Final Fantasy XIV – Un documentario rivela i motivi del pessimo debutto del MMORPG di Square Enix

Final Fantasy XIV – Un documentario rivela i motivi del pessimo debutto del MMORPG di Square Enix

Nella prima parte di una serie di documentari che racconta del lancio tormentato e del ritrovato successo di Final Fantasy XIV, Danny O’Dwyer ha parlato con alcuni sviluppatori Square Enix per individuare alcuni dei problemi di sviluppo che hanno contribuito al fiasco della prima versione del gioco online su PC, nel 2010.

L’engineering lead Hideyuki Kasuga ha detto a O’Dwyer che alcuni dei problemi che hanno afflitto la versione originale di Final Fantasy XIV sono nati dalla prima decisione di costruire il gioco utilizzando script creati da designer.

Il vantaggio nell’utilizzare script realizzati dai game designer è che possono essere eseguiti in fretta”, ha detto Kasuga. “Se si utilizza uno script, non serve consultare un membro della sezione engineering per decidere come strutturare il gioco e non è necessario discutere sui diversi parametri che devono essere impostati. In questo modo si risparmia molto tempo e così la maggior parte degli elementi di gioco sono stati costruiti sull’uso di script, che automatizzano e velocizzano la lavorazione”.

Sebbene l’impiego degli script abbia semplificato alcuni aspetti dello sviluppo, Kasuga osserva però che ciò ha portato ad un uso estremamente elevato della CPU che a sua volta ha creato problemi significativi dopo il lancio del gioco.

Quindi mentre la CPU cercava di eseguire le funzionalità in-game, doveva anche eseguire i diversi script e questo ha portato al rallentamento dei server. La mole di dati che era su questi server era troppo pesante e non potevamo fare niente di meglio in termini di rappresentazione e qualità degli elementi in-game.”

Qui sotto trovate il primo episodio del documentario che fa luce sullo sviluppo e sul lancio del MMORPG di Square Enix Final Fantasy XIV

Antonino

Con il joypad in mano fin da quando aveva 5 anni, ai tempi della PlayStation One, è laureato in Scienze della Comunicazione con specialistica in Editoria. Grande appassionato di cinema, doppiaggio, letteratura e videogiochi, lo chiamano internauta videoludico, o giocatore incallito.