Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 – Il capitolo apocrifo della serie Konami

Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 – Il capitolo apocrifo della serie Konami

Castlevania The Lecarde Chronicles 2 è l’ennesimo titolo indie realizzato come omaggio ad una delle tante serie videoludiche storiche scomparse completamente dai radar delle pubblicazioni internazionali. La non-volontà di Konami di riportare in auge il marchio di Castlevania, unita ad un’antipatia più o meno condivida dalla fanbase per il “reboot” tridimensionale pubblicato tempo addietro per PS3 e Xbox 360 ha fatto sì che gli appassionati rivolgessero lo sguardo verso altre software house in cerca di conforto. Resi orfani dei cacciatori di vampiri di casa Konami, i fan di Alucard e co. ripongono ora tutte le speranze nel progetto kickstarter di Koji Igaragashi, autore e volto storico del franchise, ma altri ancora han preciso di impugnare le redini del proprio destino di cultori e buttarsi in prima persona nello sviluppo di capitoli apocrifi della serie. 

L’animazione della corsa di Alucard di Symphony of the Night rimane ancora oggi ipnotica come negli anni ’90.

Mig, il creatore di Castlevania: The Lecarde Chronicles 2, è proprio uno di questi, e il suo videogioco è una vera e propria lettera d’amore diretta a chi ebbe l’occasione di amare i capitoli Symphony of the Night e Rondo of Blood. La sua passione e la cura maniacale per la riproposizione delle atmosfere della serie sono state tali da spingere dei doppiatori inglesi – storicamente impegnati nel prestare la propria voce agli eroi della marchio – a tornare a vestire i panni di alcuni dei volti più amati della saga. Ma bando alle ciance, qui trovate il progetto scaricabile gratuitamente e ora lascio la parola a Simone Granata, il nostro esperto di Castlevania. Buona lettura!

Chi scrive queste righe ha una passione smodata e radicata per la saga AkumaJō Dracula, meglio nota da noi con il nome di Castlevania. Personalmente soffro tutt’ora moltissimo nel vedere il declino inesorabile di questa serie che adoro, iniziato con l’addio di Koji Igarashi a Konami dovuto proprio alla nuova linea aziendale che vedeva nei classici titoli della saga un “business ormai poco redditizio”. Fortunatamente il mondo indie, molto spesso libero da eccessivi coinvolgimenti con cifre e numeri di vendite, ha mantenuto inalterato l’amore per i “metroidvania”. Dopo uno sviluppo durato alcuni anni Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 arriva su PC promettendo un ritorno in grande stile delle avventure dal gusto gotico tipiche della serie.

L’anno è il 1781 ed Efrain Lecarde, discendente della celebre famiglia di ammazzavampiri associati ai Belmot, viene chiamato a Roma dal Papa in persona per gestire un’oscura faccenda che sta gettando nel caos una regione della Francia. I guai iniziano già nella Città Eterna quando all’improvviso si materializza Death/Shinigami che deruba Efrain della sua potente spada lasciandolo con una semplice daga: privato della sua arma principale, il cacciatore si mette in viaggio per raggiungere la Francia e portare comunque a termine la missione. Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 presenta una narrazione molto piacevole e decisamente curata, supportata dal voice acting di Robert Belgrade e Douglas Rye, rispettivamente Alucard in Symphony of the Night e Dracula in Portrait of Ruin.

Sin dai primi momenti di gioco è chiara l’attenzione posta dagli sviluppatori nel comparto grafico: nonostante sia decisamente differente il feeling, lo stile di Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 funziona bene presentando ambienti con colori ben scelti ed animazioni soddisfacenti seppur non eclatanti. Le ambientazioni rendono molto bene ma spesso si ha la sensazione di osservare oggetti “rippati” e posterizzati per poter essere inseriti nel gioco: fotografie di ambienti reali, alberi, rocce ed altri oggetti. Stessa sensazione, stavolta più marcata, per quanto riguarda il comparto sonoro, composto principalmente da versioni remixate di temi classici della serie ed effetti sonori egualmente presi da altri giochi. E’ anche presente una scelta che si colloca a metà strada tra il comparto grafico ed il game design: i personaggi su schermo sono davvero grandi rispetto ai classici giochi della serie Castlevania, cosa che presto si rivela abbastanza problematica soprattutto quando si tratta di gestire sezioni platform.

LA LINEA DI CONFINE

La sincerità è d’obbligo: Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 di fatto ricorda in tutto e per tutto Symphony of the Night eccezion fatta per l’ambientazione, qui molto più ariosa e ricca di ambienti naturali. A livello di gameplay il gioco è ovviamente un metroidvania nel suo senso più completo: esplorazione spinta al massimo da un mondo vasto, backtracking, elementi RPG come potenziamenti ed equipaggiamento da acquistare o acquisire in vari modi. I villaggi presenti nel gioco sono utili come sorgenti di informazioni, come luogo dove recuperare le forze ed acquistare nuovo equipaggiamento. L’ampia mappa esplorabile è anche consultabile tramite un apposito tasto, opzione assolutamente indispensabile se si vuole ritrovare la via in un mondo così vasto: in generale il gioco si lascia apprezzare per molti aspetti seppur mantenendo quella sensazione “artigianale” e poco ispirata.

Esistono moltissime opere celebri del videoludo riprese da piccoli team di sviluppo, ma creare un vero capolavoro è tutt’altra cosa: Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 si presenta bene sotto molti aspetti ma frana rovinosamente a livello di ispirazione e level design.

Igarashi-sensei rimane una personalità di spicco nell’industria videoludica giapponese, anche nella sua nuova veste indipendente.

Molte zone risultano create in modo poco attento, con salti al limite delle possibilità del personaggio e situazioni di difficile lettura. Spesso ci si ritroverà a vagare in cerca di una nuova zona da esplorare senza alcuna indicazione, eccezion fatta per le criptiche informazioni di alcuni abitanti dei villaggi. Il menù di gioco è ricco di opzioni, ma anche qui si nota una presenza massiccia di cose già fatte e già viste in qualcunque episodio della saga in 2D. Va anche segnalata una traballante ottimizzazione per quanto riguarda l’uso di joypad USB: è molto strano che il gioco non riesca spesso a riconoscere correttamente il controller Xbox 360, da sempre utilizzato per giocare su PC. Cos’è quindi Castlevania: The Lecarde Chronicles 2? E’ un gioco discreto, che funziona molto bene su alcuni fronti ma non certamente grazie agli sforzi degli sviluppatori. E’ un titolo che deve tutto alla celebre saga della quale porta il nome: ciò che si vede in questo prodotto indipendente è piacevole ma da solo non basta a creare un gioco degno di nota.


Castlevania: The Lecarde Chronicles 2 rappresenta un discreto prodotto seppur con pesanti difetti che vengono fortunatamente messi in secondo piano da un feeling generale positivo. Un level design decisamente mediocre fa il paio con una sensazione perenne di “questo è un copia-incolla”: chi ama la serie classica dei Castlevania in 2D non faticherà di certo a riconoscere versioni modificate di temi musicali noti, effetti sonori presi di peso da altri capitoli e via discorrendo. Il gioco è di fatto un omaggio a Symphony of the Night, il più classico dei classici e che ha portato il genere “metroidvania” a diventare quello che è oggi. Ma tra il somigliare ad un capolavoro ed ESSERE un capolavoro, c’è di mezzo un oceano.

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta