Xenogears – La vera storia dietro il celeberrimo disco 2 “incompiuto”

Xenogears – La vera storia dietro il celeberrimo disco 2 “incompiuto”

Xenogears, ampiamente considerato uno dei più grandi giochi di ruolo mai realizzati, è stato visto a lungo dai fan come un prodotto incompiuto per via del suo controverso secondo disco apparentemente incompiuto. Sebbene i giocatori occidentali abbiano dedotto che il team di sviluppo sia semplicemente rimasto a corto di fondi, la vera storia – come rivela oggi il director Tetsuya Takahashi a Kotaku – è un po’ più complicata.

Mentre il primo disco di Xenogears è un gioco di ruolo pieno di città da esplorare, dungeon e molti filmati di ottima qualità, il secondo disco ha evidentemente un approccio diverso. Il disco 2 di Xenogears sceglie di raccontare piuttosto che mostrare esplicitamente il finale del gioco, ponendo i personaggi principali Fei e Elly in una stanza buia e spiegando gli ultimi eventi del gioco con una presentazione su uno schermo davanti a loro. È un cambiamento di ritmo insolito e poco omogeneo con il resto del titolo.

Secondo quanto a lungo creduto da tutti, l’esaurimento dei fondi ha fatto precipitare il progetto, costringendo Tetsuya Takahashi a mettere insieme la seconda metà di Xenogears  “col nastro adesivo”. I fan hanno sempre pensato che Takahashi avesse piani più ambiziosi, ma è stato costretto a correre ai ripari a causa di problemi di budget e tempo.

In ogni caso comunque non è mai stata data nessuna spiegazione ufficiale da quando  Xenogears è stato pubblicato 19 anni fa, nel 1998, per la prima PlayStation. Così, mentre Takahashi veniva intervistato durante l’E3 2017 a Los Angeles sul suo nuovo gioco, Xenoblade Chronicles 2, in sviluppo per Nintendo Switch, una domanda ha iniziato ad aleggiare su questa leggenda metropolitana: cos’è successo a quel famoso secondo disco?

“Sinceramente quello che è successo è che Xenogears come progetto è stato affollato quasi interamente da nuovi membri del personale, giovani new entry nel team”, ha detto Takahashi, parlando per mezzo di un traduttore. “Quindi, al di là dello sviluppo del gioco, abbiamo dovuto formare e coltivare questi giovani talenti. Le cose come il 3D erano estremamente nuove all’epoca, il che ha portato ad alcuni ritardi nella programmazione. Non è stato possibile far tutto.”

Dal momento in cui è stato chiaro che Takahashi e la sua squadra non avrebbero potuto rispettare le scadenze, gli alti livelli di Square Enix hanno suggerito di tagliare il gioco e concludere la partita dopo il primo disco, quando Fei e i suoi compagni fuggono da Solaris.

“Sarebbe stato un modo troppo brusco di terminare il progetto se la storia fosse finita col primo disco, ed era prevedibile che i giocatori non sarebbero stati soddisfatti” ha detto Takahashi. “Così ho proposto di produrre il disco 2 nel modo in cui avete potuto vedere giocando. Questo ci ha permesso di finire il gioco con il numero corrente di personale che era stato assunto, la scadenza assegnata per la pubblicazione e il budget che ci era rimasto.”

Ecco dunque che il team ha trasformato il disco 2 di Xenogears nel montaggio-presentazione di eventi che si può vedere ancora oggi. Invece di giocare direttamente avventure come la mutazione del mondo e la ricerca di Fei, basta guardarli. Questa fu la decisione di Takahashi, per poter finire la storia come voleva lui, piuttosto che tagliarla dopo la prima metà.

“Penso che la mia decisione sia stata la cosa giusta da fare”, ha detto Takahashi. “Perché se avessimo finito il gioco al disco 1 sarebbe stato pessimo”.

Ecco il trailer del nuovo titolo diretto da Tetsuya Takahashi, Xenoblade Chronicles 2, mostrato all’E3 2017.

Antonino
Con il joypad in mano fin da quando aveva 5 anni, ai tempi della PlayStation One, è laureato in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria. Grande appassionato di cinema, doppiaggio, letteratura e videogiochi, lo chiamano internauta videoludico, o giocatore incallito.