetsuya Mizuguchi, si confida in un’esclusiva intervista

Lo sviluppatore di Rez e Child of Eden, Tetsuya Mizuguchi, si confida in un’esclusiva intervista

Lo sviluppatore giapponese Tetsuya Mizuguchi è meglio conosciuto per i suoi lavori su giochi musicali come Rez e Child of Eden, ma ha iniziato la sua carriera nel settore dei giochi arcade Sega negli anni ’90.

Mizuguchi ha recentemente rilasciato un’intervista a Waypoint, dicendo che ha imparato molto nel corso degli anni, anche che i giochi possono andare oltre l’intrattenimento per regalare esperienze ed emozioni significative.

“Vent’anni fa, quando lavoravo ai giochi di corsa, non potevo immaginare a come questi titoli avrebbero avuto un impatto emotivo così grande sui giocatori”, ha detto Mizuguchi. “Molto tempo fa non c’erano colori, solo puntini bianchi sullo schermo e dei suoni sintetici come i bip. Ora possiamo esprimere molto di più, combinando tanti elementi, ed è possibile smuovere le persone dentro, e commuoverle”.

Mizuguchi riconosce che gli strumenti e le tecnologie disponibili per gli sviluppatori sono migliorati esponenzialmente da quando è entrato in questo mondo, ma osserva anche che ai suoi occhi la costante spinta per un maggiore realismo nei giochi appare meno interessante rispetto al raggiungimento di esperienze significative.

“È noioso creare cose che puoi vedere anche nel mondo reale. Quindi il grande motivo per cui ho lasciato i giochi di corsa arcade è perché il futuro di quel genere è sempre stato quello di muoversi verso il realismo, cercando di ottenere titoli più vicini possibile all’esperienza di guida reale”, ha continuato. “Voglio creare illusioni, divertimento attraverso nuove esperienze, come Rez“.

Mizuguchi è dunque non solo un designer di giochi, ma anche un designer di esperienze umane. Se volete saperne di più, qui trovate l’intervista completa.

Antonino

Con il joypad in mano fin da quando aveva 5 anni, ai tempi della PlayStation One, è laureato in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria. Grande appassionato di cinema, doppiaggio, letteratura e videogiochi, lo chiamano internauta videoludico, o giocatore incallito.